Spasmi affettivi: cosa fare quando il bambino piange senza fiato

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Si chiamano spasmi affettivi e si presentano quando il bambino piange senza riprendere fiato. Come dobbiamo comportarci.

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Una bambina piange senza riprendere fiato (Adobe Stock)

Ad alcuni genitori sarà capitato di vedere il proprio figlio piangere così tanto da non riprendere fiato. Un capriccio che si trasforma in un pianto talmente violento tanto da non permettere al piccolo di prendere aria e farlo diventare cianotico.

Si chiamano spasmi affettivi o apnee affettive. Un fenomeno benigno che però crea nei genitori uno stato di ansia e stress dal punto di vista emotivo. Infatti, in alcuni casi il bambino può arrivare anche alla perdita di coscienza, provocando paura e apprensione nell’adulto.

Scopriamo allora come comportarsi e cosa fare nel caso in cui ci dovessimo trovare di fronte a questa spiacevole situazione con nostro figlio.

Cosa fare quando un bambino piange senza fiato: consigli utili per i genitori in caso di spasmi affettivi

spasmi affettivi piangere senza fiato
Adobe Stock

Un capriccio, un forte momento di rabbia, ma anche una situazione di grosso spavento o di dolore fisico. A provocare i cosiddetti spasmi affettivi o più semplicemente una crisi di pianto fino a perdere fiato, possono essere questi motivi, a volte anche banali.

Si tratta di un disagio che investe circa il 5% dei bambini e nel 25% dei casi c’è una familiarità. Colpisce principalmente i bambini tra i 6 mesi e 4-5 anni di età. In alcuni casi può protrarsi anche fino all’ottavo anno di vita.

In genere se capita a neonati o comunque bambini entro l’anno di vita può essere dovuto principalmente ad un dolore fisico improvviso o un disagio. Nel caso invece di bambini un po’ più grandi può presentarsi la crisi in seguito a un capriccio o a un momento di forte rabbia e frustrazione. In alcuni casi può funzionare anche lo spruzza-calma.

Tra l’altro in questi casi, più il genitore si spaventerà e più il bambino farà leva su questo per ottenere l’attenzione dell’adulto. È come se nella testa del piccolo scattasse la frase: “se faccio così la mamma mi accontenta”.

Il figlio in questo modo vuole attirare su di sé l’attenzione della mamma. In pratica è un atto dimostrativo nei confronti del genitore, soprattutto da parte di quei bambini più ribelli e che hanno un conflitto con lo stesso. In genere accade più con le mamme che con i papà.

Come riconoscere se si tratta di spasmi affettivi o altro

spasmi affettivi come comportarsi se bambino piange senza fiato
Adobe Stock

A volte però il genitore può spaventarsi talmente tanto perché queste crisi non si manifestano con un semplice pianto, ma con un blocco del respiro, cianosi fino ad arrivare nei casi estremi anche alla perdita di coscienza.

La preoccupazione più grande per i genitori può presentarsi nel momento in cui deve capire se si tratta di una malattia neurologica come un disturbo epilettico o cardiaco o se è un semplice spasmo affettivo. In questo caso la crisi arriverà sempre in seguito a una causa mentre nelle crisi epilettiche l’episodio avviene anche in momenti di perfetta tranquillità.

Come si classificano gli spasmi affettivi

 bambino piange senza fiato
Adobe Stock

In genere gli spasmi affettivi possono classificarsi secondo 4 gradi di intensità. 

1) Nel primo livello troviamo gli spasmi affettivi semplici. Sono quelli più comuni, accadono quando il bambino è in preda ad un capriccio o prova un forte dolore. Il piccolo trattiene il fiato e poi riprende da solo a respirare dopo qualche secondo. Non sono quindi preoccupanti e scompaiono da soli in pochi istanti.

2) Nel secondo ci sono gli spasmi cianotici. In questo caso il bambino oltre al forte pianto diventa cianotico perché non respira e trattiene il fiato. Le labbra diventano di colore bluastro e perde conoscenza. In genere dopo l’episodio che dura circa 1 o 2 minuti avverte molta stanchezza perciò si riposerà. Ma riprenderà da solo la normale condizione fisica.

3) Il terzo caso è caratterizzato invece dagli spasmi pallidi. Ovvero il bambino assume un colorito molto chiaro e perde conoscenza. Ha anche un irrigidimento muscolare. Il pianto in questo caso è quasi assente e di solito avviene in seguito a uno spavento improvviso o a un picco di dolore. Dopo circa un minuto il bambino torna alla normalità.

4) L’ultimo caso è anche quello più complicato. Riguarda infatti degli spasmi sia cianotici che pallidi uniti a crisi convulsive.

Come comportarsi in caso di spasmi affettivi

bambini capricci
Photo Adobe Stock

Per prima cosa non bisogna agitarsi o farsi vedere allarmati. Anzi, cerchiamo di mostrarci tranquilli come se nulla fosse successo.

Cerchiamo di tenerlo in braccio per evitare che si faccia male nel caso in cui dovesse perdere conoscenza.

Evitiamo di offrirgli qualcosa da mangiare o da bere per evitare che gli vada di traverso.

Per interrompere la crisi possiamo soffiare sul viso del bambino, oppure battere le mani vicino alle orecchie. Anche spruzzando un po’ d’acqua sul viso potrebbe interrompere la crisi e far tornare il piccolo a respirare.

Una volta terminata la crisi rassicuriamo il bambino e non enfatizziamo la cosa raccontandola ad amici o parenti perché in questo modo non faremo altro che dargli importanza.

Se lo spasmo è arrivato per un no deciso del genitore, terminata la crisi, non dovremo cedere altrimenti nella sua testa si innescherà il meccanismo che questo modo di fare funziona per ottenere ciò che vuole. 

Per prevenire gli episodi dovremmo cercare di non portare la discussione a livelli esasperati così da evitare al bambino di dover fare capricci per ottenere qualcosa. Proponendogli ad esempio delle alternative a ciò che desidera potremmo cercare di distoglierlo in maniera dolce senza necessariamente dover arrivare al conflitto.

Se gli episodi si presentano con elevata frequenza può diventare una fonte di stress per il piccolo e per coloro che devono gestirlo. In questo caso è bene confrontarsi con il pediatra per trovare delle soluzioni educative adeguate.