7 cose da non fare quando un bambino è in preda ai capricci

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bambini capricci
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Il bambino è in preda ai capricci e non sai come comportarti? Per iniziare prova ad evitare questi 7 errori che tendiamo tutti a commettere.

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Chi non si è mai trovato di fronte ad un bambino in preda ai capricci: pianti, lacrimoni, calci, urla… come bisognerebbe reagire? Per evitare l’escalation della crisi, è meglio evitare di scommettere questi 7 errori.

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7 cose da evitare quando il bambino è in fase capriccio

bambino che fa i capricci
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Tutti i genitori temono il momento in cui il bambino rotolerà sul pavimento, piangendo e singhiozzando. Indipendentemente dal fatto che tu abbia già sperimentato questa situazione, una cosa è certa: alcuni comportamenti degli adulti non fanno altro che peggiorare le cose. Per evitare di aggravare una crisi o un capriccio, queste 7 reazioni dovrebbero essere assolutamente evitate:

1. Sgridarlo

Quando il bambino piange, intensifica l’attivazione di tre aree del cervello coinvolte negli scoppi d’ira: la tonsilla cerebrale (paura), la corteccia orbitale (frustrazione) e l’insulina (sensazione di incomprensione).

Dal punto di vista del circuito cerebrale, urlare è probabilmente la decisione peggiore di tutte. Anche dal punto di vista della psicologia infantile gridare è una cattiva strategia, bisognerebbe riuscire ad insegnare al bambino che quando le cose vanno male bisogna rimanere calmo.

2. Abbandonarlo

“Mi dispiace ma me ne vado. Tu rimani lì.” Questa strategia può portare il bambino a correre dietro a suo padre o sua madre per paura di stare da solo, ma la crisi non sarà finita. Sarà in grado di riattivarsi non appena avrà raggiunto il genitore o quando arriverà a casa.

Voltare le spalle al bambino senza guardarlo è un modo per far tracollare le sue emozioni. Se si desidera andare in un altro luogo e lui non vuole collaborare, si consiglia di prendere il bambino per le braccia con calma e dolcezza e portarlo dove si desidera andare. Inizialmentre potrebbe scalciare, ma si calmerà lungo la strada.

3. Immobilizzarlo

Questa tecnica deriva dal malinteso secondo cui la frustrazione avvertita dal bambino scompare se non può lottare. Cercare di abbracciarlo immobilizzandolo o impedirgli di muovere le braccia o le gambe non ti farà ottenere il risultato desiderato. Al contrario, peggioreranno solo la sua collera.

L’unico caso in cui può essere raccomandata l’immobilizzazione è quando un bambino potrebbe farsi male, colpendo un muro per esempio. In questo caso, potremmo invitarlo a buttarsi a terra e calciare se vuole, ma chiedendogli di stare attento a non farsi del male.

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4. Minacciarlo

“Se non smetti di piangere, ti lascio qui”. L’illusione e l’orgoglio di un bambino arrabbiato sono già messi a dura prova quando è in preda ai capricci. Minacciarlo complicherebbe ulteriormente le cose.

5. Farlo vergognare

“Smettila di piangere, ti stanno guardando tutti.” Questa frase tipica che tutti noi abbiamo sentito da bambini, è più che mai superata e screditata dalla scienza. Il motivo è semplice: i bambini dai due ai tre anni non possono contenere le loro forti emozioni da soli. Devono essere in grado di riconoscere le proprie emozioni prima di poterle controllare. La vergogna conta poco per loro o peggiora il problema.

6. Distrarlo

“Oh! Guarda che bellissimo cane che c’è laggiù! ” Questa tecnica funziona se la rabbia sta per finire, in questo caso infatti le distrazioni possono aiutare a calmare il bambino, ma quando il capriccio è al culmine, provare a distrarre il bambino non funziona, potrebbe invece peggiorare la situazione.

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7. Fare appello alla ragione

“So che vuoi un lecca-lecca, ma non puoi avere tutto nella vita …” In realtà, i bambini di questa età non comprendono i sillogismi. La parte emotiva del cervello del bambino è così potente che anche se la parte razionale include tutti i ragionamenti, non avrà abbastanza potere per calmarlo.

Detto questo, è generalmente inefficace cercare di calmare la rabbia di un bambino fornendo delle ragioni, ma potrebbe gradualmente aiutarlo ad arrivarci. Questa strategia è inefficace a breve termine ma positiva a lungo termine. Quindi non puoi calmare gli scoppi d’ira con uno schiocco delle dita. È anche naturale e salutare per lo sviluppo di
cervello del bambino.

Il bambino imparerà gradualmente a calmarsi e gestire le proprie frustrazioni. Ma per arrivarci ha bisogno di molto tempo e di sentirsi supportato dai suoi genitori. Scopri come gestire i capricci dei bambini secondo il metodo Montessori.

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