Covid-19, troppi in intensiva: ecco fino a quando reggeranno gli ospedali

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Ormai i numeri non lasciano più dubbi: i dati parlano chiaramente. L’impennata di casi di Covid-19 e il registro di presenze nelle terapie intensive degli ospedali sono lampanti. Non torneremo più indietro.

COVID-19
Foto da Pixabay

In questi ultimi giorni si sta registrando un’impennata di casi di Covid-19 sul nostro territorio italiano. Non è come si pensava una “variazione dovuta al caso” o di una fruttazione, per usare le parole dell’esperto, il fisico Giorgio Sestili, fondatore e fra i curatori della pagina “Coronavirus: Dati e analisi scientifiche“, che ha seguito l’andamento dell’epidemia fin dagli inizi.

Aumentano i casi di Covid-19 in terapia intensiva, gli ospedali riusciranno a reggere prima di arrivare a saturazione ad un nuovo boom?

Leggiamo insieme le parole dell’esperto.

I dati sono allarmanti: non torneremo più indietro

virus Covid 19
Foto da Unsplash

“Non possiamo sapere che cosa accadrà, ma è certo – analizza Sestili – che i contagi non scenderanno più sotto quota 2.500, al netto delle fluttuazioni che dipendono dai tamponi, come accade nei fine settimana”.

Ci ritroviamo dunque di fronte a una situazione diversa rispetto a quella che si era registrata fino a qualche settimana fa per quanto riguarda il Covid-19. Ci troviamo di fronte a due possibili scenari: il più auspicabile prevede la stabilizzazione almeno per un determinato periodo sui valori recenti di oltre 2.500 casi positivi; il più catastrofico di contro, prevede l’inizio della risalita.

Purtroppo la situazione è piuttosto recente e il cambiamento potrà ricevere risposta nei prossimi giorni o addirittura nelle prossime settimane.

In attesa di capire come si evolverà la situazione Covid-19, un dato da non perdere di vista è quello sui ricoveri nelle strutture di terapia intensiva.

Al momento è evidente che la crescita attuale è molto più lenta di quella avvenuta in febbraio-marzo, ma “ci troviamo in una situazione in totale evoluzione e da monitorare. Il problema – afferma il fisico – è capire quanto il Servizio sanitario nazionale reggerà prima di arrivare a saturazione”.

Indubbiamente per prevenire (sempre meglio di curare) e tenere la situazione sotto controllo sono quanto mai necessarie le tre misure cardine di prevenzione per il Covi-19:

Ritorneremo come agosto?

Covid 19 mascherine
Foto da Unsplash

Sicuramente lo scenario futuro sarà molto simile e per certi versi analogo a quello di agosto. Quando, come osserva il fisico Giorgio Sestili “avevano inciso moltissimo i contagi importati dall’estero e l’affollamento dei luoghi della movida estiva“. Anche il virologo Roberto Burioni aveva recentemente dichiarato con un tweet la sua preoccupazione e perplessità riguardo lo scenario futuro italiano.

Dunque ad agosto vi erano state un insieme di cause che avevano contribuito al far salire rapidamente il numero dei casi da qualche centinaio a oltre mille. E adesso invece? Quali fattori inciderebbero sul’aumento del numero di casi di Covid-19?

Nel caso di questo inizio di autunno il salto potrebbe essere una conseguenza della “ripresa delle attività lavorative e scolastiche.

In linea di massima – osserva Sestili – in autunno le nostre abitudini cambiano: si trascorre più tempo nei luoghi chiusi e si usano di più i mezzi pubblici” e non dimentichiamo l’arrivo del maltempo e del freddo che potrebbero avere un ruolo determinante.

“Benvenga anche l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto per evitare contagi in situazioni di assembramento, come all’ingresso e all’uscita dalle scuole o nelle strade della movida”.

Ma non c’è dubbio – conclude Sestili – che se le regole sono rispettate non servono ulteriori restrizioni.” 

(ANSA)