Riapertura stabilimenti balneari | Le regole da seguire in spiaggia

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Riaprono da lunedì 18 maggio gli stabilimenti balneari ma ci saranno diverse regole da seguire per andare in spiaggia. Ecco le linee guida dell’accordo governo-regioni sui comportamenti da tenere al mare. 

riapertura stabilimenti balneari
Dal 18 maggio riaprono gli stabilimenti balneari (Foto Adobe Stock)

Da lunedì 18 maggio l’Italia riparte e molte sono le attività che riaprono, tra queste quelle legate alla ristorazione  ma anche alla cura della persona. Da oggi si potrà però anche tornare in spiaggia, sia nelle aree attrezzate che nelle spiagge libere, riaprono infatti anche gli stabilimenti balneari.

Ci saranno però tutta una serie di regole da seguire per poter stare al mare. In un documento derivante dall’accordo governo-regioni vengono fornite le linee guida sul comportamento da tenere in spiaggia.

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Le indicazioni operative dovranno servire ad evitare la diffusione del contagio da Coronavirus che ancora circola nel nostro paese. Si tratta di misure di prevenzione e contenimento necessarie per la riapertura delle attività.

Da oggi riapertura degli stabilimenti balneari: ecco le regole per andare in spiaggia

riapertura stabilimenti balneari
Foto Adobe Stock

Da oggi sarà possibile tornare in spiaggia sia nelle aree attrezzate o in dotazione alle strutture ricettive ma anche in quelle libere. Le regole da seguire sono però molto ferree per garantire la massima sicurezza per evitare la diffusione del contagio da Coronavirus.

Pur essendo spazi aperti, infatti, occorrerà seguire le misure dettate dall’accordo governo-regioni che vieta gli assembramenti e impone il distanziamento sociale che in questo caso dovrà essere un vero e proprio distanziamento fisico tra gli avventori.

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Queste indicazioni, si applicano agli stabilimenti balneari e naturalmente saranno valide sia nelle spiagge attrezzate che in quelle libere.

Innanzitutto occorrerà “predisporre un’adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità. Si promuove, a tal proposito, l’accompagnamento all’ombrellone da parte di personale dello
stabilimento adeguatamente preparato (steward di spiaggia) che illustri ai clienti le misure di prevenzione da rispettare. Questo è quanto si legge nel documento stilato da governo e regioni.

Dovranno poi essere messi a disposizione di tutti prodotti igienizzanti sia per i clienti che per il personale in più punti dell’impianto. 

Si potrà poi andare al mare ma è necessaria la prenotazione negli stabilimenti che dovranno mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni.

Anche al mare occorrerà rilevare la temperatura corporea e si impedirà l’accesso se è superiore ai 37,5 °C.

Alle casse si potranno predisporre barriere fisiche come schermi oppure il personale dovrà indossare la mascherina e disporre di un gel igienizzante per le mani. Favorita in ogni caso la modalità di pagamento elettronica, anche al momento della prenotazione.

Capitolo importante riguarda la riorganizzazione degli spazi “per garantire l’accesso allo stabilimento in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti”. A tal fine utile può essere organizzare percorsi separati per l’entrata e per l’uscita.

Occorrerà poi “assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) in modo da garantire una superficie di almeno 10 metri quadrati per ogni ombrellone, indipendentemente dalla modalità di allestimento della spiaggia, per file orizzontali o a rombo”. Si legge ancora nel documento.

Lettini e sdraio dovranno avere una distanza di almeno 1 metro e mezzo quando non sono nel posto ombrellone. E andranno disinfettati ad ogni cambio di persona o nucleo familiare. La disinfezione deve essere comunque garantita ad ogni fine giornata.

Stesso discorso vale per le aree comuni che dovranno essere soggette a regolare e frequente pulizia. Spogliatoi, cabine, docce, servizi igienici dovranno essere pulite più volte al giorno e comunque dopo la chiusura dell’impianto.

Per quanto riguarda le spiagge libere è importante “l’informazione e la responsabilizzazione individuale da parte degli avventori nell’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di prevenzione”.

Per assicurare che tutti i provvedimenti siano rispettati è prevista la presenza di un sorvegliante. L’addetto dovrà garantire il rispetto della distanza di sicurezza tra le persone di almeno un metro, ma anche gli interventi di pulizia e la disinfezione dei servizi.

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Foto Adobe Stock

Inoltre, come per le aree attrezzate anche nelle spiagge libere il posizionamento degli ombrelloni dovrà rispettare la norma dei 10 metri quadrati e tutte le altre già citate.

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Per quest’estate bisognerà rinunciare poi a giocare ad esempio a beach volley o beach soccer in spiaggia. Da evitare le attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti.

Via libera agli sport individuali in spiaggia, come i racchettoni o in acqua come nuoto, surf, windsurf, kitesurf che possono essere regolarmente praticati, nel rispetto delle misure di distanziamento interpersonale.

di Cristina Biondi