Riapertura alberghi e agriturismi | Linee guida di governo e regioni

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Lunedì 18 maggio è prevista la riapertura della strutture ricettive quali alberghi e agriturismi. Secondo l’accordo governo-regioni occorrerà seguire le linee guida da rispettare per scongiurare il contagio da Coronavirus. 

riapertura hotel agriturismi
Reception di un hotel (Foto Adobe Stock)

Da lunedì 18 maggio l’Italia riparte e lo fa riaprendo quasi tutte le attività. Da quelle dedicate alla cura della persona a quelle ristorative.

Tra queste sono in partenza anche le strutture ricettive come alberghi, hotel e agriturismi. Tali attività dovranno rispettare però le linee guida imposte dall’accordo governo-regioni per evitare la diffusione del contagio da Coronavirus.

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In attesa della riapertura più ampia prevista per il 3 di giugno quando l’afflusso dei turisti sarà superiore. In quella data saranno riaperte, infatti, sia le regioni che le frontiere e si potrà quindi circolare molto più liberamente. Una misura atta a dare una spinta al settore del turismo duramente colpito dall’emergenza sanitaria.

Ecco le linee guida per la riapertura di alberghi e agriturismi

Controllo della temperatura corporea (Foto Adobe Stock)

Alberghi, hotel e agriturismi da lunedì 18 maggio torneranno a ricevere ospiti. Come molte altre attività, infatti, oggi riapriranno i battenti anche le strutture ricettive in Italia. In concomitanza con la riapertura degli stabilimenti balneari e delle attività legate alla ristorazione anche le strutture alberghiere torneranno al lavoro nel rispetto delle regole.

Anche per queste attività sono infatti previste una serie di misure da rispettare per evitare la diffusione del contagio da Covid-19. In particolar modo occorrerà seguire le linee guida dettate dall’accordo governo-regioni in materia.

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Sarà un modo per prendere le misure con le nuove norme imposte in vista della riapertura più ampia prevista per il 3 di giugno, quando l’afflusso dei turisti sarà sicuramente superiore.

Vediamo allora quali sono le norme da seguire sia per i gestori degli alberghi che per i clienti.

Prima di tutto dovranno essere ben visibili e comprensibili anche da clienti di altre nazionalità tutte le informazioni sulle misure di prevenzione.

All’arrivo dei clienti e dei dipendenti dovrà essere rilevata subito la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore ai 37,5 °C.

Dovrà essere garantito il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro in tutte le aree comuni e “favorire la differenziazione dei percorsi all’interno delle strutture, con particolare attenzione alle zone di ingresso e uscita”. A tal proposito si legge nel documento “si suggerisce di affiggere dei cartelli informativi e/o di delimitare gli spazi (ad esempio, con adesivi da attaccare sul pavimento, palline, nastri segnapercorso, ecc.)”.

La postazione alla reception e alla cassa potrà essere dotata di barriere fisiche. Sarà favorita la modalità di pagamento elettronico ma anche la gestione delle prenotazioni online. Dove possibile con sistemi automatizzati di check-in e check-out.

Compito dell’addetto al ricevimento sarà di “provvedere alla fine di ogni turno di lavoro, alla pulizia del piano di lavoro e delle attrezzature utilizzate.

“Gli ospiti devono sempre indossare la mascherina, mentre il personale dipendente è tenuto all’utilizzo della mascherina sempre quando in presenza dei clienti e comunque in ogni circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro”. Si legge ancora nelle linee guida.

Come sempre anche nelle strutture ricettive bisognerà “garantire la disponibilità e accessibilità a sistemi per l’igiene delle mani con soluzioni idro-alcoliche in
varie postazioni all’interno della struttura, promuovendone l’utilizzo frequente da parte dei clienti e del personale dipendente”.

La disinfezione andrà fatta sia su “ogni oggetto fornito in uso dalla struttura all’ospite, prima e dopo l’utilizzo” ma anche sugli ambienti e locali, con particolare attenzione alle aree comuni e alle superfici toccate con maggiore frequenza”. Ad esempio corrimano, interruttori della luce, pulsanti degli ascensori, maniglie di porte e finestre che dovranno essere igienizzati frequentemente.

Gli ascensori si potranno prendere, pur essendo luoghi stretti e angusti ma l’utilizzo dovrà essere tale da garantire la distanza interpersonale e bisognerà indossare necessariamente la mascherina. Se si appartiene allo stesso nucleo familiare o gruppo di viaggiatori sono previste deroghe.

Una serie di norme poi sono state stabilite per ciò che concerne il microclima. Fondamentale è la verifica delle caratteristiche di aerazione dei locali e degli impianti di ventilazione garantendo i ricambi d’aria e la qualità dell’aria indoor.

Nel documento si legge ancora che per un idoneo microclima è necessario:

  • garantire periodicamente l’aerazione naturale nell’arco della giornata in tutti gli ambienti dotati di aperture verso l’esterno, dove sono presenti postazioni di lavoro, personale interno o utenti esterni (comprese le aule di udienza ed i locali openspace), evitando correnti d’aria o freddo/caldo eccessivo durante il ricambio naturale dell’aria;
  • aumentare la frequenza della manutenzione/sostituzione dei pacchi filtranti dell’aria in ingresso (eventualmente anche adottando pacchi filtranti più efficienti);
  • in relazione al punto esterno di espulsione dell’aria, assicurarsi che permangano condizioni impiantistiche tali da non determinare l’insorgere di inconvenienti igienico sanitari nella distanza fra i punti di espulsione ed i punti di aspirazione;
  • attivare l’ingresso e l’estrazione dell’aria almeno un’ora prima e fino ad una dopo l’accesso da parte del pubblico;
  • nel caso di locali di servizio privi di finestre quali archivi, spogliatoi, servizi igienici, ecc., ma dotati di ventilatori/estrattori meccanici, questi devono essere mantenuti in funzione almeno per l’intero orario di lavoro;
  • per quanto riguarda gli ambienti di collegamento fra i vari locali dell’edificio (ad esempio corridoi, zone di transito o attesa), normalmente dotati di minore ventilazione o privi di ventilazione dedicata, andrà posta particolare attenzione al fine di evitare lo stazionamento e l’assembramento di persone, adottando misure organizzative affinché gli stessi ambienti siano impegnati solo per il transito o pause di breve durata;
  • negli edifici dotati di specifici impianti di ventilazione con apporto di aria esterna, tramite ventilazione meccanica controllata, eliminare totalmente la funzione di ricircolo dell’aria;
  • relativamente agli impianti di riscaldamento/raffrescamento che fanno uso di pompe di calore, fancoil, o termoconvettori, qualora non sia possibile garantire la corretta climatizzazione degli ambienti tenendo fermi gli impianti, pulire in base alle indicazioni fornite dal produttore, ad impianto fermo, i filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati;

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  • le prese e le griglie di ventilazione devono essere pulite con panni puliti in microfibra inumiditi con acqua e sapone, oppure con alcool etilico al 75%;
  • evitare di utilizzare e spruzzare prodotti per la pulizia detergenti/disinfettanti spray direttamente sui filtri per non inalare sostanze inquinanti, durante il funzionamento”.
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Foto Adobe Stock

Infine, per le attività di ristorazione, che si trovano internamente alle strutture ricettive si applicherà quanto previsto dalle linee guida preposte a tali attività.

di Cristina Biondi