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Covid-19 | L’Iss traduce in musica una parte del genoma SARS-Cov-2

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:29
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L’Istituto superiore di sanità ha tradotto in musica un parte del genoma del Covid-19. Il risultato è una melodia senza nessun intervento umano sul pentagramma. 

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Immagine da video Youtube

Dare una forma sonora al virus. È stato questo l’obiettivo principale dell’Istituto superiore di sanità che ha tradotto in musica una parte del genoma del Covid-19. Nello specifico l’Iss ha sonificato una porzione di sequenza del genoma SARS-Cov-2 e l’ha convertita in una traccia Midi (Musical instrument digital interface).

La tecnica di sonificazione potenziata con gli algoritmi di intelligenza artificiale non è altro che il modo di leggere i dati attraverso l’utilizzo del suono. Ci sono tanti modi di vedere i dati. Noi siamo abituati a leggere grafici, tabelle e fogli di calcolo ma esiste un nuovo modo di elaborare i dati che, attraverso questa tecnica, trasforma il dato stesso in musica.

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Il risultato finale è una melodia che rispetta i canoni standard di un brano ascoltabile con melodia, ritmo e accompagnamento senza però nessun intervento umano sul pentagramma.

Il genoma del Covid-19 diventa un brano musicale grazie a Marco Mirra dell’Iss

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Marco Mirra (immagine da video Youtube)

È stato in particolare Marco Mirra, informatico dell’Iss a trasformare il genoma del Covid-19 in musica attraverso la tecnica di sonificazione. Oltre che informatico, Mirra è anche un appassionato di musica.

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“Tratto da sempre dati scientifici ma porto avanti anche la mia passione per la musica. Credo che essa non sia solo un riempitivo ma che abbia il potere di comunicare in maniera globale, senza limiti di spazio, tempo e lingue. Il suo è un messaggio universale che passa dall’orecchio alla parte più profonda del nostro cervello“.

Il lavoro di Mirra è stato, una volta trasformata la sequenza del virus in traccia Midi, di prenderla e replicarla in altre 8 tracce senza nessuna manipolazione umana. Assegnando man mano gli strumenti musicali alla traccia stessa la melodia ha preso forma.

Una melodia ha infatti bisogno del suono di più strumenti per essere tale. In questo caso Mirra gli ha assegnato il suono del basso, della batteria del sintetizzatore e altri, attraverso un programma specifico. L’informatico ha così dato una forma sonora al virus. “Questo virus fa della mimesi la sua forza, è la sua impossibilità di afferrarlo che genera questa forza claustrofobica nelle nostre menti” ha affermato l’esperto dell’Iss.

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Immagine da video Youtube

Un video che è diventato virale e che offre lo stimolo a portare avanti questo approccio per l’informatico. “È una modalità di fare musica cercando l’emozione all’interno di un dato che non nasce come musicale. Si tratta di una sfida che vogliamo portare avanti” ha concluso Mirra dell’Iss.

di Cristina Biondi