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Poesia di Erri De Luca, “Mamma Emilia”: versi dedicati a tutte le madri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:52
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Versi toccanti quelli di Erri De Luca in Mamma Emilia, dedicati a tutti quelli che hanno la mamma lontana in questo momento di quarantena

Erri De Luca versi
Photo credit should read JOEL SAGET/AFP via Getty Images

Il Coronavirus ci allontana da chi più amiamo, non solo ci chiude in casa ma ci tiene anche a distanza dagli affetti e la mancanza si fa sentire.

Tra coloro che, a quanto pare, più mancano agli italiani c’è lei, la mamma, una figura la cui importanza difficilmente può esser descritta a parole che se molti tra i più grandi poeti hanno tentato l’impresa.

Lo ha fatto anche Erri De Luca, realizzando la poesia che oggi vogliamo condividere con voi.

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Poesia di Erri De Luca, Mamma Emilia

Erri De Luca poesia
Photo credit should read JOEL SAGET/AFP via Getty Images

Un testo semplice, commovente che in pochi versi riassume i momenti un’intera vita, quelli che un figlio condivide con la propria madre.

Dalla nascita all’ultimo addio, una vita fatta di piccole grandi emozioni.

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In te sono stato albume, uovo, pesce,
le ere sconfinate della terra
ho attraversato nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni.

In te sono passato da cellula a scheletro
un milione di volte mi sono ingrandito,
fuori di te l’accrescimento è stato immensamente meno.

Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota perché il vuoto
l’ho portato con me.

Sono venuto nudo, mi hai coperto
così ho imparato nudità e pudore
il latte e la sua assenza.

Mi hai messo in bocca tutte le parole
a cucchiaini, tranne una: mamma.
Quella l’inventa il figlio sbattendo le due labbra
quella l’insegna il figlio.

Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro
dietro la febbre della scarlattina.

Ti ho dato aiuto a vomitare, a friggere le pizze,
a scrivere una lettera, ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate, ti ho versato il vino
e ho macchiato la tavola,
non ti ho messo un nipote sulle gambe
non ti ho fatto bussare a una prigione
non ancora,
da te ho imparato il lutto e l’ora di finirlo,
a tuo padre somiglio, a tuo fratello,
non sono stato figlio.
Da te ho preso gli occhi chiari
Non il loro peso
A te ho nascosto tutto.

Ho promesso di bruciare il tuo corpo
di non darlo alla terra. Ti darò al fuoco
fratello vulcano che ci orientava il sonno.

Ti spargerò nell’aria dopo l’acquazzone
all’ora dell’arcobaleno
che ti faceva spalancare gli occhi.

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tè e libri
Foto da Pixabay

Versi toccanti per tutti i figli di ieri, oggi e domani ma, ancor di più, per quelli che, in questi giorni di lontananza forzata in cui la mancanza si fa sentire sempre più forte, sognano il momento in cui si potrà condividere di nuovo un abbraccio con quella donna straordinaria, la mamma.