Bullismo | Flavia, 11 anni, e la lettera a chi per mesi l’ha tormentata

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Come si affronta il bullismo? Ce lo insegna Flavia, 11 anni, che ha scritto una lettere di perdono proprio alla sua bulla, insegnando come andare oltre l’odio e i soprusi.

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tuo figlio è un bullo? 10 comportamenti da osservare (istock)

Una scuola di Cremona e una lettera di San Valentino.

Potrebbe sembrare la tipica romantica storia tra giovanissimi ma invece si parla in questo caso di un diverso tipo di amore. Un amore compassionevole, una more che vince sull’odio e sull’arroganza: è l’amore di Flavia, 11 anni, per la sua bulla.

Già perché Flavia, per mesi ritrovatasi sotto il torchio di una coetanea che credeva di dimostrarsi forte proponendo odio e umiliazioni, ha deciso di denunciare la violenza subita nel modo più originale, geniale ed esemplare del mondo: con una lettera di perdono e ringraziamento.

Spesso si trova la forza proprio nel momento del bisogno e Flavia l’ha trovata nei soprusi della sua bulla, che per questo merita un grazie molto speciale

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Flavia e la lettera alla bulla che l’ha tormentata

La lettera di Flavia ha un titolo, Note blu, e racconta una sequela di angherie subite ma, soprattutto, come la ragazzina è riuscita a superarle.

L’odio grazie a Flavia è divenuto grinta, amore per la vita e capacità di perdonare.

Rileggiamo allora insieme le semplici e potenti parole che sono già divenute sul web un manifesto contro il bullismo.

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“Cara bulla,
sì, sono proprio io!
Come vedi, le tue azioni negative
non mi impediscono di scriverti questa lettera,
e guarda un po’ sono ancora qui, viva e vegeta,
sorpresa!!

È dall’inizio dell’anno scolastico che mi ricopri di insulti pesanti,
occhiatacce a tutte le ore del mattino,
parole volgari sussurrate all’orecchio,
nella tua vana speranza
di una mia reazione incontrollata…

Sono passati tanti mesi
e non l’hai ancora capito?
Io non reagisco! Non reagisco
alla violenza con altra violenza,
verbale o fisica che sia…

All’inizio lo devo ammettere, sì ero spaventata e mi abbandonavo al pianto, trattenuto (se riuscivo) fino al ritorno a casa.
Piangevo sì, ma non per paura
delle tue minacce, ma perché non capivo,
non capivo il PERCHÉ di questo
tuo sentimento (chiamiamolo così!) nei miei confronti.

Ora che si avvicina il giorno di San Valentino, cosa partorisce la tua mente?
Farmi trovare sul banco tanti, tanti teneri «bigliettini d’amore» anonimi…
Bigliettini in cui non vedi l’ora di vedermi morta, bigliettini in cui esprimi il tuo sentimento di gioia nel giorno del mio funerale, che secondo i tuoi calcoli,
sarà tra poche settimane, vero?

Pensa un po’, sono convinta invece che questa decisione spetti solo a Dio,
e non a una ragazzina delle medie…
mi sbaglio forse?
Veramente desidereresti la mia MORTE?
Veramente desidereresti vedere morire
un altro essere umano?

Ti dirò, sarò forse all’antica, ma per
San Valentino avrei preferito
ritrovarmi sul banco qualche cioccolatino
a forma di cuore, o anche una rosa rossa…
troppo banale e romantica vero?
(Dai che sei ancora in tempo!)

Cara bulla,
se è vero che da un lato hai cancellato in me ogni illusione del mio mondo dorato di bambina,
scaraventandomi nel «magico e grigio» mondo degli adulti…
dall’altro lato ti ringrazio
perché ogni tua azione mi dà una carica e una grinta tali,
che impiego nello sport con ottimi risultati!
Lo sai che ho vinto la mia prima medaglia?
Che emozione!!

Cara bulla,
volevo solo farti sapere che
MAI
MAI
MAI
riuscirai a spegnere la mia luce
e la mia voglia di vivere.
MAI!

E se mai lo vorrai,
io sono qui… e…
mi raccomando i cioccolatini!
Con affetto e compassione.

Flavia”

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Bullismo (Pixabay)

Questo dunque l’esempio da seguire, il saper andare oltre rimanendo se stessi e senza lasciarsi intaccare dall’odio o così come dalla paura. Una lezione di quelle che contano da parte di questa piccola grande donna.