Home Maternità 5 film sul bullismo da far vedere ai vostri figli

5 film sul bullismo da far vedere ai vostri figli

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Il bullismo è una piaga sociale, una vera e propria persecuzione di bambini e adolescenti perpetuata ai danni dei propri coetanei. Tanti sono stati i fenomeni di bullismo che hanno riempito le pagine della cronaca nera. L’ultimo episodio legato al bullismo,  anche se un po’ diverso, è stata la strage a Monaco di Baviera, in cui un ragazzo di 17 anni di origini iraniane, ha ucciso adolescenti e ragazzi della sua età. Alla base del folle gesto c’è la vendetta poiché vittima di tanti episodi di bullismo.

Sicuramente ricorderete qualche episodio avvenuto negli Stati Uniti. Il bullismo l’avevamo, in un primo momento, etichettato come un fenomeno che avveniva al di fuori dei confini europei, ma col passare degli anni, ci siamo resi conto esso non ha confini. Il non vedere o il non voler vedere, il non sentire o il non voler sentire erano come prosciutti sugli occhi e sulla bocca, per cui gli episodi di bullismo passavano quasi ‘inosservati’ e quasi sempre catalogati come momenti di presa in giro, di pazzia o di vendette violenti.

bullismo2Il bullismo raccontato nei film!

La consapevolezza è arrivata, poiché sono arrivati anche i drammi e le iniziative di sensibilizzazione sono tantissime, anche se per debellare questo fenomeno ci vorrebbe molto di più. Anche il cinema si è occupato di questo tema così delicato, avendo tutt’oggi un ruolo molto attivo. Vi ricordate Biff Tannen in Ritorno al Futuro? Bene, oggi non si ride più di quel tipo di bullismo, oggi viene mostrata la sofferenza delle vittime e si cercano di individuare e indicare le vie d’uscita dall’inferno che vivono queste persone.

Sarebbe bello e opportuno introdurre il tema del bullismo in casa propria, mostrando ai propri figli dei film sull’argomento così da sensibilizzarli su questa triste realtà. I film che vi elencheremo meriterebbero di essere mostrati alle giovani generazioni, anche non essendo di qualità esuberante. È il messaggio ciò che conta e vale la pena guardarli almeno una volta, se già non l’avete fatto.

Ecco la classifica.

La mia guardia del corpo (1980)

Fu negli anni ’80 che iniziò a cambiare qualcosa e il primo film in cui viene affrontato il tema bullismo in maniera più concreta fu La mia guardia del corpo. In Italia è poco conosciuto e quasi irreperibile, ma ebbe un discreto successo in America.

La trama racconta la storia del giovane Clifford, figlio del direttore di un Grand Hotel, che però nella nuova scuola viene preso di mira dalla banda di un bullo, Moody. Il ragazzaccio tormenta vari alunni, senza che nessuno riesca a ribellarsi al suo regime. Clifford, però, trova una via di fuga in Ricky, un ragazzo grande e grosso ma anche tenebroso, sul quale girano oscure leggende. I due, entrambi segnati da una serie di drammi familiari, riusciranno a stringere amicizia e a liberarsi dai ricatti di Moody.

Fu Tony Bill a dirigere il film, già attore e produttore. La sua prima da regista fu proprio La mia guardia del corpo, in cui si vedevano i giovani volti di Matt Dillon (il bullo), Adam Baldwin, Joan Cusack e Jennifer Beals.

Karate Kid – Per vincere domani (1984)

Qui non si può dire che non sia conosciuto, anzi, è diventato un film cult sia negli Stati Uniti che in Italia. Fu proiettato nel 1984, anch’esso lanciando giovani e promettenti attori. Ralph Macchio è il protagonista, Pat Morita il suo maestro ed Elisabeth Shue la sua fidanzata.

La trama racconta di Daniel LaRusso, un adolescente da poco rimasto orfano di padre e appena trasferitosi in California. Qui iniziava a socializzare con la bella Ali, ma veniva per questo preso di mira da Johnny Lawrence, ex della ragazza e grande esperto di arti marziali. Dopo aver subito diversi atti di bullismo, Daniel riusciva però a rifarsi grazie agli insegnamenti del vicino di casa e a sconfiggere Johnny e i suoi amici in un torneo.

Mean Creek (2004)

In questo film si può vedere una ancor maggiore consapevolezza del bullismo, infatti, col passare degli anni la disillusione e il pessimismo rispetto a questo fenomeno è in crescita. La pellicola che stiamo per raccontarvi parla della vendetta contro il bullo che però finisce in tragedia.

I due precedenti film, che vi abbiamo descritto, avevano ambedue un lieto fine, mentre Mean Creek scritto e diretto da Jacob Aaron Estes è l’esempio che non sempre c’è il lieto fine.

Al centro della trama c’è il desiderio di vendetta nei confronti di un piccolo bullo, desiderio che però porta ad esiti tragici. Dopo che il fratellino Sam è stato picchiato dal coetaneo George, l’adolescente Rocky organizza una gita in barca con alcuni amici per punire il responsabile di quelle violenze. Nonostante, durante questa uscita, George si dimostri meno cattivo di quel che sembrava, la punizione scatta comunque e porta disgraziatamente alla morte del ragazzo. Con una serie di conseguenze ancora più gravi sui giovani che restano.

Un film davvero bello che ha ottenuto anche dei riconoscimenti importanti: due premi agli Independent Spirit Awards e altri in festival internazionali. Nel cast degli attori c’è Rory Culkin, fratello minore del più famoso Macaulay.

Cyberbully – Pettegolezzi online (2011)

Siamo nel 2011, segnato da due film che trattano di bullismo, uno dei quali è Cyberbully – Pettegolezzi online. In Italia sono difficilmente reperibili, ma con qualche prodigio della rete li si può vedere. Cyberbully è forse il meno bello dei cinque film, ma permette di affrontare la nuova frontiera del bullismo: il cyberbullismo.

Racconta la storia di un’adolescente che vive con la madre single e il fratello minore. Questa ragazza – Taylor – a causa di una serie di scherzi del fratello e ingenuità delle amiche finisce per trovarsi coinvolta in un brutto caso di cyberbullismo. Diventa infatti suo malgrado la zimbella della scuola e perde varie amicizie. Tenterà il suicidio, anche se un gruppo di aiuto le permetterà di riprendersi e sostenere anche alcuni compagni nella sua stessa situazione.

E’ stato prodotto dal canale televisivo ABC Family. Come già accennato, non è un capolavoro dal punto di vista artistico, ma è il primo film ad aver parlato di cyberbullismo. Utile da poter guardare a scuola, poiché ancora oggi questo tema è ancora poco conosciuto tra i ragazzi che non sanno come gestirlo.

Bully (2011)

E’ Bully il secondo film del 2011 e che chiude la cinquina presentata. In realtà non si tratta di un film, ma un documentario che ha scosso l’America e che troverete soltanto in lingua inglese. Fu presentato a suo tempo al Festival di Ischia, ma non risulta essere stato distribuito in Italia. Se conoscete un poco la lingua allora vi consigliamo di non perderlo assolutamente.

Lee Hirsch che ha co-scritto e diretto il documentario, segue le vite di cinque ragazzini americani vittime di bullismo. Il montaggio passa dalla storia dell’uno a quella dell’altro, mostrandoci le loro difficoltà a scuola, i rapporti con i compagni e con i genitori, le diverse reazioni degli adulti davanti al problema. Inoltre, cita alcuni casi di cronaca degli ultimi anni, che hanno portato anche al suicidio.

Il messaggio che vuole passare è quella della sensibilizzazione del pubblico scuotendolo nel profondo, ma l’intento è stato raggiunto soltanto in parte. Un documentario che si presenta bello dal punto di vista sociale e umano, meno cinematografico, ma ha avuto tante difficoltà nei cinema. La MPAA, commissione che assegna i ratings negli USA, lo ha catalogato vietato ai minori di 17 anni, se non accompagnati da adulti a causa del linguaggio usato.

Cosa che ha parzialmente influenzato l’intento del regista, vittima lui stesso di bullismo nell’infanzia, che voleva portare questa realtà agli adolescenti, con, ma soprattutto senza i genitori. L’idea, si legge in un’intervista a Hirsch, era quella di parlare di un argomento troppo spesso minimizzato.

Nulla da fare però, la MPAA non ha ceduto. La casa produttrice non ha accettato il divieto e il film è uscito senza rating, limitandolo in questo modo a poche sale e andando incontro al flop. Col DVD è andata un poco meglio, il divieto era per i ragazzi sotto i 13 anni.

Fonte: www.cinquecosebelle.it