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Spontaneità | 3 passi per tornare autentici

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:00
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Essere spontanei è qualcosa che risulta sempre più difficile. Non esserlo, però, può portare all’infelicità. Ecco i passi per ritrovare la spontaneità perduta.

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Donna felice – Fonte: iStock photo

Se c’è una cosa che il progresso, la società e il mondo in generale hanno perso per strada negli ultimi anni, questa è la spontaneità. Viviamo in un mondo in cui per sentirsi giusti si pensa di doversi omologare agli altri. Si seguono guru di qualsiasi materia possibile per scegliere come mangiare, vestirsi o divertirsi e alla fine della giornata, quando ci si ritrova soli con se stessi, ci si rende conto di non sapere più chi si è e di riconoscere a malapena (sempre che si abbia il tempo di guardarsi con attenzione) la persona che si riflette nello specchio.

Eppure essere autentici è qualcosa che dovrebbe venire naturale. È il mettere in gioco la spontaneità che ci caratterizzava da bambini e farne buon uso al fine di vivere una vita appagante e che sia in grado di rispecchiare ciò che siamo nel profondo. Si tratta di un aspetto importante ma troppo spesso trascurato e tutto per soddisfare un’immagine simbolica di se stessi. Perché se è vero che per stare tra la gente e vivere nella società è importante sapersi modulare in base alle esigenze, è anche vero che quando si è soli con se stessi o tra pochi intimi, essere spontanei dovrebbe essere la norma. Perché, allora, è così difficile?

La verità è che a forza di indossare maschere, si corre il rischio di non riconoscere più la propria. Si infonde un pezzettino di se in ognuna di loro ma nessuna rispecchia mai veramente se stessi. Per questo motivo, oggi, cercheremo di capire come si fa a riappropriarsi della propria autenticità, al fine di tornare ad essere se stessi senza doversi più giustificare e al contempo senza compromettere il proprio ruolo nel mondo.

Spontaneità: ecco come tornare a farla propria in tre mosse

ragazza felice
Ragazze felice – Fonte: iStock photo

Se essere spontanei è difficile lo è anche il percorso per recuperare questo aspetto di se. Per prima cosa, infatti, bisogna sgomberare la mente dai pregiudizi e da ogni forma di giudizio di se. Bisogna fermarsi a riflettere, guardarsi dentro e capire cosa si sente nel profondo. Seguire quei lampi di istinto che spesso sono la voce della verità e scoprire dove vogliono condurre al fine di ritrovare se stessi.

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È importante ricordare che ciò che spinge a perdere la spontaneità è quasi sempre il giudizio, sia degli altri che personale. Prima di tutto, quindi, è necessari volersi bene e imparare ad accettarsi per ciò che si è. Perché il mondo ha un posto per ognuno di noi e a fare di ogni individuo una persona speciale il più delle volte sono le differenze e non certo le parti in comune. Detto ciò, cerchiamo di stilare una sorta di lista di passi da seguire per tornare ad abbracciare la propria spontaneità.

Guardarsi dentro. Come già detto, il primo passo è quello dell’introspezione. Guardarsi dentro consente di conoscere chi si è. Un bel modo potrebbe essere quello di concedersi del tempo ogni giorno per agire in modo diverso dal solito seguendo appunto l’istinto. Si può iniziare con il cambiare ordinazione al bar e scegliere qualcosa che ci ispira al momento, bloccando anzitempo ogni possibile giudizio. Lo stesso si può fare entrando in un negozio e provando il primo abito che si trova interessante. Spesso l’autenticità passa dal cambiamento che abbatte la rigidità e gli schemi pre costruiti per far spazio al nuovo.

Accettarsi. Il passo immediatamente successivo è quello di accettare ciò che emerge. A volte può capitare di non essere pronti a quel che ci detta l’istinto. Si può scoprire di amare colori diversi, di essere più inclini ad un passatempo piuttosto che un altro. Si può persino imparare a conoscersi da capo perché al di là dell’immagine che ci si è costruiti, dentro si ha un mondo ancora tutto da esplorare. E, non c’è niente di più importante del farlo privi di ogni giudizio e con la stessa forma di accettazione che si avrebbe davanti ad un bambino.

Dare a se stessi il proprio posto nel mondo. Una volta scoperta la propria natura o parte di essa, è importante mostrarla al mondo. Tenerla nascosta, infatti, porterebbe ancora una volta a perdere di spontaneità. In questa fase, molto delicata, bisogna imparare a dire ciò che si pensa, a lasciarsi coinvolgere dagli altri senza paure. Ovviamente si parla di contesti non necessariamente lavorativi e dove è concesso essere liberi. Da adulti, essere spontanei non significa infatti fare e dire tutto ciò che si pensa ma imparare a mediare ciò che si è con la posizione che si ha nei vari contesti. Questo processo può essere molto complicato e spesso è proprio ciò che porta ad essere sempre meno se stessi. Ricominciare ad allenarsi in tal senso sarà un buon modo per tornare ad essere spontanei.

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Le persone veramente felici fanno queste coseUna volta compiuti questi passi che sono fatti di tanti processi visibili e invisibili, si potrà contare su una naturalezza dimenticata ma alla quale non si potrà più rinunciare. Essere se stessi, dopotutto, è il più grande dono che si possa fare a se stessi perché implica una forma di accettazione e di amore per la vita e per la persona che si è diventati. Amore che è semplicemente impagabile e fonte di una grande serenità.