Home Salute e Benessere Uvetta sultanina | ritirato un lotto in vendita presso un noto supermercato

Uvetta sultanina | ritirato un lotto in vendita presso un noto supermercato

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Il Ministero della salute ha richiamato le confezioni di una particolare uvetta sultanina in vendita nei punti Eurospin. Basta riportarla per chiedere il rimborso.

Cosa cucino oggi? Il menu completo per pranzo e cena con l'uvetta
Fonte foto: Istock

Le feste di Natale si avvicinano e i controlli su alimenti  ( qui potete trovare altri ritiri ) e cibi già pronti sono ancora maggiori. Ecco perché il Ministero della Salute è sempre molto attento a verificare che i prodotti siano a norma e ogni tanto scatta qualche richiamo.

L’ultimo, di questi giorni, è relativo ad un lotto di uvetta sultanina in vendita presso i supermercati della catena Eurospin. Si tratta, segnatevelo bene, dell’uvetta a marchio Mister Sibamba, nella confezione da 250 grammi. Il prodotto è quello con il numero di lotto 450020556-14-1182 e un termine di conservazione che scade il 30/03/2021.

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L’uvetta sultanina richiamata è stata prodotta nello stabilimento dell’azienda Özgür Tarım a İstasyon Mah. Kuvayi Milliye 7, in Turchia. Chi lo avesse già acquistato potrà presentarsi al punto vednita con la confezione, che gli verrà sostituita con un prodotto analogo, ma di altra marca, oppure rimborsata.

Quali sono i motivi per cui il Ministero della Salute ha richiamato l’uvetta sultanina Mister Sibamba ( il richiamo)? Dai controlli effettuati sul prodotto, è risultato contenere un’eccessiva presenza di ocratossina A, una micotossina, con livelli oltre i limiti di legge.

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Ocratossina A nell’uvetta, cosa può provocare?

Attenzione, quindi, il Ministero non sta dicendo che non dovete usare l’uvetta sultanina per le vostre ricette, a cominciare dai dolci di Natale. Molto più semplicemente dovete fare attenzione a non avere in casa questo marchio e questa confezione.

Ma quali danni può provocare l’ocratossina A? Si tratta di una sostanza tossica sviluppata da alcune muffe. E si forma, in diverse quantità in alcuni alimenti come ad esempio le uve e i vini, alcuni cereali, la frutta secca e i loro derivati.
Il limite massimo consentito per legge dell’Unione Europea nell’uvetta è pari a 10 nanogrammi per chilo. Superato questa soglia, potrebbe costituire un grave pericolo per la salute, soprattutto per quella dei reni. In presenza di alte concentrazioni di questa tossina sono stati registrati infatti

diversi disturbi e una particolare nefropatia. Comporta insufficienza renale, ma può anche favorire lo viluppo di tumori della vescica.

Inoltre l’ocratossina A può danneggiare anche il fegato, il sistema nervoso e il sistema immunitario, oltre a provocare malformazioni fetali. Ovviamente stiamo parlando di un consumo eccessivo, ma è sempre utile prestare attenzione.