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Inghilterra | Il principe Carlo compie 71 anni e vola in India

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Carlo d’Inghilterra festeggia il suo compleanno in India, 71 anni fra responsabilità istituzionali e passioni travagliate: dall’amore alla musica classica, passando per la botanica.

Daniel Craig e il Principe Carlo sul set del film 007 (Getty Images)

Niente cena a Buckingham Palace, neppure il concerto celebrativo alla Royal Albert Hall, quest’anno il principe Carlo ha scelto di spegnere 71 candeline lontano dalla famiglia reale. Ha preferito mantenere un profilo sobrio, istituzionale, volando in India dove è in visita per cementificare i rapporti fra i due paesi. Un sodalizio – diciamo così – che dura da tempi non sospetti e il primogenito di Elisabetta II si è recato prima a New Delhi per poi spostarsi a Mumbai.

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L’erede al trono più longevo dai tempi di Guglielmo IV (incoronato all’età di 64 anni) si è concesso anche l’opportunità di incontrare Katy Perry: una visita buona per i tabloid inglesi, che non si sono lasciati sfuggire il siparietto, in realtà i due hanno parlato del lavoro da fare al Trust, l’associazione fondata dal reale. Ormai Carlo si dedica, a volte senza la compagnia e la vicinanza della sua dolce metà Camilla, rimasta in patria stavolta per un’infezione al petto, alle attività istituzionali di raccordo fra le varie compagini regionali e interregionali viaggiando in giro per il mondo.

Carlo d’Inghilterra, compleanno lontano da Buckingham Palace per il principe

Il principe Carlo d’Inghilterra (Getty Images)

Sempre e comunque pubbliche relazioni: come impone la sua figura, basata sul mantra insegnatogli fin da quando era in fasce: “Mai lamentarsi, mai spiegarsi”. Infatti Carlo esegue, se l’Inghilterra continua ad avere un profilo di credibilità malgrado il caos interno riguardante le questioni di governo – innanzitutto la matassa da sbrogliare in relazione alla Brexit – lo si deve anche all’apporto reale che l’uomo fornisce in tali contesti. Quasi a raccomodare gli scivoloni del proprio Paese.

Un’infanzia travagliata ha portato ad un’adolescenza turbolenta all’ombra di una madre importante che non doveva e non deve mai esser vissuta come un peso. Malgrado le faccende legate alla successione del trono: Carlo rischia seriamente di fare da traghettatore, poiché ancora non è riuscito ad insediarsi a Palazzo. Complice anche – e per fortuna – lo stato di salute della Regina che potrebbe comunque nominarlo reggente fra due anni, alla soglia delle 95 primavere, ma nulla è ancora stabilito. Quindi Carlo prosegue nei suoi oneri e onori, dividendosi fra le responsabilità familiari – moltissime – e le proprie passioni: la lettura di libri antichi, l’ascolto di musica classica (con una predisposizione particolare per Wagner) e l’amore per le piante. Qualche tempo fa il principe aveva addirittura confessato di parlare con loro.

Parla e ascolta tutti, il principe in perenne attesa di una benedizione che tarda ad arrivare, forse a lui sta bene così. Dato che è riuscito a costruire nel tempo (più che mai galantuomo nel suo caso) una reputazione rispettabile nonostante le vicende passionali che l’hanno accompagnato nel passato: il chiacchierato matrimonio con la giovane Diana Spencer, le cronache in seguito alla prematura dipartita della donna nel 1997 in seguito ad un incidente stradale, e il nuovo coinvolgimento passionale per Camilla.

Le insinuazioni con il favore dei giorni, diventati anni, si sono dissolte. Ora si dedica ai nipoti e al Paese, sapendo di dover aspettare sempre e comunque una chiamata per prendere possesso di quel trono che ha visto sempre in lontananza e mai come un obiettivo primario. Il suo intento è un altro, farsi ricordare: se pensiamo anche alla beneficenza che fa – è patrono di oltre 400 organizzazioni – non possiamo che pensare a quanto voglia lasciare un segno tangibile del proprio passaggio. Attraverso strette di mano possenti e quella firma, oramai imprescindibile, che è sempre più sinonimo di attendibilità. Anche così si costruisce, e matura, una reputazione. Cercherà di spiegare anche questo – con esempi prima ancora di parole vuote, utili solamente all’etichetta – ai eredi impazienti di apprendere ulteriori segreti fra luci e ombre del blasone inglese.

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