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Confettura di susine: classica, senza zucchero e con zenzero

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Confetture di susine (Pixabay)

Confettura di susine: 3 ricette diverse per gusti diversi: classica, senza zucchero e con lo zenzero. Le proprietà di un frutto di stagione ricco di nutrienti essenziali. Le ricette da fare a casa

Le susine sono uno dei frutti che in questa stagione abbonda sugli alberi della nostra bella Italia. Oggi proponiamo tre ricette a base di susine ideali per soddisfare tutti i palati di grandi e piccini. Infatti la confettura di susine è ben apprezzata sia dai più piccoli che dagli adulti, ottima da spalmare sulle fette biscottate a colazione, sul pane per una merenda genuina e saporita ma anche come alimento principe per crostate e dolci vari. Proponiamo 3 varianti, quella classica, quella senza zucchero, per gli amanti della linea e quella con le spezie (lo zenzero in particolar modo) per un sapore orientale che non guasta mai.

Le tre ricette sono semplici da fare, basta seguire il procedimento e avere la pazienza di aspettare il risultato finale. Cosa ti servirà? Le susine, lo zucchero, il limone e tanti barattolini di vetro dove porre le tue dolci confetture. Ma prima di iniziare con le ricette, sveliamo il lato nutrizionale di questo gustoso frutto e del perché è essenziale mangiarlo

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Susine: un frutto dalle mille proprietà

Susine Confettura di susine, le proprietà nutrizionali (Istock Photos)

Conosciute anche come prugne, le susine sono il frutto dell’albero susino. Le susine si presentano più piccole ed affusolate rispetto alle altre prugne; a maturazione completa, hanno un epicarpo blu-violaceo caratterizzato dalla massiccia presenza di pruina mentre il mesocarpo (polpa) è chiaro, giallognolo, traslucido ed avvolgente l’endocarpo legnoso (nocciolo) contenente la mandorla. Il sapore della susina è più aspro e intenso rispetto a quello delle altre prugne, ragion per cui il frutto risulta maggiormente idoneo alla conservazione in barattolo. La polpa delle susine non si separa bene dal nocciolo.Le susine possono essere consumate fresche (consigliato) o conservate; tra queste ultime, ricordiamo quelle: secche o disidratate, sciroppate, in confettura, sotto spirito, candite ecc. Le susine contengono molta acqua e fibre, caratteristica utile a tutti i soggetti che soffrono di stipsi. Il meccanismo d’azione lassativa delle susine è lo stesso dei prodotti che aumentano il volume fecale.
Le susine svolgono anche un’importante funzione antiossidante, non tanto per il solo contenuto in vitamina C e carotenoidi, quanto per la loro associazione alle sostanze fenoliche.
Le prugne sono anche ricche di sali minerali; tra questi, il più rilevante è senz’altro il potassio.
L’apporto energetico è di media entità, ovvero un compromesso tra la frutta invernale e quella estiva; le molecole energetiche sono prevalentemente composte da carboidrati semplici (fruttosio), mentre lipidi e proteine non sono degni di nota. Le susine sono ottime alleate anche dei capelli, pelle e ossa.

Valori nutrizionali  e calorie delle Susine

Prugne o susine valori nutrizionali e calorie Fonte: Istock

Le susine (o prugne) come abbiamo visto, sono ottime per chi soffre di stipsi intestinale, specie la varietà di susine a buccia gialla. Il loro apporto calorico varia a seconda della qualità delle prugne. Quindi, per le prugne secche, per esempio, il loro apporto calorico è decisamente elevato rispetto alle prugne o susine consumate fresche, oltre 4 volte superiore  rispetto alle prugne fresche. Le prugne non sono alleate  anche di chi soffre di colite, in quanto il loro consumo può aumentare gonfiori e spasmi.E non è ancora tutto: sapete che le prugne sono anche ricche di polifenoli e antiossidanti in grado di contrastare l’invecchiamento? Un frutto veramente prezioso da gustare spesso in estate quando di stagione e da utilizzare per la preparazione di questa deliziosa marmellata.

100 grammi di susine fresche hanno un apporto calorico pari a 42kcal /177kj. Per 100 g di prodotto, inoltre, ci sono:

  • Acqua 87,50g
  • Carboidrati 10,50g
  • Zuccheri 10,50g
  • Proteine 0,50g
  • Grassi 0,10g
  • Fibra totale 1,50g
  • Sodio 2mg
  • Potassio 190mg
  • Ferro 0,20mg
  • Calcio 13mg
  • Fosforo 14mg
  • Vitamina B1 0,08mg
  • Vitamina B2 0,05mg
  • Vitamina B3 0,50mg
  • Vitamina A 16µg
  • Vitamina C 5mg

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Confettura di susine classica: la ricetta

Confettura di susine classica, la ricetta (Istock Photos)

Iniziamo con la prima ricetta, quella che vede la confettura delle susine nella sua modalità classica. Molto energetica, la confettura di susine è perfetta per iniziare la giornata in maniera sana e nutriente. Una conserva semplice da preparare in casa e da personalizzare secondo i propri gusti con l’aggiunta di zenzero. Cosa ci serve? Scopriamolo con la nostra lista della spesa:

Ingredienti

  • 1 kg di prugne
  • 500 gr di zucchero
  • 1 limone

Procedimento

  • Lavate le prugne, tagliatele a metà ed eliminate il nocciolo.
  • Versate, in una pentola capiente, le prugne, il succo di limone e lo zucchero e mescolate bene.
  • Coprite con una pellicola trasparente e lasciate macerare le susine per circa un’ora a temperatura ambiente;
  • Mentre aspettate che la frutta si maceri, potete procedere con la sanificazione dei barattoli e dei tappi.
  • Trascorso il tempo necessario, ponete la pentola senza pellicola sul fuoco a fiamma alta e fate cuocere per circa 2 ore, abbassando la fiamma dopo che la confettura inizia a bollire a fuoco e lasciate così la confettura sino a quando non diventa densa, cercando di mescolare il meno possibile la confettura.
  • La confettura deve presentarsi densa e con alcuni pezzi di frutta ancora visibili. A questo punto potete cominciare a riempire nei vasetti che avete sanificato, versando la confettura ancora calda con un mestolo;
  • Riempite i vasetti lasciando almeno 1 cm di spazio dal tappo, avvitate bene i tappi sanificati ma senza stringere eccessivamente e lasciate raffreddare.
  • Con il calore della confettura si creerà il sottovuoto, che permetterà di conservare il prodotto a lungo.
  • Una volta che i barattoli si saranno raffreddati verificate se il sottovuoto è avvenuto correttamente: potete premere al centro del tappo e, se non sentirete il classico “click-clack”, il sottovuoto sarà avvenuto.

Conservazione delle confetture

La vostra prima ricetta di confettura di susine classica è pronta. Per sapere come fare la sanificazione dei barattoli per le confetture, leggi in fondo le linee guida da seguire del Ministero della Salute.

La confettura di susine si conserva per circa 3 mesi, purché il sottovuoto sia avvenuto correttamente e i barattoli siano conservati in un luogo fresco e asciutto, al riparo da fonti di luce e calore. Si consiglia di attendere almeno 2-3 settimane prima di consumare la confettura. Una volta aperto ogni barattolo, conservare in frigorifero e consumare nel giro di 3-4 giorni al massimo.

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Confettura di susine senza zucchero: la ricetta light

confettura di susine, le regole da seguire in casa (Istock photos)

La confettura di susine è ottima anche senza zucchero ma, in questo caso, non può essere conservata a lungo ma deve essere consumata in circa 3 settimane. La mela, grazie alla pectina in essa contenuta, oltre ad addolcire le prugne, aiuta il processo di gelificazione e quindi, a tutti gli effetti, questa è una marmellata light, adatta al consumo di chi vuol stare attento alla linea e a chi deve fare attenzione alla quantità di zuccheri che consuma.

Ingredienti

  • 500 gr di susine gialle
  • 1 mela matura
  • Il succo di un limone
  • Anice stellato

Procedimento

Per prima cosa lavate i barattoli e fateli bollire assieme ai coperchi per circa 10 minuti. Intanto, lavate accuratamente le susine e private del nocciolo interno.

  • Tagliatele a pezzetti e raccoglietele in una pentola.
  • Lavate accuratamente la mela, tagliatela in quattro parti e privatela del torsolo, ma non sbucciatela. Tagliatela ulteriormente a pezzettini piccolissimi e unitela alle susine dove aggiungerete anche un anice stellato.
  • Accendete la fiamma bassa e cuocete mescolando di tanto in tanto per circa 25 minuti o, finché la frutta si sarà sfaldata e assumerà una consistenza densa. Per provare se la confettura è pronta, prendete un po’ di frutta e mettetela su un piattino, inclinatelo e se non scivola via è pronta, altrimenti continuate ancora la cottura.
  • A questo punto, togliete l’anice stellato e, aiutandovi con un mixer a immersione, frullate i pezzi di frutta per dare alla confettura di susine senza zucchero una consistenza omogenea.
  • Versatela nei vasetti, chiudete con i tappi e fate bollire per circa 20 minuti.
  • Spegnete quindi la fiamma e lasciate raffreddare in acqua.

Confettura di susine e zenzero: la ricetta speziata

Confettura di susine con zenzero (Istock Photos)

Per gli amanti dello speziato non poteva mancare la confettura di susine allo zenzero. Io in modo particolare, che sono amante dell’originalità e dei gusti speziati, non potevo che adorare questa particolare ricetta. I tempi di preparazione sono nel totale 60 minuti, compresa la cottura.

Ingredienti

  • 1 kg di susine (al netto)
  • 800 gr di zucchero
  • succo di 1 limone
  • 30 gr di zenzero fresco

Procedimento

  • Puliamo le susine, tagliamole a metà priviamole del nocciolo.
  • Tagliamole ancora una volta in pezzi più piccoli.
  • Sistemiamole in una pentola capiente e grattugiamo all’interno la radice di zenzero.
  • Aggiungiamo anche lo zucchero e il succo di limone.
  • Amalgamiamo bene e mettiamo sul fuoco, facendo attenzione che non si attacchi.
  • Continuiamo a cucinare almeno per 30 minuti.
  • Se mescolando ci rendiamo conto che ci sono troppi pezzi grossi sminuzziamoli aiutandoci con un mixer ad immersione.
  • A questo punto consideriamo la consistenza e se è quella desiderata togliamo dal fuoco e invasiamo, chiudiamo i vasetti e per 20 minuti li teniamo capovolti.
  • Girarli e conservarli in luogo asciutto.

Anche la vostra confettura di susine e zenzero è ora pronta per essere gustata.

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Conserve fatte in casa: le regole da usare in cucina!

confettura di susine, le regole da seguire in casa (Istock photos)

Per conservare in modo adeguato le conserve di marmellate, confettura e composte è buona regola seguire le linee guida imposte dal Ministero della Salute per non incappare in spiacevoli sorprese. Quindi le regole da seguire sono:

Regola n. 1: lavare bene le mani prima di toccare gli alimenti

Nella preparazione delle conserve, particolare riguardo deve essere posto all’igiene personale e della cucina, che rappresentano la prima fonte di contaminazione degli alimenti. Il semplice lavaggio delle mani con sapone, associato alla frizione meccanica, toglie dalla pelle gran parte dei microrganismi presenti.

In generale il lavaggio delle mani deve essere fatto:

  • immediatamente prima di manipolare gli alimenti e ogni qual volta si cambia il tipo di preparazione
  • ogni volta che le mani appaiono visibilmente sporche
  • dopo essere stati in bagno
  • dopo aver mangiato, fumato, tossito o starnutito
  • dopo aver toccato o manipolato qualsiasi potenziale fonte di contaminazione (alimenti crudi, animali domestici, rifiuti ecc.)

Regola n. 2: Pulire la cucina e gli utensili con detergenti specifici

Piatti, posate, pentole, utensili e piani di lavoro devono essere lavati con detergente specifico e risciacquati con abbondante acqua, per eliminare i residui. Se si usano i disinfettanti occorre tenere presente che non sono tutti efficaci allo stesso modo. Il più utilizzato è l’ipoclorito di sodio (o varechina o candeggina), che ha un ampio spettro di azione ed è efficace anche contro i microrganismi sporigeni, come il botulino, ma ha l’inconveniente di rendere grasse le superfici e di rovinare quelle metalliche (come quelle in acciaio).
La varechina deve essere utilizzata diluita, generalmente alle percentuali di 5-7%, perché la sua efficacia diminuisce se utilizzata concentrata. Una buona disinfezione dipende, non solo dal prodotto, ma anche da come viene applicato e dal tempo di contatto.
Gli strofinacci e le spugne impiegate per la pulizia degli utensili costituiscono il pericolo maggiore di diffusione dei microrganismi e necessitano di una disinfezione e di un ricambio frequenti.

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Regola n. 3: Scegliere frutta e verdura di stagione e materie prime di alta qualità

La scelta degli ingredienti è una fase assolutamente cruciale per il processo di produzione delle conserve. Per mantenere intatti i sapori, gli aromi e le fragranze di frutta e verdura, è ideale scegliere sempre prodotti di stagione, perché più ricchi di sali minerali, vitamine e nutrienti.
Se si utilizzano i prodotti del proprio orto è meglio prepararli entro 6-12 ore dalla raccolta, per evitare che perdano le proprietà nutrizionali.
Per conservare in maniera ottimale la verdura destinata al congelamento e bloccare l’azione degli enzimi, che possono causare la perdita di sapore, colore e consistenza dei vegetali stessi, occorre usare la tecnica della scottatura che consiste nello scaldare i vegetali in acqua bollente o vapore per un breve periodo di tempo, prima di conservarli.

Regola n. 4: Lavare bene gli alimenti sotto l’acqua e togliere le parti danneggiate

Lava le materie prime sotto acqua corrente, in modo da eliminare le particelle di terra ed altri eventuali residui. Inoltre, l’immersione per qualche minuto in acqua, contenente bicarbonato di sodio, può essere utile per ridurre le tracce di pesticidi dalla superficie esterna dei vegetali.
Durante le operazioni di lavaggio maneggia i vegetali con cura, onde evitare di provocarne ammaccature. Asciugali accuratamente, elimina le parti danneggiate e quelle non edibili (torsoli, semi, noccioli, in alcuni casi la buccia).
A volte, dopo questa fase, può essere utile risciacquare velocemente i prodotti per eliminare tutte le tracce delle parti tolte.

Regola n. 5: Usa pentole in acciaio per la cottura delle conserve

Le pentole per la cottura delle conserve devono essere in acciaio inox. Pentole in alluminio o rame non dovrebbero essere utilizzate, soprattutto per la cottura di conserve acide; infatti l’acidità potrebbe provocare rilasci metallici nel prodotto.
Le pentole e i coperchi devono essere perfettamente puliti e lavati con acqua e detergente, prima del loro utilizzo.
È importante risciacquarli attentamente per eliminare residui di detergente, che potrebbero conferire al prodotto odori e colori innaturali.

Regola n. 6: Utilizza barattoli di vetro e conservarli al riparo dalla luce

I contenitori usati nella preparazione delle conserve sono estremamente importanti. Utilizzare un contenitore non appropriato può compromettere irreversibilmente il lavoro di preparazione e può costituire un pericolo per la salute.
Il vetro è il materiale migliore, anche se possono essere utilizzati contenitori in metallo. Il vetro non assorbe odori, se rimane perfettamente integro, può essere riutilizzato più volte, sanificato e lavato facilmente anche in lavastoviglie.
Essendo trasparente, poi, permette l’immediata ispezione dei prodotti conservati, consentendo di evidenziare eventuali anomalie (bollicine che salgono dal fondo, intorbidimento dell’olio) senza aprire il barattolo.
Di contro, la trasparenza del vetro permette il passaggio della luce, che può provocare modificazioni del colore del prodotto; per questo motivo è necessario porre le conserve al riparo dalla luce. La dispensa dovrebbe essere un locale sufficientemente buio, fresco, asciutto e ventilato.

Regola n. 7: Usare le dosi giuste di aceto e limone o sale o zucchero

Le preparazioni domestiche, non potendo essere sterilizzate, devono basare la loro sicurezza su altri fattori, che creano condizioni sfavorevoli allo sviluppo del botulino, come l’aggiunta di sale, di zucchero o l’acidificazione.

Nelle marmellate, confetture, composte e gelatine l’acidità e il contenuto di zucchero garantiscono la sicurezza di questi prodotti. La proporzione tra frutta e zucchero dovrebbe essere 1 a 1, in ogni caso mai scendere sotto i 700 gr di zucchero per 1 Kg di frutta. Composte e gelatine di frutta devono essere acidificate con succo di limone fino ad un pH 4. Ricorda di far bollire insieme frutta, zucchero ed eventuali altri ingredienti come la pectina.

Regola n. 8: Bollire i contenitori con le conserve: la pastorizzazione

Per impedire o ritardare l’alterazione della conserva devi far bollire i barattoli pieni e  chiusi. E’ questo l’unico trattamento di stabilizzazione termica e sanificazione degli alimenti, comunemente detto pastorizzazione, che può essere effettuato in casa.

La pastorizzazione completa il processo di preparazione della conserva e deve essere sempre combinata con gli altri sistemi di conservazione, come l’acidificazione e la refrigerazione (nel frigorifero a +4°). Quest’ultima deve a sua volta essere associata a limitati tempi di conservazione. Questo perché la pastorizzazione è in grado di distruggere molti microorganismi, per esempio l’Escherichia coli, ed evitare la comparsa di muffe e funghi ma, attenzione, a differenza della sterilizzazione, ha un effetto molto limitato sulle spore batteriche, come il botulino. La pastorizzazione viene effettuata immergendo completamente in acqua i contenitori riempiti di conserva, e portando ad ebollizione (100 °C), avendo cura di coprire la pentola con il coperchio. È importante lasciare uno spazio vuoto tra il coperchio e il livello di liquido. Questo spazio durante la pastorizzazione permetterà la formazione del vuoto nel barattolo. Una volta raggiunta l’ebollizione, l’erogazione del calore può essere regolata a un livello più basso, ma comunque in grado di garantire sempre un’ebollizione uniforme e vigorosa. La sterilizzazione, invece, avviene mediante l’azione del vapore surriscaldato a temperature maggiori di 100 °C, in speciali apparecchiature dette autoclavi. Il tempo della pastorizzazione varia a seconda del tipo di alimento e dell’altitudine in cui ci si trova.

Regola n. 9: Controllare che i contenitori siano chiusi ermeticamente

Dopo la pastorizzazione, il contenuto dei vasetti sarà visibilmente diminuito, a causa dell’estrazione dell’aria.
Trascorse 12-24 ore dalla pastorizzazione, una volta che i contenitori sono ben raffreddati, vanno accuratamente ispezionati per valutare l’ermeticità della chiusura e il raggiungimento del vuoto. I tappi o le capsule di metallo dovranno apparire leggermente concavi (incurvati verso l’interno del contenitore).
Premendo con il dito al centro della capsula o del tappo non si deve udire un “click clack”. Un’ulteriore prova può essere fatta battendo con un cucchiaio sul tappo. Se il tappo emette un suono metallico, la chiusura è ermetica e il contenitore è sottovuoto, se emette un suono profondo, il contenitore non è sottovuoto.

(Fonte: Ministero della Salute)

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