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Fitwalking: scopri che disciplina è e come si pratica

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Piace a molti, sopratuttto alle donne, e si può praticare spesso e ovunque: il fitwalking è la nuova disciplina del momento. Scopri cos’è e perché fa bene..

fitwalking disciplina
Fitwalking, IStock

Camminare, camminare, camminare: questo per moltissimi italiani (soprattutto donne) è un vero e proprio mantra. Sono in tanti coloro che, invece all’esercizio in palestra o al corso specifico e/o di sport, preferiscono muoversi liberamente all’aria aperta, magari restando anche a contatto con la natura e con il verde.

A scegliere questa pratica è infatti il 54,7% degli italiani, di cui il 62,6% sono donne e il 70,3% sono persone sopra ai 64 anni. Eppure, anche se camminare fa bene e aiuta molto l’organismo, c’è di vero che non mette in funzione e non stimola abbastanza tutti i muscoli del nostro corpo. Come ovviare allora? E’ possibile rendere questa pratica più dinamica?

A occuparsene è il “fitwalking“, una vera e propria variante della classica passeggiata fuori casa. La sua specialità consiste semplicemente nell’accelerare la camminata, magari abbinando alcuni movimenti ad hoc per rendere il nostro momento di svago un vero e proprio allenamento.

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Fitwalking, la disciplina più completa: ecco come si pratica e perché funziona

fitwalking disciplina
Persona che cammina, IStock 

Prima di tutto è necessario scegliere il proprio obiettivo, che farà rientrare la nostra sessione di fitwalking in una categoria ben precisa. Chi vuole semplicemente svagarsi infatti, praticherà il “Life Style“, chi vuole migliorare la velocità, la resistenza, il fiato e vuole anche perdere peso, allora dovrà affidarsi al “Performer Style“. Infine c’è lo “Sport Style“, che viene praticato solo in ottica competitiva.

Fondamentale è anche fare propria la tecnica di questa disciplina: bisogna raggiungere e mantenere una velocità che si attesti tra i 6 e gli 8 km/h, mantenendo però (al contrario della corsa) sempre un piede ben appoggiato sul terreno. Anche l’appoggio deve essere ponderato e ben calibrato, seguendo un attacco, una “rullata” e una spinta finale.

Ultimo ma non per importanza è l’abbinamento al movimento delle braccia: l’idea è quasi quella di riprodurre una marcia. Importanti è infatti camminare oscillando le braccia lungo i fianchi, oppure mantenendo il gomito piegato a 90°.

Da Vanity Fair

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