Fabrizio Corona di nuovo nei guai. La Procura: “Torni in carcere”

Fabrizio Corona secondo la Procura Generale deve tornare in carcere a causa di alcune violazioni

Sembra che Fabrizio Corona sia ancora una volta nei guai. Infatti, stando a quanto riportato dall’Ansa, la Procura avrebbe realizzato una richiesta alla Sorveglianza per revocare l’affidamento terapeutico all’ex re dei paparazzi. Infatti sembrerebbe che quest’ultimo debba tornare dietro le sbarre poiché ha commesso dei reati e violazioni del programma.

Fabrizio Corona si trova in affidamento terapeutico per curarsi dalla dipendenza dalla cocaina tuttavia egli ha alcune restrizione come quella di non poter frequentare tossicodipendenti. Regola che è stata violata nel momento in cui l’ex marito di Nina Moric si è recato nel “boschetto della droga” di Rogoredo, a Milano, per realizzare un’inchiesta per il programma ‘Non è l’arena’ di Massimo Giletti.

Tuttavia stando a quanto affermato dalla Procura generale Corona non poteva trovarsi in quel luogo mentre fingeva di effettuare acquisti di droga. L’episodio risale al 10 dicembre 2018, ma la Procura Generale ha chiesto che Corona torni in carcere a causa di questa ma anche di altre violazioni. Una relazione dei carabinieri, che in seguito è stata trasmessa alla Procura e alla Sorveglianza, ha evidenziato tutte le violazioni commesse da Corona come per esempio i 35 mila euro incassati per un’ospitata che non sono stati mai dichiarati. Per non parlare del fatto che Corona non abbia mai risarcito le parti offese dei reati di estorsione e bancarotta da lui commessi. La fine della sua pena è prevista per giugno 2022.

Già in un’altra occasione la Procura aveva avanzato la richiesta per revocare l’affidamento terapeutico, in seguito alla lite con Ilary Blasi scoppiata durante la diretta del Grande Fratello.

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Fabrizio Corona: l’aggressione nel Bosco di Rogoredo

Fabrizio Corona rischia di rientrare in carcere

Fabrizio Corono più di un mese fa ha subito un’aggressione nel Bosco di Rogoredo, zona di spaccio situata a Milano. In quell’occasione attraverso il suo profilo Instagram aveva denunciato con ferocia le terribili dinamiche che avvengono ogni giorno in quel posto: “Stasera mi sono recato al Bosco di Rogoredo, patria nazionale dello spaccio italiano, dove anche la polizia si rifiuta di entrare. Mentre le uniche inchieste realizzate sono state fatte di giorno da giornalisti accompagnati da polizia di scorta a circondare la zona, io mi sono recato lì solo con un operatore e un fonico per raccontare il parallelismo della mia tossicodipendenza e quella che colpisce l’Italia e la povera gente che vede uno stato inerme e una polizia disinteressata”.

In quell’occasione si era scagliato ferocemente anche contro il Governo: “Allo Stato conviene avere un posto come il bosco della droga. Bisogna curare questi drogati, ma le cure costano e lo stato preferisce lasciarli lì. C’è differenza tra la droga che gira nel mio ambiente e quella droga lì. Nel mondo dello spettacolo si drogano tutti, non faccio fatica a dirlo”.

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