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Latte fermentato: impariamo a conoscerlo

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Latte fermentato. Scopriamo tutto sul nuovo migliore amico del nostro organismo.

Negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso del latte fermentato e dei benefici che apporta sia all’intestino che all’intero organismo. Purtroppo a riguardo c’è ancora molta disinformazione, così che si finisce spesso con il confondersi tra le varie proposte offerte dal mercato e che in genere includono svariati tipi di yogurt, latti probiotici, fermenti lattici e via dicendo. Oggi, quindi, noi di Che donna, ci addentreremo il più possibile nell’argomento, cercando di chiarire ogni possibile dubbio a riguardo e rendendo così la scelta su cosa comprare molto più semplice. In questo modo, la prossima volta che vi troverete al supermercato saprete già cosa scegliere tra le varie offerte, certe di acquistare ciò che più si adatta alle vostre esigenze.

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Latte fermentato. Di cosa si tratta e come sceglierlo

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Per cominciare, meglio dare una spolveratina alle basi, rispondendo alla più semplice delle domande: Cos’è esattamente il latte fermentato?
In parole semplici, si tratta di un latticino che nasce dall’unione del latte a quella di alcuni batteri che portano lo stesso a fermentare. Il più conosciuto è senza alcun dubbio lo yogurt che viene solitamente realizzato a partire da due microrganismi specifici che sono lo Streptococcus thermophilus ed il Lactobacillus bulgaricus. Questi sono anche gli unici due riconosciuti in Italia per poter parlare di yogurt. Per tutti gli altri la denominazione sarà infatti differente e passerà sotto il semplice nome di latte fermentato. Infine va ricordato che il latte fermentato può avere diverse forme che vanno da quella liquida e del tutto simile al comune latte a quella più densa come nello yogurt greco.

Scopriamo più da vicino le varie tipologie di latte fermentato.

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Lo yogurt: come già visto si tratta di un latte fermentato che deve avere solo i due fermenti sopra citati. In sostanza qualsiasi yogurt è un latte fermentato mentre non tutti i latti fermentati possono essere chiamati yogurt. In assenza dello Streptococcus Thermophilus e del Lactobacillus Bulgaricus o nel caso di loro presenza in aggiunta di altri batteri, cambierà infatti la terminologia.
Il latte cagliato: si tratta di un latte fermentato attaverso la flora batterica del paese di produzione.
Il kefir: Sempre più diffuso anche in Italia è un latte fermentato tipico dell’Europa dell’Est ed è ottenuto grazie alla presenza di diversi microrganismi di specie diverse tra cui sono presenti anche dei lieviti.
Il buttermilk: È il residuo del burro che può essere già fermentato se arriva dall’unione del burro con panna acida e che può essere fementato nelle colture da burro quando associato a quella dolce.
Lo yakult: Dal nome di una famosa marca, è un latte fermentato con il Lactobacillus casei Shirota che proprio di recente è stato scoperto essere anche un ottimo antiossidante.

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Ci sono poi delle importanti differenziazioni da fare tra i vari latti fermentati, esistono infatti i probiotici, i prebiotici e quelli con funzioni speciali, come quelli anticolesterolo.
I probiotici sono latti fermentati con batteri vivi che aiutano a potenziare il sistema immunitario e a migliorare il microbiota dell’intestino. Utili per chi necessita di ricreare una flora batterica sana e funzionale. Andrebbero assunti quando si hanno problemi come diarrea, stitichezza, gonfiore intestinale o presenza continua di gas.
I prebiotici invece contengono delle sostanze non digeribili che arrivando intatte nel colon possono accrescere l’attività dei batteri in caso di mancanze o problemi. In pratica sono coloro che rendono il terreno fertile e funzionale per il corretto funzionamento dei probiotici. Oltre che in bustina si trovano naturalmente in noci e frutta secca, avena, aglio e legumi.
Infine, come già accennato, ci sono i latti fermentati con funzioni speciali ottenute grazie all’aggiunta di altre sostanze. Quelli anti colesterolo, ad esempio, hanno in aggiunta i fitosteroli che servono proprio a ridurre l’assorbimento del colesterolo cattivo promuovendo invece quello buono.
Esistono poi latti fermentati speciali come il già citato Yakult o l’activia e l’actimel che usano fermenti speciali come nel primo caso o fermenti creati e brevettati per usi specifici. Basti pensare al famoso Actiregularis dell’Activia, il cui scopo principale è quello di aiutare l’intestino ad essere più regolare.
Infine, non vanno dimenticati i così detti cibi simbiotici che sono un mix tra probiotici e prebiotici e vengono usati insieme per ottenere un risultato più globale e duraturo volto a ripristinare la naturale flora batterica dell’intestino ed il suo corretto funzionamento, spesso alterato da stress, antibiotici o problemi di altro tipo.

Gli effetti benefici del latte fermentato sull’organismo

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Per prima cosa c’è da dire che il latte fermentato, a differenza del semplice latte, risulta più digeribile in quanto il lattosio viene pre digerito dai batteri aggiunti per la fermentazione. Per questo motivo capita spesso che anche gli intolleranti al latte (prima di fare prove a caso sentite però il parere del vostro medico curante) riescano a tollerare bene yogurt o latti fermentati.

Grazie alla presenza dei probiotici i vari latti fermentati, tra le altre cose, contribuiscono a:

  • regolare la flora batterica intestinale
  • prevenire varie malattie come il tumore del colon
  • prevenire infezioni uro genitali
  • rafforzare l’organismo ed il sistema immunitario
  • donare una pelle visibilmente più sana e bella
  • rendere progressivamente più sano l’intestino e, di conseguenza, l’intero organismo

Insomma, di motivi per assumere il latte fermentato ce ne sono davvero tantissimi e sebbene con questa guida sarà già più semplice scegliere cosa comprare, non va mai sottovalutata la differenza che c’è tra ognuno di noi. La vera prova del nove arriva quindi dopo un breve periodo di prova dei prodotti che solitamente si assesta intorno ai 15 giorni.
Inutile dire che, per andare a colpo sicuro, è sempre meglio rivolgersi al proprio medico curante, specie se in presenza di problemi di salute o di patologie particolari.
Chi è affetto da diabete, ad esempio, potrebbe non tollerare latti fermentati addizionati con zucchero o glucosio mentre chi assume farmaci come tetracicline o ciprofloxacina non dovrebbe proprio assumerli. Insomma, come sempre, prima di agire è bene raccogliere tutte le informazioni del caso al fine di comprendere quella più adatta alla propria situazione.

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Ed ora un po’ di storia

Il latte fermentato ha origini molto antiche che risalgono con grande probabilità ai tempi dei sumeri ovvero a circa 7000 anni fa. La sua ufficializzazione, però, è molto più recente e si assesta verso la fine dell’Ottocento, quando un microbiologo russo di nome Metchnikoff scoprì come il latte fermentato avesse degli effetti positivi sulla microflora intestinale. Una scoperta che rese sempre più diffuso il consumo di questo prodotto che oggi anche noi siamo soliti consumare sotto forma di yogurt o, appunto, di latte fermentato. Si pensa, che la sua nascita sia stata casuale, quando cioè il latte veniva conservato nelle otri ottenute dagli stomaci degli animali i cui microorganismi si legavano al latte portandolo a fermentare e ad assumere quella forma più densa e acidula che ben conosciamo.