Vive e dorme per sei giorni accanto al corpo della moglie morta: l’incredibile storia di Russell Davison

Un post su Facebook per raccontare una scelta particolare, controversa, dolorosa e decisamente fuori dal comune. Così Russell Davison, inglese di 50 anni, ha tentato di spiegare al mondo i sei giorni in cui ha deciso di vivere e dormire a fianco del corpo senza vita della moglie.

Wendy si è spenta in seguito a una lunga malattia e, piuttosto che vederla in una camera mortuaria, Russell ha preferito tenere il suo corpo nel loro letto, in un clima familiare, dove amici e aprenti potessero salutarla con serenità fino al momento in cui tutti fossero stati pronti a dirle addio per sempre.

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La storia di Russel Daison dei 6 giorni trascorsi con il corpo senza vita della moglie

La scelta di Russell può a un primo sguardo apparire quasi morbosa o, nel migliore dei casi, frutto dell’impossibilità di dire addio alla persona amata. Le cose però non stanno così:

Avevo deciso da tempo di tenere a casa il corpo di Wendy, dopo la sua morte. Non volevo che si trovasse in una camera mortuaria o fosse dato ad un impresario delle pompe funebri, volevo prendermene cura io nella nostra casa, volevo averla nel nostro letto, in modo da poter dormire nella stessa stanza. Ero sicuro che questo ci avrebbe confortati ma sono meravigliato per quello che sta accadendo. Avere il corpo di Wendy qui ed essere in grado di sedermi accanto a lei tutto il giorno, vedere i suoi amici e la famiglia farle visita, parlarle, parlare di lei, le luci delle candele e l’incenso, tutto ha contribuito a rendere l’esperienza bella e consolatoria per me, per i ragazzi e per tutti quelli che hanno preso parte

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Nel suo post su Facebook, Russel racconta la malattia della moglie, i suoi ultimi giorni di vita ma si concentra soprattutto sul conforto di poter piangere la scomparsa di Wendy nella propria casa, conforto che anche i suoi cari non hanno potuto far a meno di percepire:

I miei nipoti sono venuti a farle visita la scorsa notte ed erano un po’ nervosi perché non avevano mai visto un corpo morto prima d’ora – ha scritto – ma, dopo aver passato un po’ di tempo con noi nella stessa stanza di Wendy, hanno detto di aver trovato quell’esperienza piena di pace e conforto. Qualcosa di molto bello sta accadendo nella nostra casa in questo momento e non riesco a non pensare che sia merito di Wendy

Una scelta dunque quasi naturale e carica di risvolti positi quella che ha permesso a Russell e alla sua famiglia di dire addio a Wendy con naturalezza, accettando la morte come un passaggio e con tutta la serenità che ne consegue. Ecco perché Russel conclude il suo post consigliando a tutti di ripetere la sua esperienza: nulla di macabro nel convivere con il corpo di una persona amata che non c’è più, bensì l’opportunità di abbracciare in modo privato, graduale e sentito tutto il dolore ma anche l’amore di un addio.

Fonte: huffingtonpost.it