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Attentato a Nizza: i misteri sul killer

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L’attentato di Nizza si circonda di misteri ed elementi tutti da chiarire. Le ultime notizie.

Il camion dell'attentato di Nizza (BORIS HORVAT/AFP/Getty Images)
Il camion dell’attentato di Nizza (BORIS HORVAT/AFP/Getty Images)

All’indomani del terribile attentato di Nizza, quando un camion di 18 tonnellate, guidato dal tunisino, ha fatto irruzione la sera del 14 luglio scorso sul lungomare della Promenade des Anglais, travolgendo centinaia di persone, sono partite subito le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti.

In un primo momento, si era parlato di un gesto isolato di un folle, Mohamed Lahouaiej Bouhlel, 31 anni, un immigrato tunisino che aveva ottenuto la cittadinanza francese sposando una donna franco-tunisina. L’uomo aveva precedenti penali, ma non era nella black list dei possibili terroristi. Un individuo che si era radicalizzato velocemente ha detto il ministro francese dell’interno Cazeneuve. Poi è arrivata la rivendicazione dell’Isis, sabato, e sono emersi nuovi elementi.

“Più l’inchiesta va avanti, più è ragionevole ipotizzare che Mohamed Lahouaiej Bouhlel non sia il solo protagonista di questa vicenda”, ha riferito una fonte dell’intelligence francese. Secondo gli investigatori, Bouhlel era molto probabilmente “parte di un piano in cui qualcosa non è andata per il verso giusto. O comunque non come era stato fatto credere a Mohamed che dovesse andare – ha spiegato ancora la fonte -. Sicuramente, il comportamento di Mohamed prima e durante la strage non è stato quello di un martire. Sicuramente nella corsa di quel tir sulla Promenade des Anglais c’è qualcosa che non torna. Una cosa è certa: le persone con cui è stato in contatto possono avvicinarci alla verità”. E in effetti, sette persone con le quali il killer ha avuto dei contatti sono state fermate. Si tratta di sei uomini e una donna, persone legate alla piccola criminalità locale, che Mohamed aveva iniziato a frequentare, e che potevano avere legami con lo Stato Islamico.

Tra i fermati c’è una coppia di albanesi che avrebbe fornito a Bouhlel la calibro 7.65 con cui ha fatto fuoco dalla cabina di guida del camion, prima di essere ucciso dalla polizia.

Nel frattempo, il fratello di Mohamed, Jabeur, rintracciato dalla Reuters ha detto: “Sentivo spesso Mohamed al telefono. L’ultima volta è stata il pomeriggio di giovedì 14 luglio. Mi disse che era a Nizza per celebrare con i suoi amici europei la festa nazionale francese. Sembrava molto felice, contento. Non faceva che ridere. Mi mandò anche delle foto dal suo cellulare in cui si vedeva lui nella folla”. Il selfie, si cui vi abbiamo parlato in un altro articolo.

Attentato di Nizza: gli elementi da chiarire

Da questa testimonianza, sembra strano che Mohamed si stesse per immolare. Un’altra circostanza che lascia perplessi è che la sera del 14 luglio, per raggiungere il tir che Bouhlel aveva lasciato parcheggiato vicino alla zona pedonale di Promenade des Anglais, per nove ore, senza che nessuno avesse fatto dei controlli, il killer aveva usato una bicicletta, che invece di abbandonare in strada ha caricato sul camion. Una circostanza strana, perché uno che si sta per suicidare per commettere una strage non ha scrupolo di portare la bici appena usata nel camion con il quale si lancerà contro i passanti. Non he senso. A meno che la bicicletta non gli servisse dopo la strage, forse per fuggire.

Altre circostanze che lasciano aperte molte ipotesi sono i sopralluoghi fatti dal killer nei giorni precedenti l’attentato a Nizza. Effettuati il 12 e il 13 luglio, sempre a bordo del camion bianco che poi userà per l’attentato. Perché? SE doveva solo uccidere le persone in strada per un attacco kamikaze, che motivo c’era? Forse anche in questo caso, come dimostrerebbe anche la bici caricata sul camion era compresa nel piano anche una fuga?

Tra gli altri elementi misteriosi, ci sono poi le armi finte che Mohamed si era portato con sé sul camion e in particolare un sms inviato pochi minuti prima della strage. “Manda altre armi” ha scritto Bouhlel a un uomo, che è tra i sette fermati dalla polizia. Perché l’avrebbe inviato se stava per compiere un attacco suicida?

Tutte queste circostanze andranno chiarite per accertare l’esatta dinamica e soprattutto l’origine del terribile attentato di Nizza della notte del 14 luglio.

Le testimonianze dopo l’attentato di Nizza, servizio di Euronews – VIDEO