Dieta del gruppo sanguigno: perché ne sentiamo così tanto parlare

La dieta del gruppo sanguigno promossa in Italia dal dottor Mozzi è oggi anche motivo di sciopero nazionale del personale scolastico: scopriamo di cosa si tratta.

In questi giorni abbiamo sentito parlare molto spesso della dieta del gruppo sanguigno. Il motivo è presto detto. Si tratta della causa per cui oggi è stato indetto uno sciopero a livello nazionale di insegnanti e personale Ata di tutte le scuole di ogni ordine e grado per introdurre la dieta del gruppo sanguigno nelle scuole.

A proporlo il Sindacato SAESE (Sindacato Autonomo Europeo Scuola ed ecologia,). Uno sciopero quindi che non verte su motivi economici quali contratti, stipendi o regolamentazione della professione quanto sull’alimentazione adottata nelle scuole. E l’obiettivo è sensibilizzare il Governo sull’educazione alimentare.

dieta gruppo sanguigno
Fonte: Canva

E in particolare promuovendo la dieta del gruppo sanguigno, un regime alimentare ideato dal medico naturopata Peter D’Adamo e perfezionato dal dottor Piero Mozzi che punta a conseguire uno stato di salute ottimale e una perfetta forma fisica. Scopriamo allora in cosa consiste la dieta del gruppo sanguigno. 

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Ecco in cosa consiste la dieta del gruppo sanguigno

Non solo mira al raggiungimento del peso forma ma anche a vivere meglio ed essere in salute, imparando a scegliere gli alimenti giusti in base alle proprie caratteristiche genetiche: tutto questo è la dieta del gruppo sanguigno.

dieta gruppo sanguigno
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Una dieta cucita su misura in base a ciascuno dei 4 gruppi sanguigni: 0, A, B, ed AB. E a seconda del gruppo si distinguono i cibi in benefici, neutri e nocivi. Gli ultimi dovranno naturalmente essere evitati o ridotti perché a lungo andare possono portare danni all’organismo e causare patologie.

Mentre invece con la dieta del gruppo sanguigno, secondo chi sostiene tale regime, si potrà invece invertire la tendenza e riprendere la salute perduta. Anzi, si potrà anche guarire dalle patologie che apparentemente non sembrano essere collegate con ciò che mangiamo.

In particolare vediamo nello specifico cosa devono mangiare i singoli gruppi sanguigni per essere in forma e in salute.

Partiamo dal gruppo 0 che è quello più antico. Chi fa parte di questo gruppo dovrebbe avere un’alimentazione simile a quella delle civiltà paleolitiche, che si nutrivano di ciò che derivava dalla caccia e dalla pesca. Inoltre raccoglievano radici, frutta e bacche. Non essendo agricoltori o allevatori traevano la loro energia dalle proteine della carne, del pesce o dalle uova. Inoltre, i carboidrati derivavano solo da frutta o verdura. Si tratta quindi di una dieta iperproteica che attualmente è anche di moda, specie negli Stati Uniti, e si chiama paleodieta. Questi soggetti non digeriscono invece bene i cereali e i latticini.

Il gruppo A invece compare nel neolitico quando gli uomini iniziarono ad unirsi in comunità, a stanziarsi ed organizzarsi. Dal cacciatore si passa quindi al produttore. Una trasformazione conseguente al calo brusco della disponibilità di carne a causa dell’eccessivo sfruttamento degli animali nel continente africano.

E per sopravvivere la specie si adattò al consumo di maggiori quantità di carboidrati. In contemporanea però anche la digestione della carne rossa è più difficile per questo gruppo che più di tutti si adatta ad un regime vegetariano.

Il gruppo B invece, compare con le antiche popolazioni nomadi del Medio-Oriente all’incirca 10-15mila anni fa nelle montagne dell’Himalaya, che oggi sono del Pakistan e dell’India.

La mutazione derivò dal clima, ovvero, l’organismo si dovette adattare al passaggio dal caldo torrido africano al freddo rigido delle catene montuose dell’Himalaya. Questi uomini spostandosi in continuazione si dovevano adattare, ciò li ha portati ad avere un sistema immunitario piuttosto efficiente. Questi popoli erano dediti alla pastorizia ecco perché consumavano molta carne, pesce e formaggi, ma anche frutta e verdura.

Il gruppo B quindi rappresenta un perfetto equilibrio tra mondo animale e vegetale. L’apparato digerente di quelli che fanno parte di questo gruppo è abbastanza forte e riesce a digerire bene sia le proteine che i carboidrati.

E infine, arriviamo all’ultimo gruppo, ovvero l’AB, che è anche il più recente e il più raro. Comparso per la prima volta circa 1000 anni fa tocca tra il 2 e il 5% della popolazione. È complesso perché prevede la presenza di due antigeni, l’A e la B, che lo riconduce per certi versi al gruppo A, per altri al B, e per altri ancora ad una mescolanza fra i due. I cibi che recano danno al gruppo A e al gruppo B lo recano anche al gruppo AB. Tranne i pomodori che sembrano essere meglio tollerati dalle persone di gruppo AB.

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Infine, ultima nota è che a livello scientifico tale dieta non ha trovato riscontri, pur essendo a tratti affascinante e a detta di molte persone che l’hanno provata anche efficace.