Harry: “Ho abusato di alcool e droga? Sì, fuggivo dal dolore e la mia famiglia non mi aiutò”

Harry abusò di alcool e droga negli anni appena successivi alla morte di Diana: per la prima volta il Principe parla apertamente della sua adolescenza tormentata e dell’assenza della famiglia.

Coloro che odiano Harry per aver preso una strada che l’ha condotto lontano dai suoi doveri di Principe pensano che il figlio di Diana stia facendo la parte della vittima. Da quando si è trasferito negli Stati Uniti, infatti, Harry ha più volte attaccato i royals per non avergli mai dimostrato l’amore e il sostegno di cui aveva bisogno.

Chi invece crede alla versione di Harry ritiene perfettamente normale che solo ora il Principe stia parlando dei suoi problemi personali e psicologici: ai membri della famiglia reale non è concesso mostrare debolezza, devono sempre apparire perfetti e in grado di adempiere a tutti i loro doveri pubblici. La conseguenza è che da giovane Harry dovette soffocare il dolore alla maniera degli adolescenti.

Il Duca di Sussex ha deciso di parlare in maniera approfondita del suo travagliato percorso personale in un programma – documentario per Apple Tv intitolato “The Me You Can’t Seen” cioè “Il me che non potete vedere”.

Fin dal titolo dello show appare chiaro, quindi, che nel programma Harry rivelerà tutto ciò che non ha potuto mostrare in decenni di vita da working royal. A “guidare” Harry con domande e suggerimenti sarà – come al solito – Oprah Winfrey. La famosissima giornalista, che ha risolto ai Sussex il grave problema del trovare una casa in America, si è trasformata nel loro tramite ufficiale con i media e, per questo, si è già guadagnata una candidatura agli Emmy.

Harry abusò di alcool e droga dopo la morte di Diana: il trauma del funerale

harry alcool droga
(Instagram)

Fino a quando Diana è stata in vita l’infanzia di William e Harry è stata felice e piena d’amore: lo hanno sempre pensato gli appassionati di gossip di tutto il mondo ma è anche quello che i due ragazzi di Lady D hanno lasciato intendere in più di un’occasione, anche senza affermarlo direttamente per non danneggiare l’immagine del Principe Carlo.

Com’è perfettamente comprensibile invece, il grande trauma che ha segnato la vita di William e Harry è stata la tragica morte di Diana nell’incidente stradale di Parigi.

Come se non fosse abbastanza dover sopportare l’improvvisa, inattesa e terribile morte della loro mamma, William e Harry furono costretti a camminare dietro al feretro di Diana durante il grande funerale che la Corona organizzò per la Principessa del Popolo.

Accanto a loro marciarono gli altri uomini della famiglia Windsor – Spencer, cioè il Principe Filippo (in rappresentanza della Corona e affezionatissimo a Diana), il Conte di Spencer, fratello di Lady D, e infine il Principe Carlo che non avrebbe mai potuto lasciare soli i suoi ragazzi in un’occasione così drammatica.

Se William riuscì a superare quell’esperienza in virtù del fatto che fosse già abbastanza maturo, Harry non è mai riuscito ad elaborarla del tutto. Ecco come racconta oggi quel drammatico pomeriggio:

“Quello che mi ricordo è il suono degli zoccoli dei cavalli che vanno lungo la strada. Io e William eravamo entrambi sotto shock”. E ancora: “Era come se fossi fuori dal mio corpo e camminassi facendo quello che ci si aspettava da me. Mostrando un decimo dell’emozione che tutti gli altri stavano mostrando”.

In quel momento Harry per la prima volta provò una rabbia gigantesca verso la folla e verso la stampa, che si erano appropriati della vita (e addirittura della morte) di sua madre. Nel corso del funerale si stavano appropriando anche del dolore della famiglia, dal momento che a William e Harry non era concesso piangere o mostrare segni di cedimento. “Guardando la folla in lacrime pensai ‘questa è mia madre. Non l’avete mai nemmeno incontrata, voi potete piangere e io no'”.

Da quel momento Harry soffrì di ansia e di attacchi di panico ma non gli fu mai permesso di parlarne pubblicamente e anche in famiglia non gli fu fornito alcun supporto. Fu da quel momento in poi che “Ginger”, come veniva affettuosamente chiamato dallo staff di corte, divenne un ragazzo scapestrato.

Si rifugiò nell’esercito, dove gli sembrò di lasciarsi alle spalle il dolore familiare e di trovare una ragione alla sua vita, nuovi compagni e soprattutto nuove persone disposte a coprirgli le spalle.

Nonostante l’effetto benefico del servizio nell’esercito, in quel periodo Harry cominciò ad abusare di alcool e droga. 

Ecco allora che le imprese del “Principe ribelle” assumono tutto un altro significato:

“Ho avuto attacchi di panico e una grave forma d’ansia: dai 28 ai probabilmente 32 anni la mia vita è stata un incubo. Ero disposto a bere. Ero disposto a drogarmi. Ero disposto a provare a fare le cose che non mi facevano pensare a come mi sentivo. OK, non bevevo dal lunedì al venerdì, ma probabilmente nel week end bevevo quello che avrei bevuto nel resto della settimana. E mi ritrovavo a bere non perché mi divertissi, ma perché stavo cercando di mascherare qualcosa”.

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Oggi naturalmente Harry è riuscito a superare i suoi problemi di dipendenza e non fa più abuso di sostanze: a tirarlo fuori da quella situazione, facendogli trovare la forza di affrontare i suoi traumi invece di fuggire è stata Meghan. Da quando ha conosciuto Meghan, infatti ha deciso di andare in terapia. 

Curare i suoi problemi psicologici con un approccio clinico gli ha dato la forza necessaria a rompere i ponti con una famiglia che, nel momento di maggior bisogno, non gli seppe dare alcun supporto.