L’ultimo messaggio di Michele Merlo: la struggente poesia pubblicata dai genitori

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Fonte: https://www.instagram.com/p/CQRDIUaNKCQ/

Domenico e Katia, i genitori di Michele Merlo, nel giorno dei funerali del figlio, pubblicano il suo ultimo messaggio, una toccante poesia.

Oggi, venerdì 18 giugno, presso lo stadio “Toni Zen” di Rosà (Vicenza), paese d’origine dell’artista, si sono tenuti i funerali di Michele Merlo a cui hanno partecipato Matteo Salvini con la fidanzata Francesca Verdini e amica di Michele Merlo, Giorgia Meloni, Federico Baroni che con Michele ha condiviso l’avventura ad Amici e Alberto Bertoli, figlio di Pierangelo Bertoli.

Per salutare il figlio, i genitori di Michele, Domenico Merlo e Katia Ferrari hanno pubblicato un video del giovane artista la cui vita è stata stroncata da una leucemia fulminante che gli ha provocato un’emorragia cerebrale e una toccante poesia.

Le parole dei genitori di Michele Merlo e il suo ultimo messaggio

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Fonte: https://www.instagram.com/p/CQQtlMmlKyz/

I genitori di Michele Merlo, nel giorno dei funerali del figlio, hanno affidato ad una nota ufficiale il loro messaggio come riporta Tgcom24.

“Abbiamo, sino ad oggi, comunicato per lo più attraverso i nostri consulenti e legali che continueranno a farlo di nuovo da domani, ma oggi vogliamo parlare noi. Michele è nostro figlio, ma è anche il vostro artista, l’artista molte volte incompreso e da alcuni dimenticato, l’artista con dentro un tormento di emozioni che ha saputo sfogare con le sue canzoni, perché solo così sentiva di essere Michele. Per prima cosa vogliamo ringraziare tutti, senza tralasciare nessuno, in particolare voi che darete voce a Michele per sempre”, hanno detto i genitori del 28enne. Poi la toccante poesia che potete leggere qui in basso.

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Abbiamo il cuore stanco di chi la vita l’ha rincorsa. Di chi ha detto un sacco di bugie, perché per dire la verità ci voleva forza. Siamo quelli del parchetto tra botte e sigarette, con gli occhi lucidi che si racconto qualche vecchia storia. Come una canzone triste mentre gli altri fan baldoria. Una vita di silenzi, di sogni potenti, di non sentirsi mai abbastanza, porta pazienza. Ma come glielo spieghi a quelli che la felicità non è niente per chi è sempre stato senza? Dai dimmi che sono tipo triste adesso. Ma io triste lo sono diventato, e vorrei chiudermi in una scatola, perché almeno al buio non lo vedo quanto è cattivo questo mondo malato. E quante volte ho detto “giuro sono cambiato” e non ero cambiato affatto, ero soltanto più impaurito.

Paura di perdere pure l’ultima persona a me vicina, che va a fare in cu** se ne vanno tutti appena la vita va un po’ in salita. Ma funziona così, se ne va uno, se ne va un altro, e ti ritrovi solo, con i pugni delle mani e i sogni negli scaffali a dire “domani, domani, lo faccio domani, domani”. Io sto con quelli che ci credono davvero, che ogni giorno fanno a botte con le nuvole per un po’ di cielo sereno. E chiamaci stupidi e un giorno troveremo pure pace. E sarà più semplice di quello che crediamo. Basterà accettare il buio, e non volere per forza sempre luce. Ho paura dell’amore non del resto. Ma non mi lascio perdere, perché il mio sogno è questo. Anche se fa un sacco male, viviamo, ricordiamo, soffriamo, per sempre. Come rondini nel temporale“.