Come curare la Kalanchoe. Tutti i trucchetti per una pianta sempre al top!

Hai una Kalanchoe? Se la risposta è sì, scopri tutti i trucchetti per una fioritura sempre perfetta. E’ una pianta succulenta e, come tale, ha molti vantaggi. Scopri quali sono!

Continua il nostro viaggio nel fantastico mondo di piante e fiori. Dopo averti parlato di come curare bene il tuo bonsai e dei rimedi per far durare i tulipani nel vaso, ora vogliamo darti alcuni consigli per la Kalanchoe.

La Kalanchoe è una coloratissima pianta succulenta. Come tutte le piante grasse non ha bisogno di molte attenzioni e, soprattutto, non necessita di tanta acqua. Con il termine Kalanchoe si indica un genere di circa 155 specie di piante succulente della famiglia delle Crassulaceae.

kalanchoe
(Adobe Stock)

Il nome deriva dalla latinizzazione del Cantonese “gaa laam coi” ovvero “pianta del tempio”, così come registrato da Georg Joseph Kamel, un missionario gesuita operante nelle Filippine intorno al 1700.

Le Kalanchoe sono molto diffuse in Africa centro-meridionale, Arabia Saudita, Australia e America Centrale. Non è una casualità. Parliamo di territori soggetti a forti periodi di siccità, che vengono ben tollerati da queste piante.

Vediamo insieme quali sono le caratteristiche principali della Kalanchoe e come fare per curarla bene. Scopri tutti i trucchetti per una fioritura sempre perfetta!

Curare la Kalanchoe? Non esporla ai raggi diretti del sole

La Kalanchoe, in quanto succulenta, ha una straordinaria capacità di trattenere l’acqua. Questo significa che non necessita di essere innaffiata spesso. I suoi fiori sono molto delicati e variano dalle tonalità del rosso a quelle dell’arancio. Le foglie e lo stelo, invece, sono carnosi e di colore verde brillante.

Per la fioritura della Kalanchoe la luce è importante. Ma considera, però, che non tollera l’esposizione diretta ai raggi solari. Devi perciò scegliere un luogo ombreggiato, dove possa ricevere indirettamente la luce del sole.

Per l’innaffiatura, invece, devi seguire queste regole. In estate, devi darle acqua ogni 2-3 giorni o, comunque, tutte le volte che il terreno ti sembra troppo arido. In inverno, invece, puoi innaffiare la Kalanchoe anche 1 volta a settimana oppure ogni 15 giorni.

Un’altra particolarità della Kalanchoe è che non ha bisogno di potatura. Tutto quello che devi fare è semplicemente togliere le foglie secche e gli apici vegetativi. Questa operazione è importante perché previene l’insorgenza di malattie parassitarie.

Diciamo che, alla luce di ciò che abbiamo detto finora, questa pianta è ideale per chi si allontana spesso da casa, magari anche per motivi di lavoro. Non si rischia di trovarla completamente secca al rientro.

Ma quando fiorisce la Kalanchoe? Non c’è una risposta precisa a questa domanda perché il periodo varia a seconda della specie (ce ne sono ben 155). Ad ogni modo parliamo pur sempre di una pianta brevidiurna, cioè che fiorisce quando le giornate si accorciano. Questa pianta, per produrre fiori, ha bisogno di almeno 14 ore di buio al giorno.

Kalanchoe
(Adobe Stock)

Veniamo ora al discorso della concimazione. Se ne può usare uno adatto per piante d’appartamento. L’importante è che contenga una percentuale di potassio maggiore rispetto agli altri 2 macroelementi (azoto e fosforo). Il potassio è indispensabile per garantire una fioritura abbondante.

Ecco quali sono le regole d’oro per una buona concimazione. In primavera ed estate va eseguita due volte al mese, con dosi dimezzate rispetto a quelle consigliate dalla casa di produzione del fertilizzante. In inverno, invece, devi sospendere le concimazioni.

Infine, ricorda che non c’è pianta rigogliosa senza vaso e terricci giusti. Questo vale anche per la Kalanchoe. Questa pianta va rinvasata ogni anno, preferibilmente ad aprile, una volta terminata la fioritura. Si consiglia l’utilizzo di un terriccio per cactus, al quale aggiungere della sabbia di fiume per favorire il drenaggio dell’acqua.