Lara Lugli incinta. Il club sportivo la cita per danni. Lo sfogo sui social

Lara Lugli
(Instagram)

Lara Lugli, ex pallavolista di serie B del Pordenone, ha raccontato la sua storia su Facebook. Laura Boldrini: “Presenterò un’interrogazione”. Il club sportivo replica

Lara Lugli
(Instagram)

In un periodo in cui non si fa altro che parlare di nuovo welfare per le donne, parità di genere e superamento del gap salariale, c’è una nuova storia che fa riflettere. Ancora una volta, s’accendono i riflettori sul lavoro femminile, che paga un prezzo altissimo con la pandemia e che richiede più tutele.

Fa discutere il racconto di Lara Lugli. La pallavolista, che militava nel Pordenone in serie B, ha scritto su Facebook di aver avuto problemi con la società sportiva, quando è rimasta incinta. Parla di risoluzione del contratto dopo aver detto di aspettare un figlio.

“Nel campionato 2018/2019 giocavo per la Asd Volley XXXXX, rimango incinta il 10/03 comunico alla Società il mio stato e si risolve il contratto. Il 08/04 non sono più in stato interessante per un aborto spontaneo“. Così ha esordito l’atleta.

Lara Lugli va avanti nel ricostruire tutte le tappe della vicenda. A distanza di due anni, vengo citata dalla stessa Società per DANNI, in risposta al decreto ingiuntivo dove chiedevo il mio ultimo stipendio di Febbraio (per il quale avevo interamente lavorato e prestato la mia attività senza riserve)”.

La pallavolista è un fiume in piena e parla del club sportivo per cui lavorava. Le accuse sono che al momento della stipula del contratto avevo ormai 38 anni (povera vecchia signora) e data l’ormai veneranda età dovevo in primis informare la società di un eventuale mio desiderio di gravidanza, che la mia richiesta contrattuale era esorbitante in termini di mercato e che dalla mia dipartita il campionato è andato in scatafascio”.

La sportiva pensa che questo possa diventare un precedente molto grave. “Chi dice che una donna a 38 anni, o dopo una certa età stabilita da non so chi, non debba avere il desiderio o il progetto di avere un figlio? Non è che per non adempiere ai vincoli contrattuali stiano calpestando i Diritti delle donne, l’etica e la moralità?”.

Laura Lugli lancia poi un messaggio forte e chiaro. “Se una donna rimane incinta non può conferire un danno a nessuno e non deve risarcire nessuno per questo. L’unico danno lo abbiamo avuto io e il mio compagno per la nostra perdita e tutto il resto è noia e bassezza d’animo”.

Lara Lugli, Boldrini: “Chiederò un’interrogazione”

Laura Boldrini
(Getty Images)

Sul ‘caso Lugli’ è intervenuta anche Laura Boldrini, ex presidente della Camera. “La colpa della pallavolista Lara Lugli è quella di essere rimasta incinta. Presenterò un’interrogazione.

 

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Il club sportivo ha replicato alle accuse con Adnkronos. “Nel campionato 2018-2019 Lara Lugli era il capitano della nostra squadra e anche la giocatrice di punta. Ad inizio marzo ci ha comunicato di essere rimasta incinta. Dispiaciuti per la perdita sportiva, ma felici per l’avvenimento familiare ci siamo salutati. Infatti come da contratto, che ricordiamo essere stato predisposto dall’atleta stessa e dal suo agente, si prevedeva l’immediata cessazione del rapporto in caso di gravidanza”.

La società respinge quindi le accuse. “Lo stesso contratto, che ribadiamo essere stato predisposto dalla stessa atleta, aveva al suo interno clausole che prevedevano addirittura delle penali in caso di cessazione del rapporto. Clausole che non abbiamo voluto esercitare perché non pareva opportuno farlo.

Nessuno ha citato per danni Lara Lugli. E’ stata la stessa atleta – ha spiegato la società ad Adnkronos – a chiedere e ottenere un decreto ingiuntivo perché ritiene di avere dei crediti. Ci siamo sentiti traditi dall’atleta e abbiamo fatto l’unica cosa possibile: difenderci avvalendoci delle clausole contrattuali predisposte da lei stessa e dal suo procuratore”.

Lara Lugli
(Instagram @filcamscgilsicilia)

“Vorremo ribadire con forza – ha concluso la società – che non crediamo che la gravidanza sia un danno e che, soprattutto, non è mai stata avanzata richiesta di danni”.