Recovery Fund, più attenzione al mondo delle donne. Parte la petizione

Recovery Fund e donne. Tutta l’Italia si copre di fiocchi rosa grazie alle attiviste di Giusto Mezzo, per chiedere un Recovery Plan più equo e inclusivo. Raccolte 55.869 firme in tre giorni

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(Instagram @giustomezzo)

Donne e pari opportunità: nella politica, nel mondo del lavoro, nei ruoli chiave di aziende pubbliche e private. Non si parla d’altro da giorni. La senatrice Teresa Bellanova chiede “un nuovo welfare per le donne più inclusivo”. Paola Concia, invece, dopo la formazione del governo Draghi, ha fatto notare che per la rappresentanza femminile ai ministeri si poteva fare di più.

La parità di genere passa anche per il Recovery Fund. Una pioggia di fondi europei aiuterà l’Italia ad uscire dalla crisi economico-sanitaria post Covid. Per fine aprile il governo dovrà consegnare a Bruxelles il Recovery Plan, contenente progetti da realizzare sul medio e lungo periodo.

E’ un’occasione irripetibile da non perdere. Ne sono convinte le attiviste di Giusto Mezzo, che vogliono un Recovery Plan più equo e inclusivo. Sono scese in piazza con un’iniziativa. Tutti i dettagli.

Recovery Fund e donne. Giusto Mezzo scende in piazza

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(Istock)

Dalle parole ai fatti. Lo scorso fine settimana le attiviste di Giusto Mezzo hanno lanciato ‘l’operazione fiocchetto’ in 388 località italiane. Lo scopo? Rivolgere un appello alle istituzioni preposte affinché, la metà dei soldi del NextGeneration EU, vengano destinati alle politiche di genere in tutte le città d’Italia.

 

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Dal 19 al 21 febbraio è scattata la ‘zona fucsia’. Le principali piazze italiane si sono ricoperte di fiocchetti, per sensibilizzare sulla necessità di un Recovery Plan più inclusivo, che non dimentichi le donne. E’ stata una tre giorni intensa e con ottimi riscontri. Sono state raccolte 55.869 firme. Una petizione lanciata da donne per le donne.

“Il Recovery non ci copre”. Questo è il grido d’allarme delle attiviste rivolto al governo Draghi. Cartoline appese con nastri rosa hanno ricoperto tutto: lampioni, pali, alberi, panchine, balaustre, semafori, ringhiere, bancomat, musei, palazzi pubblici, monumenti, spiagge, fiumi d’Italia. E’ stata fatta persino una piccola incursione a Bruxelles, davanti al Parlamento europeo.

L’associazione chiede uno sforzo alla politica affinché, con i soldi del Recovery, si provveda ad: asili, servizi di cura, congedo di paternità obbligatorio, superamento del gap salariale. C’è molto da fare anche per la disoccupazione femminile. A dicembre 2020 si sono persi 301mila posti di lavoro, di cui 99mila erano di donne.

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(Adobe Stock)

La strada è ancora tutta in salita. La sfida è difficile ma non impossibile. Il governo Draghi dovrà affrontare, con risolutezza, quella che è una vera e propria ecatombe occupazionale.