Vaccini Covid, consegne in ritardo. Crisanti: “Rivolgersi ad Amazon”

Ritardi sulle consegne dei vaccini anti-Covid. Monta la polemica. Per il virologo Andrea Crisanti “bisognava rivolgersi ad Amazon”

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(Getty Images)

Monta al polemica per i ritardi sulle consegne dei vaccini Covid. Un problema che ha interessato prima Pfizer e poi AstraZeneca. Quest’ultima, in particolare, dopo il braccio di ferro con l’Unione europea, si è impegnata a fornire altre 9 milioni di dosi. E’ una corsa contro il tempo per raggiungere l’immunità di gregge. In Italia, lo stop alle forniture, ha fatto slittare di un mese la vaccinazione degli over 80. Lo ha precisato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri.

Ad ogni modo la campagna vaccinale in Italia prosegue. Dal portale del ministero della Salute si evince che, ad oggi, il totale delle somministrazioni effettuate è di 2.029.931. Quanto hanno inciso i ritardi sul numero complessivo? Si poteva fare di più? Al riguardo ha le idee molto chiare Andrea Crisanti. Il virologo indica una soluzione che, a suo avviso, sarebbe stata vincente. Ecco qual è.

Ritardi Vaccini, Crisanti: “Si doveva coinvolgere Amazon”

Andrea Crisanti
(Facebook @graziedottorcrisanti)

Andrea Crisanti non ha dubbi. I ritardi sulla distribuzione dei vaccini anti-Covid potevano e dovevano essere evitati. Come? E’ presto detto. Per il professore “bisognava chiedere ad Amazon per le consegne”. Lo ha detto a Tagadà su La7. Parlando della multinazionale fondata da Jeff Bezos il virologo ha sottolineato che “nel giro di un giorno è in grado di consegnare un pacco in un paesino della Sila”. Un’organizzazione perfetta, capace di ridurre ogni distanza geografica e che, per Crisanti, avrebbe potuto gestire anche la consegna dei vaccini.

Per il virologo il tempo (soprattutto quello perso) è tiranno. “Il rischio è che dosi di vaccino vadano sprecate. Può capitare che una persona, dopo aver prenotato la vaccinazione, non si presenti all’appuntamento. A quel punto – ha spiegato ancora Crisanti – la dose già ‘caricata’ nella siringa va sprecata e viene buttata. Il vaccino è deperibile, in Inghilterra e in Israele sono previste liste di persone ‘di riserva’. Se qualcuno non si presenta all’appuntamento, c’è un’altra persona pronta a subentrare e la dose non viene sprecata”.

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Da ieri l’Italia è quasi tutta in zona gialla, con restrizioni più morbide. Anche di questo il professore ha parlato a Tagadà. “Le zone gialle non bloccano la trasmissione del virus, l’esempio del Veneto tra ottobre e dicembre lo testimonia. E’ stata la regione che ha passato più tempo in zona gialla ed è stata la regione con più casi e più morti”.