Covid, vaccini. Sileri annuncia ritardi di un mese per gli over 80

Ritardi sui vaccini anti-Covid per la mancate consegne da parte di Pfizer. Per il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri: “Le iniezioni slittano di un mese per gli over 80”

Pierpaolo Sileri
(Facebook @piersileri · Personaggio politico)

Non si placano le polemiche sui ritardi nella distribuzione dei vaccini. A finire sotto accusa è la Pfizer, per lo stop alle consegne in Italia e in altre nazioni del circuito Ue. La casa farmaceutica, alcuni giorni fa, ha annunciato di non poter mantenere il regolare ritmo di distribuzione, almeno per un paio di settimane. Problemi interni all’azienda, evidentemente riconducibili ad una domanda sempre più crescente a cui far fronte. La multinazionale americana ha rassicurato che, entro questa settimana, le consegne riprenderanno a ritmo regolare. Una buona notizia davvero per medici e infermieri impegnati in prima linea nella somministrazioni dei vaccini anti-Covid.

Si lavora senza sosta per immunizzare una fetta consistente di popolazione ma, i ritardi di questi giorni, hanno rallentato in maniera significativa tutto il processo. Il rischio maggiore è quello di uno slittamento generale. Al riguardo ha espresso grande preoccupazione il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. L’allarme, però, arriva anche dall’Unione europea, che ha fatto la voce grossa con i produttori. “Abbiamo sbattuto i pugni sul tavolo e alla fine, l’annunciato ritardo di diverse settimane, si è trasformato in un rallentamento” . Così il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.

Attualmente l’Italia sta vaccinando soltanto con le dosi prodotte da Pfizer e Moderna. A fine mese, probabilmente il 29 gennaio, dovrebbe essere autorizzata anche AstraZeneca. Quindi un nuovo produttore sta per entrare nel mercato, per far fronte al fabbisogno mondiale di vaccini contro il Coronavirus. In ogni caso, ancor prima di ottenere l’autorizzazione dall’Agenzia europea dei medicinali (EMA), AstraZeneca ha già parlato di possibili ritardi nella distribuzione dei suoi lotti. In questa prospettiva, la strada per l’immunità di gregge è tutta in salita.

Ritardi vaccini, Sileri: “Le iniezioni degli over 80 slittano”

Pierpaolo Sileri
(Facebook @piersileri · Personaggio politico)

Pierpaolo Sileri è molto preoccupato per le conseguenze derivanti dai ritardi che gravano sulla distribuzione dei vaccini. Si corre il rischio concreto di non poter rispettare la tabella di marcia della campagna vaccinale. “Le riduzioni di dosi comunicate da Pfizer e da AstraZeneca faranno slittare di circa quattro settimane i tempi previsti per la vaccinazione per il Covid degli over 80 e di circa 6-8 settimane per il resto della popolazione”. Questo il commento del ministro della Salute, ospite ieri a Domenica In.

Tutti gli sforzi fatti finora dalle regioni rischiano di essere compromessi. Prima dei ritardi, il ritmo era davvero buono, con molti territori virtuosi tra cui la Campania dove, il governatore Vincenzo De Luca, ha pensato ad una “tessera dei vaccinati” definendola come “servizio aggiuntivo assolutamente non discriminatorio”. Comunque, considerati i ritardi accumulati, è necessario ridefinire le priorità per l’accesso alle dosi.  Pierpaolo Sileri ha spiegato a Mara Venier che da oggi “le dosi a disposizione saranno utilizzate anzitutto per effettuare il richiamo nei tempi previsti a coloro che hanno già ricevuto la prima somministrazione, cioè soprattutto per gli operatori sanitari“.

Completato questo primo giro di somministrazioni si potrà pensare a tutti gli altri. “Tra due settimane, se tutto va bene, avremo un mercato con i tre vaccini, il che significa – ha sottolineato Sileri – riprendere con maggior forza, completare la vaccinazione per i medici e gli infermieri e cominciare con gli over 80. Questo tipo di rallentamento coinvolge tutta l’Europa e buona parte del mondo, ma confido che il ritardo possa essere colmato più avanti”.

Dunque nessun rischio per chi ha già ricevuto la prima dose, perché sarà garantita anche quella di richiamo. L’obiettivo è quello di non compromettere l’efficacia dei vaccini. In particolare, quello di Pfizer, prevede due inoculazioni da effettuare a distanza di 21 giorni l’una dall’altra. Per Francesco Boccia i ritardi nelle consegne dei lotti incideranno sul risultato finale. “È evidente che se i vaccini non ci sono, slitta di qualche settimana o mese l’immunità di gregge. Non dipende da noi ma dalle aziende che forniscono i vaccini” . Questo il commento del ministro ai microfoni di SkyTg24.

Insomma, non si fa altro che parlare dei ritardi della Pfizer. Una questione delicata, rispetto alla quale l’azienda ha scelto di rompere il silenzio. “Dalla prossima settimana la fornitura del vaccino tornerà a regime” – hanno dichiarato ai microfoni di SkyTg24. Il colosso farmaceutico statunitense ha anche specificato che dall’8 al 18 Gennaio sono state inviate le fiale previste dal piano di ordinazione, poi c’è stata la riduzione a causa del riadattamento del sito produttivo belga di Puurs. Con la decisione del governo di somministrare sei dosi anziché cinque, Pfizer ha ridotto il numero di fiale, ma non di dosi previste, che resta lo stesso. Quello che sta accadendo – ha concluso la Pfizer – è frutto di un fraintendimento nel conteggio delle dosi che non è il conteggio delle fiale”.

vaccini covid
(Getty Images)

Nonostante le rassicurazioni del produttore, dal governo è levata di scudi. Anche Luigi Di Maio punta il dito contro le case farmaceutiche. “Faremo causa a Pfizer e AstraZeneca perché non stanno rispettando il contratto. Faremo tutta la pressione del caso” – ha detto il ministro degli Esteri ospite a Mezz’ora in più su Rai Tre.