Vaccino Covid: spunta il “modulo per il consenso”. Cos’è e come funziona

Salta fuori il “modulo per il consenso” da sottoscrivere prima di fare il vaccino Covid. E’ disponibile sul sito dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA). Ecco cos’è e come funziona

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L’Italia e il mondo sono in fibrillazione per i vaccini contro il Covid. La Gran Bretagna ha iniziato per prima a somministrare le dosi, seguita a ruota dall’America. Poi è arrivato il turno dei paesi dell’Unione Europea che, il 27 dicembre scorso si sono dati appuntamento per procedere, in contemporanea, con le prime inoculazioni. Stiamo parlando del “V-day”, tanto atteso e velocemente archiviato, giornata simbolo per l’Europa divorata dal Covid che tenta di ripartire, nonostante la pandemia non sia ancora finita.

Per il Vaccine Day italiano non ci sono stati intoppi, né per la distribuzione né dal punto di vista strettamente clinico. Tutti coloro a cui è stato somministrato l’antidoto Pfizer, infatti, stanno bene. Almeno per il momento non è stata rilevata l’insorgenza di effetti collaterali indesiderati. Sono tanti i volti noti che hanno aderito, fin da subito, alla campagna vaccinale. C’è Matteo Bassetti, che ha ricevuto l’inoculazione in diretta tv, con tanto di foto postata su Facebook accompagnata dalla frase “ho appena finito la vaccinazione per il Covid, mi sento più forte”. Parole che hanno rassicurato ma, al contempo, scatenato anche qualche ironia su Twitter.

Per il “V-day” napoletano il governatore della Campania ha conquistato la scena. E’ lui il primo politico italiano che si è fatto vaccinare in favore di telecamera. Gli altri, ad oggi, hanno soltanto annunciato la loro intenzione a volere aderire alla campagna vaccinale. E’ il caso di Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, per citare due nomi. Tuttavia il gesto di Vincenzo De Luca ha suscitato molte polemiche. E’ accusato da più parti di “avere saltato la fila” per accedere alla somministrazione che, in via prioritaria, sarebbe spettata soltanto a medici, infermieri e operatori sanitari.

Il primo ad attaccare De Luca è stato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, la cui polemica è stata poi ripresa da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Invece Flavio Briatore, raggiunto telefonicamente da Adnkronos, ha liquidato la vicenda con un secco “no comment” riferendo poi di attendere l’ok del suo medico per fare il vaccino. Intanto c’è un’altra novità ed arriva dall’Aifa. Ecco di cosa si tratta.

Vaccino Covid, l’Aifa pubblica il modulo per il consenso

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Sul sito dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) è disponibile il “modulo per il consenso”, da sottoscrivere prima di fare il vaccino. Il modello, da compilare in tutti i campi richiesti, è scaricabile da quando le prime dosi Pfizer sono arrivate in Italia dal Belgio, presso l’ospedale Spallanzani di Roma.

Il modulo è articolato in più pagine. Nella prima parte vengono richiesti i dati personali di base come nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, telefono e numero di tessera sanitaria. Segue poi la firma da parte dell’interessato, che sottoscrive di essere stato informato “correttamente con parole chiare” e di aver “compreso i benefici ed i rischi della vaccinazione, le modalità e le alternative terapeutiche, nonché le conseguenze di un eventuale rifiuto o rinuncia al completamento della vaccinazione con la seconda dose”.

Il documento per il consenso passa poi ad illustrare tempi e modalità di somministrazione. L’iniezione viene sempre fatta nella parte alta del braccio. Il vaccino, però, per avere un’efficacia di protezione adeguata, richiede due somministrazioni, da effettuare a distanza di 21 giorni l’una dall’altra. Ancora, nel modulo, si legge “che è opportuno seguire scrupolosamente le raccomandazioni delle autorità locali per la sanità pubblica, al fine di prevenire la diffusione del COVID-19”. Nelle pagine finali, invece, sono indicate le possibili reazioni avverse al vaccino e, come per ogni farmaco, sono divise in comuni, non comuni e rare.

E’ richiesto quindi il cosiddetto consenso informato prima di effettuare il vaccino contro il Coronavirus. Non se n’era ancora parlato sui giornali e nelle tv. Ora, però, la notizia è ufficiale e basta collegarsi al sito dell’Aifa per visionare l’apposito modello.

Al momento in Italia non c’è obbligo vaccinale contro il Covid. Si darà priorità alle categorie più a rischio, tra le quali si cono gli anziani. Poi, via via, si cercherà di coinvolgere una grossa fetta di popolazione. L’esecutivo Conte punta a sensibilizzare, lasciando però libertà di scelta. Per il commissario Domenico Arcuri l’obiettivo è quello di “vaccinare l’80% degli italiani entro settembre 2021” sperando di “raggiungere l’immunità di gregge necessaria a sconfiggere il virus”.

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Intanto anche la politica s’interroga sull’obbligatorietà del vaccino. Luigi Di Maio è favorevole alla libertà di scelta, anche se invita a fidarsi della scienza. Più rigida è, invece, la posizione del sottosegretario alla Salute Pierluigi Sileri. Per lui “l’obbligatorietà è un’opzione da considerare se un cittadino su tre sceglie di non vaccinarsi”.