Crisi Covid: segnali di ripresa del turismo internazionale. Riparte il Perù

Timidi segnali di ripresa per il turismo internazionale, stremato dalla crisi dovuta al Covid. Il Perù riapre ai visitatori. Ecco cosa c’è da sapere per sceglierlo come meta di un viaggio da sogno

Perù
(Getty Images)

L’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 ha letteralmente spazzato via il turismo, sia nazionale che estero. Una dura realtà con la quale fanno i conti tutte le nazioni. Capitali e città d’arte di tutto il mondo vivono una profonda crisi economica per la mancanza dei flussi di viaggiatori. E’ una storia che va avanti dall’inizio della pandemia. Lo ‘stop forzato’ dura ormai da quasi un anno. Una situazione insostenibile, che non risparmia neppure l’Italia con musei, biblioteche, parchi archeologici e altri luoghi della cultura ancora chiusi. Turisti non se ne vedono, neanche col binocolo. E’ lo stesso vale per viaggi religiosi e pellegrinaggi, che fanno da sempre al ricchezza di alcune città italiane tra le quali c’è, indiscutibilmente, Assisi.

Insomma sul turismo, sia nostrano che internazionale, è come se fosse caduta una bomba che ha distrutto un intero indotto. Per l’Italia, tutto il comparto, vale il 13% del Pil nazionale. Non proprio bruscolini. Senza turisti, si ferma tutto: dagli eventi (sagre e fiere) alla ristorazione (la cucina italiana è tra le più apprezzate al mondo), passando per l’agroalimentare, l’alberghiero, lo shopping di lusso e molto altro ancora. L’elenco è davvero lunghissimo. Quando si potrà ripartire? E’ questa la domanda più ricorrente tra gli operatori del settore. Le agenzie di viaggi sono ferme al palo ormai da marzo; non sanno come e quando potranno ritornare a vendere emozioni, con bellissime destinazioni da proporre, sparse in giro per il mondo.

Il coronavirus ha generato non solo un’emergenza sanitaria ma anche una crisi economica gravissima, a livello mondiale. L’Italia non viveva un momento così complesso dalla fine del secondo dopoguerra. Politici ed esperti della comunità scientifica esortano a stringere i denti e a resistere ancora ‘alcuni mesi’ (nessuno osa, però, spingersi più in là con le previsioni). Intanto il turismo, così come altri settori economici, piange lacrime amare. Ma forse s’intravede un po’ di luce in fondo al tunnel. Timidi segnali di ripartenza arrivano da lontano, dal Perù, che torna ad accogliere turisti. Vediamo insieme come.

Covid e turismo: segnali di ripresa arrivano dal Perù

Perù
Machu Picchu (Getty Images)

Buone notizie dal fronte del turismo internazionale. Arrivano timidi segnali di ripresa dall’America del Sud. Anche il Perù torna ad accogliere turisti, mettendo a punto una strategia precisa, con poche e chiare regole da rispettare per entrare nel Paese. A riportare la notizia, sicuramente entusiasmante, è la testata giornalistica SiViaggia.

Il Perù ha deciso di riaprire sia i confini ai viaggiatori europei che alcune delle sue principali attrazioni. A partire dal 15 dicembre, la bellissima destinazione sudamericana ha ripreso i collegamenti con l’Europa, integrando cinque nuove rotte aeree verso Amsterdam, Barcellona, Madrid, Londra e Parigi. Come si diceva poc’anzi, per entrare in Perù, sarà necessario osservare un protocollo specifico. Per prima cosa, i viaggiatori dovranno presentare un test molecolare negativo al Cocid-19 da effettuare, rigorosamente, entro le 72 ore prima della partenza. Inoltre, è obbligatorio compilare con i propri dati una dichiarazione giurata di salute.

Si tratta di adempimenti abbastanza semplici, per il cui scomodo il Perù ripagherà con la sua incredibile bellezza. Il Paese può vantare attrazioni conosciute in tutto il mondo. Si pensi alla Riserva Nazionale Tambopata, vero e proprio paradiso amazzonico, ideale per chi desidera immergersi nella natura. E’ stata riaperta anche la suggestiva fortezza di Kuelap, seppur con ingressi contingentati. E che dire poi dell’incantevole  Machu Picchu, con il suo straordinario sito archeologico patrimonio culturale e naturale dell’umanità. Molte città peruviane, tra cui Lima e la stessa Machu Picchu, hanno ricevuto il bollino Safe Travels della WTTC, che garantisce l’impiego di adeguati protocolli di sicurezza per il benessere dei turisti.

Insomma il Perù è disponibile per essere scelto nella vetrina del turismo internazionale. Il Paese si è aggiunto quindi alla lista delle destinazioni che provano a ripartire nonostante la pandemia, proprio come la Thailandia, l’Oman e le Seychelles.

In Italia il governo ha introdotto restrizioni ancora più severe in vista delle festività natalizie. Il Belpaese sarà in zona rossa per tutti i festivi. ‘Natale solo con i tuoi’, rigorosamente congiunti conviventi (con una piccola deroga che consiste nella possibilità di ospitare in casa solo due estranei al nucleo familiare).

Perù
Machu Picchu (Getty Images)

La ripresa del turismo, in Italia, è ancora lontana. Le festività natalizie 2020 non contribuiranno, purtroppo, ad uscire dalla situazione di stallo. Le speranze sono tutte riposte nella prima metà dell’anno venturo, che è ormai alle porte.