Crisi Covid, tutela settore eventi. Nasce l’organismo unico “Feu”

Crisi Covid: il settore degli eventi è al collasso. E’ nata a Roma “Feu”, organismo unico di tutela per una filiera che vale il 2% del Pil nazionale

E' nata a Roma Feu, organismo unico di tutela per difendere la filiera degli eventi
Covid, in Italia stop agli eventi (Getty Images)

Crisi Covid, l’economia italiana è in ginocchio. A risentirne particolarmente è tutto il settore degli eventi, praticamente in lockdown da marzo, escludendo piccole, limitate e parziali riprese. Molti fatturati sono vicini allo zero e la difficoltà è tutta nel riuscire a coprire i costi vivi di mantenimento delle aziende.

Si tratta di un segmento, con numeri da paura. Include 50 mila addetti ai lavori tra liberi professionisti, piccole e medie imprese, event manager, wedding planner, fioristi, service audio e luci, catering, location, ristoranti, truccatori e parrucchieri, atelier di moda, allestitori, artisti, fotografi, video maker, gioiellerie, fiere, congressi, mostre. Insomma, chi più ne ha più ne metta!

Il settore eventi, per intero, vale il 2% del Pil nazionale. Un comparto che offre un indotto per 560mila operatori e che dà vita, ogni anno, a 400mila appuntamenti. Ai tempi del Covid, la difficoltà maggiore risiede nel fatto che, questa filiera, ha nella “socialità diffusa” (per usare un espressione del Governo) il suo punto di forza. Quindi, è abbastanza difficile rispettare obblighi e divieti.

Comunque, una soluzione la si deve pur trovare. Non è pensabile andare avanti così ancora a lungo. In tal senso ha le idee molto chiare “Filiera Eventi Unita” (Feu), organismo unico nato a Roma per la tutela dell’intero settore eventi.

Gli operatori del comparto chiedono al Governo interventi economici mirati. Ad oggi, a loro dire, è arrivato poco o nulla. Le difficoltà sono tante, molte aziende hanno perso ben oltre il 50% di fatturato. C’è incertezza per il futuro, non si sa quando gli eventi potranno riprendere in Italia. Intanto, le attività, devono far fronte a molte spese fisse.

E’ crisi nera per il comparto delle cerimonie. Il 2020 sarà ricordato come l’anno nero per i matrimoni, molti dei quali rinviati al 2021, ma sempre in un clima di confusione totale. Il Covid sembra aver inghiottito tutte le certezze ed è difficile programmare in serenità qualsiasi cosa, benché meno gli eventi.

Una situazione complessa per la quale gli operatori degli eventi hanno deciso di fare squadra con Feu che, in poche settimane, è già riuscita ad ottenere un’ audizione in Commissione bilancio alla Camera dei Deputati.

Crisi Covid, stop agli eventi: ecco come è nata Feu

Sto agli eventi ai tempi del Covid, nasce Feu per difendere gli eventi
Crisi Covid, settore wedding in ginocchio (Getty Images)

Feu è un movimento di pancia nato dal suo fondatore e attuale presidente Andrea Ceccotti. Tutto è partito da un messaggio Whatsapp che, in pochi giorni, è riuscito a mettere insieme in un gruppo Facebook 2900 iscritti.

All’iniziativa hanno aderito 1800 aziende di settore. Inoltre, l’organismo unico di tutela, può vantare 23 referenti di categoria e un manifesto che sintetizza al meglio tutte le richieste degli operatori.

Andrea Ceccotti ha le idee molto chiare sull’operato dell’associazione. Ne ha parlato al quotidiano Il Tempo.

“Non vogliamo dare risposte – ha spiegato il presidente – vogliamo essere riconosciuti e rispettati come è giusto sia. Perché esistiamo e portiamo nella nostra nazione più di 15 miliardi di euro annui. Feu è un’associazione che vuole provvedere al riconoscimento di equi sostegni per tutto periodo di emergenza da parte delle istituzioni”.

E’ nutrito l’elenco degli interventi urgenti che Feu chiede al Governo. Si parte da aiuti a fondo perduto, detassazioni dei contributi, redditi di emergenza per le partite Iva fino ad arrivare alla sospensione di mutui e leasing.

Aiuti sì, ma serve anche capire, fin da ora, come gli eventi potranno ripartire. In tal senso, gli operatori della filiera chiedono a palazzo Chigi una programmazione mirata, supportata da protocolli di sicurezza di facile applicazione.

“Feu – ha detto Andrea Ceccotti – si pone l’obbiettivo di avanzare nuove strategie per riprogrammare una giusta ripartenza con dei protocolli sanitari adeguati, apertura ai corridoi turistici e bonus”.

La Feu chiede al governo di programmare già da ora la ripresa degli eventi
Restrizioni Covid: chiusi anche teatri, cinema e musei (Getty Images)

Intanto, in Italia, sono chiusi anche cinema, teatri e musei. Una decisione, quella del Governo, che non va giù a Vittorio Sgarbi. Il noto critico d’arte si batte da settimane affinché questi luoghi della cultura, in particolare i musei, possano essere riaperti al pubblico.