Vaccino Covid: nelle piazze la ‘primula’ di Arcuri che fa già discutere

Vaccino Covid-19 in Italia; è già polemica per i padiglioni a forma di primula progettati da Boeri da sistemare nelle piazze italiane. Per l’epidemiologa Stefania Salmaso “non sono adatti ai vaccini”

Primula
(Facebook @OrizzonteScuola.it · Organizzazione)

Vaccino Covid-19, in arrivo nelle piazze italiane 1500 padiglioni a forma di primula per le somministrazioni delle dosi. Un fiore che diventa simbolo di rinascita per una nazione. La quiete (il vaccino) dopo la tempesta (la pandemia). Insomma, una campagna di comunicazione all’insegna della speranza, fortemente voluta dal commissario all’emergenza sanitaria Domenico Arcuri.

Gli stand sono stati progettati da Stefano Boeri, firma prestigiosa dell’architettura made in Italy nel mondo. Si punta su alcune leve persuasive, con l’obiettivo di avvicinare molte persone al vaccino per il quale, al momento, non è prevista alcuna forma di obbligatorietà. La parola d’ordine è sensibilizzazione, nella speranza di raggiungere, nei prossimi mesi, un livello di protezione tale da sconfiggere definitivamente il Covid-19.

Un obiettivo ambizioso, ma non impossibile. La corsa mondiale al vaccino è ormai iniziata. La Gran Bretagna è stata la prima a vaccinare (con qualche piccolo incidente di percorso), seguita a ruota dagli Stati Uniti. In Italia, le prime dosi del vaccino Pfizer arriveranno a gennaio 2021, forse non più alla fine ma, piuttosto, entro la prima quindicina del mese. Il Governo corre veloce per imprimere un’accelerazione.

Intanto, mentre la comunità scientifica italiana è divisa tra gli ottimisti e quelli che, invece, frenano i facili entusiasmi e chiedono più dati sulla sicurezza (come Andrea Crisanti), si lavora sodo per organizzare adeguatamente la logistica.

Per lo stoccaggio delle dosi del vaccino è stato scelto l’hub militare di Pratica di Mare, vicino Roma. Da qui, partiranno le confezioni da destinare in giro per l’Italia. Il commissario Domenico Arcuri, si avvarrà del supporto dell’Esercito Italiano.

Vaccino Covid, Stefania Salmaso critica la ‘primula’

Stefania Salmaso
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“L’Italia rinasce con un fiore”. E’ questo lo spot della campagna di comunicazione che presenta all’opinione pubblica la vaccinazione contro il Covid-19. La primula diventa simbolo di una speranza tutta da ritrovare dopo mesi di buio.

Gli stand di Boeri non sono ancora stati montati nelle piazze italiane, ma è già polemica. A sollevarla è l’epidemiologa Stefania Salmaso che li definisce “poco adatti alla vaccinazione”. La dottoressa ne ha parlato con Adnkronos.

L’epidemiologa boccia le ‘primule’ del Governo e non usa mezzi termini nell’esprimere il suo giudizio. “L’iniziativa mi lascia perplessa. Saranno anche belli esteticamente non lo metto in dubbio – ha detto l’esperta – ma fare le vaccinazioni è una cosa seria e serve un ambiente adatto e con tutti i dispositivi medici del caso. Per questo – ha aggiunto – esistono i centri vaccinali attrezzati. I gazebo nelle piazze, di solito, servono per la raccolte di firme o per iniziative di solidarietà”.

I padiglioni a forma di fiore, nelle intenzioni di Arcuri, saranno protagonisti della seconda fase della campagna vaccinale. Infondere speranza e fiducia: è questo l’obiettivo e ne ha parlato anche Stefano Boeri. Ma saranno luoghi sufficientemente adeguati per somministrare tante dosi del farmaco? Su questo punto, la Salmaso, sembra essere molto scettica.

Intanto, in attesa che si proceda alla distribuzione delle dosi del vaccino (quello di Pfizer è in pole position), monta la polemica per le misure restrittive adottate dal Governo con il Dpcm Natale. A palazzo Chigi si valuta persino l’introduzione di altri divieti. Sul tavolo ci sarebbe anche l’ipotesi di un nuovo lockdown generalizzato con durata di 8 giorni. A spaventare sono state le immagini dello scorso weekend, con gli italiani in strada per fare gli acquisti di Natale in una situazione migliore, con quasi tutte le regioni in zona gialla.

Immagini inaccettabili per il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, per il quale “serve subito un lockdown generalizzato” in vista del Natale. Una prospettiva troppo dura per Matteo Bassetti secondo cui la curva dei contagi è in calo e, quindi, non è necessaria una nuova serrata. Insomma, per Bassetti, sì al rigore ma con un maggiore buon senso nell’applicare le misure restrittive.

Anche la Salmaso ha espresso dubbi sul fatto che ‘mettere sotto chiave gli italiani’ per qualche giorno possa essere davvero utile. “In Italia – ha detto la dottoressa – ancora non si è esaurita la circolazione del virus, abbiamo un’incidenza di casi alta che riguarda ancora gran parte del Paese. I dati però ci dicono anche – ha sottolineato – che gli anziani, la fascia più colpita dai decessi nelle ultime settimane, si contagiano in famiglia e non fuori: quindi non è detto che stare tutti dentro casa a Natale possa davvero servire”.

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(Getty Images)

Nuovo lockdown sì o no? Le prossime ore potrebbero essere decisive. Si prospettano, quindi, festività sempre più blindate, da trascorrere rigorosamente a casa e solo con i congiunti conviventi.