Dpcm Natale, stop spostamenti tra comuni. Si va verso la deroga

Braccio di ferro sul nuovo Dpcm Natale. Pressing delle Regioni affinché venga allentato il divieto di spostamento tra comuni. Il Governo sarebbe intenzionato a concedere una deroga

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Nuovo Dpcm Natale, stop agli spostamenti tra regioni e comuni a partire dal prossimo 21 dicembre e fino al 6 gennaio 2021. La misura restrittiva blinderà tutti i rossi in calendario che ricadono in questo periodo. Sarà possibile festeggiare Natale, Santo Stefano, Capodanno ed Epifania solo con i familiari conviventi, proprio come raccomandato dal Governo.

Il divieto non piace ai governatori; su tutti c’è Giovanni Toti, che sta dando battaglia da giorni. Le Regioni chiedono al Governo di ripensarci, soprattutto per quelle persone che vivono nei piccoli comuni dove, la linea di confine con un’altra municipalità, talvolta è davvero sottilissima. La decisione dell’esecutivo di Roma, per i presidenti delle Regioni, rischia di creare una ‘disparità sociale’ tra coloro che vivono nelle grandi città e quelli che, invece, sono residenti nei piccoli centri (5498 in tutta Italia, con meno di 5mila abitanti).

Il pressing su Giuseppe Conte va avanti da giorni. Anche il leader delle Lega, Matteo Salvini, ha chiesto al premier di allentare il divieto, in considerazione di alcuni casi specifici. In soldoni viene chiesto che, almeno agli anziani, venga concessa la possibilità di trascorrere le festività con i propri figli, che magari lavorano lontani dalla regione d’origine.

Stando ad alcune indiscrezioni dell’ultima ora, il presidente del Consiglio sarebbe deciso a fare un passo indietro sul divieto di spostamento tra i comuni. Ci sarebbe, quindi, la volontà di andare incontro alle richieste delle Regioni. Le prossime ore potrebbero essere quindi decisive.

L’ipotesi di apertura del premier non piacerebbe però a Roberto Speranza, che sarebbe contrario ad ogni tipo di allentamento delle limitazioni. “In queste fase non possiamo permetterci spostamenti che non siano necessari”. Queste le parole del ministro della Salute ai microfoni di La7, che è preoccupato soprattutto per la mobilità da ‘bollino rosso’ che si potrebbe avere nei giorni di festa, con una revisione delle restrizioni.

Speranza è categorico. Per lui: “Serve rigore perché siamo in una fase ancora molto delicata”. Ciò che fa paura al ministro e a quelli che, come lui, fanno parte dell’ala più rigorista del Governo, è un’eventuale impennata dei contagi con l’inizio del nuovo anno. Si teme la terza ondata e si cerca di evitarla ad ogni costo.

La questione è spinosa. Le opinioni sono contrastanti anche tra medici, divisi tra fautori del pugno duro e sostenitori di una maggiore apertura sui divieti. L’infettivologo Matteo Bassetti fa parte delle seconda categoria e chiede buon senso al Governo.

Dpcm Natale, stop mobilità tra comuni. Il Papa anticipa la Messa

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Era nell’aria già da alcuni giorni ma, ora, c’è l’ufficialità. Papa Francesco, in ottemperanza alle misure restrittive del Governo, ha deciso di anticipare alle 19.30 la Messa di Natale. Bergoglio ha spiegato ai fedeli che anche durante le altre tradizionali celebrazioni natalizie sarà necessario “evitare il rischio di assembramento, come disposto dalle autorità civili, alle quali dobbiamo obbedire”.

Con la sua decisione, il Papa, fa sì che la Chiesa potrà celebrare tutti i riti giusto in tempo, prima che scatti il coprifuoco delle 22. In ogni caso, potranno partecipare soltanto pochi fedeli e, questo, per evitare assembramenti.

Il Santo Padre ha voluto dare l’esempio a tutti i vescovi e parroci italiani. La linea da seguire dovrà essere quella di vivere la celebrazione della messa della notte di Natale con prudenza, rispettando le regole del Governo, per tutelare la salute di tutti.

Anche la Conferenza Episcopale Italiana è allineata con la scelta del pontefice. In una nota ufficiale si legge che “le liturgie e gli incontri comunitari” saranno soggetti “a una cura particolare e alla prudenza”. Tutto questo però, per la Cei, “non deve scoraggiarci perché, in questi mesi, è apparso chiaro come sia possibile celebrare nelle comunità in condizioni di sicurezza, nella piena osservanza delle norme”.

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Insomma Stato italiano e Vaticano scelgono la strada del dialogo, della collaborazione reciproca, in un periodo così delicato.