Polemica Covid-19, medico ricoverato “bacchetta” Conte

Un medico ricoverato in terapia intensiva per Covid attacca Conte
Reparto Covid (Getty Images)

Covid-19, nuova polemica. Un medico di famiglia padovano, in terapia intensiva per aver contratto l’infezione, “accusa” il premier Giuseppe Conte. Tutto lo sfogo in una lettera

Un medico ricoverato in terapia intensiva per Covid attacca Conte
Reparto Covid (Getty Images)

Covid-19, scoppia una nuova polemica. Il protagonista è uno dei tanti ricoverati in terapia intensiva. Ha contratto l’infezione da Coronavirus. Si tratta di Domenico Minasola, medico di famiglia, che è finito dall’altro lato della barricata. Una condizione molto dura, che lo ha messo faccia a faccia, ancora di più, con le tante criticità dell’emergenza sanitaria.

E’ duro lo sfogo del camice bianco e confluisce tutto in una lettera indirizzata al premier Giuseppe Conte .“Caro presidente, sono un medico di famiglia ricoverato in terapia semintensiva con una polmonite bilateralenon so se rivedrò mia moglie e i miei figli“. Questo è l’incipit, duro e lucido. Lo scrivente mette anche in conto la possibilità di non farcela.

La lettera del 59enne medico di Padova, ripresa da Repubblica, è carica di rammarico per molte cose che non hanno funzionato nella gestione dell’emergenza sanitaria. “Da questo letto – dice Minasola rivolgendosi al primo ministromi sento di dirle che lei dovrebbe rimuovere chi non è stato all’altezza della situazione“.

Il medico di famiglia è ricoverato in ospedale dallo scorso 24 novembre. Non sono ancora chiare le cause del suo contagio. Forse ha contratto il virus a causa dei tanti tamponi effettuati. Al medico non importa tanto sapere dove e quando si è ammalato ma, piuttosto, sente di dover parlare a nome della categoria a cui appartiene, in prima linea da mesi.

L’accusa a Conte è precisa. “I suoi collaboratori – prosegue Minasola – non hanno capito che gli studi dei medici di famiglia sono diventati ambulatori Covid. Quindi andavano protetti con procedure e indicazioni di sicurezza che non sono mai arrivate”.

In effetti la cosiddetta medicina del territorio è in affanno. Spesso si lavora avendo pochi mezzi a disposizione. In alcune aree d’Italia, poi, l’emergenza sanitaria morde particolarmente e s’aggiungono altri problemi, come quello della mancanza di bombole d’ossigeno per i pazienti Covid in isolamento domiciliare.

Queste difficoltà, il medico di Padova ricoverato le conosce bene, ecco perché denuncia “la mancanza di tute di protezione e scafandri” per lui e i suoi colleghi a fronte “soltanto di mascherine e camici”. L’uomo, con la sua lettera, evidenzia quindi molte falle.

Per Minasola ci sarebbe voluta una maggiore organizzazione da parte del ministero della Salute e del comitato tecnico scientifico, che doveva dare disposizioni precise di protezione individuale e non solo imporre nuove misure verso gli assistiti”.

La lettera è diventata virale tramite Whatsapp. La storia, come si diceva, è stata raccontata anche da Repubblica. Il messaggio del medico è corredato da immagini girate con lo smartphone, che lo mostrano attaccato ad un respiratore.

Sono uno dei tanti medici vittima del servizio – scrive Minasola – mi hanno sempre insegnato a rispettare le istituzioni, ma sono indignato dal comportamento dei suoi comitati e dei commissari che si sono fatti trovare impreparati in questa seconda ondata di pandemia”.

Per il dottore, proprio perché era stata prevista mesi prima, già ad aprile, la seconda ondata doveva essere assolutamente evitata. Ma non è stato così e l’Italia, ora, cerca di arginare la diffusione dei contagi a colpi di Dpcm. E’ attesa per quello che entrerà in vigore dopo il 3 dicembre e che indicherà le nuove restrizioni per le festività natalizie.

Polemica Covid, Minasola a Conte: “Agire subito”

Emergenza Covid un medico di famiglia ricoverato in terapia intensiva attacca Conte
Cure in reparto Covid (Getty Images)

E’ duro lo sfogo di Minasola che non fa sconti a nessuno, neppure a Giuseppe Conte. Sono tante le difficoltà quotidiane per i medici di famiglia. “La protezione e le sanificazioni degli ambulatori – tuona il 59enne – le abbiamo sempre dovute organizzare noi, ma perché devo rischiare la mia vita quando c’è chi passa le giornate a commentare l’indice Rt?“.

Minasola, che sente il bisogno di farsi portavoce di un’intera categoria, chiede che si cambi rotta, subito, perché è davvero difficile andare avanti a queste condizioni.

La lettera-denuncia si chiude con un appello accorato rivolto al Presidente del Consiglio.

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Il 118 in prima linea nella lotta al Covid (Getty Images)

“Io mi rivolgo a Conte – dice il medico dalla terapia intensiva – mi aspetto la sua vicinanza e, soprattutto, che agisca subito: se c’è da migliorare qualcosa, bisogna farlo adesso. Questa è una battaglia che dobbiamo vincere e affrontare tutti insieme”.