Covid-19: tra gli effetti indiretti aumenta l’obesità nei bambini

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Tra gli effetti indiretti del Covid-19 assistiamo all’aumento dell’obesità nei bambini, complici il lockdown e una vita più sedentaria. 

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Purtroppo se da un lato il Covid-19 è meno aggressivo con i bambini secondo molti studi, dall’altro è causa di effetti indiretti che vanno comunque ad incidere sulla salute dei più piccoli e degli adolescenti.

Complici il lockdown e una vita più sedentaria si registra un aumento dell’obesità infantile, uno dei tanti effetti negativi del nuovo Coronavirus. In merito esistono anche degli studi che lo dimostrano.

Vediamo allora quali sono i danni che la pandemia provoca nelle giovani generazioni e come si può cercare di porre rimedio. Stili di vita corretti e alimentazione controllata dovranno essere le basi su cui costruire le nuove generazioni.

Lo studio italiano sull’aumento dell’obesità nei bambini durante il lockdown

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Che la pandemia da Coronavirus provochi molti effetti indiretti sulla salute è cosa ormai risaputa. Abbiamo visto come nel corso di questi mesi a causa del Covid-19, sia ad esempio triplicato nel Lazio il numero di bambini nati morti, questo perché tante mamme per paura di contrarre il virus non si sono sottoposte alle visite di routine. 

Nn solo, secondo un recente studio a cause dei vaccini saltati durante la pandemia potrebbe esserci nel 2021 una nuova ondata di morbillo. 

Tra gli effetti negativi del Covid-19 però c’è anche un aumento dell’obesità nei bambini. A dirlo uno studio italiano pubblicato sulla rivista Obesity, realizzato su 41 bambini e adolescenti confinati in casa la primavera scorsa durante il lockdown. 

Secondo tale studio c’è stato un incremento significativo rispetto a prima della pandemia del numero di pasti giornalieri e del consumo di patatine fritte, carne rossa e bevande zuccherate.

Abitudini alimentari sbagliate, unite all’incremento del tempo passato di fronte a televisione, tablet e cellulari e minore attività fisica portano ad un aumento di peso nei minori e nei giovani.

Esiste inoltre anche un altro studio su Pediatric Obesity, condotto su bambini e giovani spagnoli normopeso, che mostra dati sovrapponibili a quelli dei bambini e giovani italiani. Questo sia per quanto concerne l’aumento del tempo trascorso davanti agli schermi che per scarsa attività fisica.

“Questa seconda pubblicazione – aggiunge Annamaria Staiano, ordinario di pediatria all’Università Federico II di Napoli e vicepresidente Sip – ha analizzato anche i fattori socio-culturali correlati ai risultati, trovando che la riduzione dell’attività fisica era sensibilmente più marcata nei figli di madri straniere o con titolo di studio più basso”, si legge su Repubblica.it.

Questo sta a significare che la laddove ci sono situazioni socio-economiche modeste anche gli stili di vita errati peggiorano.

“Uno dei rischi correlati alla pandemia e al lockdown è il peggioramento delle disparità sociali, che sono in stretta relazione con la salute: stili di vita e alimentazione sbagliati a lungo termine si correlano a patologie croniche, prima tra tutte il l’obesità, che si associano ad un aumento della morbilità e mortalità”, prosegue Staiano su Repubblica.it.

La situazione in Italia da questo punto di vista vede 1 milione e 137mila minori in povertà assoluta (secondo i dati Istat). Al sud il 10% delle famiglie è in uno stato di povertà, ecco perché dice Staiano “andrebbe posta più attenzione al rischio che la pandemia aggravi la condizione di famiglie che si trovano già in difficoltà, si tratta di tanti bambini”.

Secondo Save the Children entro fine anno addirittura 1 milione di bambini in più potrebbero cadere nella povertà assoluta.

Abbiamo visto di recente come la Società Italiana di Pediatria abbia comunicato sulla base dei dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità i dati relativi ai contagi e decessi in età pediatrica. 

Anche se i danni diretti del Covid-19 non sono così devastanti sui più piccoli, quelli indiretti rischiano invece di fare più danni. “Epidemia da Sars-Cov-2 e epidemia di obesità sono strettamente connesse: la noia, la sedentarietà spingono a un maggior consumo di alimenti calorici favorendo il sovrappeso, che a sua volta è un fattore di rischio per il Covid-19″, sottolinea ancora Staiano, come di legge sul Sole24ore.

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Ecco perché secondo Rino Agostiniani, vicepresidente Sip:  “È urgente l’apertura delle scuole in presenza per evitare che alla crisi sanitaria ed economica se ne aggiunga una educativa e sociale”.

(Fonti: Repubblica.it e Ilsole24ore.com)