Covid, nuovo studio: “L’epidemia si blocca in 6 settimane”

Un nuovo studio sul Covid-19 dell’Università di Harward utilizza un modello matematico secondo il quale, l’epidemia, sarebbe arginabile in sei settimane

Covid, nuovo studio dell'Università di Harward
Un nuovo studio sul Covid-19 arriva dall’Università di Harward (Pixabay)

Emergenza sanitaria: corre ancora veloce in tutto il mondo. Si lavora senza sosta per contenere i contagi ma, contemporaneamente, si cerca di conoscere sempre meglio il Covid-19.

Gli studi sul virus si susseguono a ritmo incessante. Dopo quella condotta dall’Università di Cagliari sui “geni particolari” dei sardi, arriva ora un’altra ricerca, questa volta portata avanti dalle Università di Harward e del Colorado di Boulder.

Secondo questo nuovo studio un programma di test rapidi a tappeto (il Veneto ne sta sperimentando uno fai da te che funziona come un test di gravidanza) sarebbe efficace per mettere fine all’epidemia di Covid-19 in breve tempo, in sole sei settimane.

Secondo i ricercatori, pianificare una campagna di test di massa potrebbe servire a rintracciare tutti i soggetti asintomatici. In effetti, così si è proceduto in Alto Adige, dove il 60% della popolazione è stato sottoposto a screening.

Per gli scienziati i test rapidi di massa, seppur meno affidabili rispetto al tampone naso-faringeo tradizionale, hanno però il vantaggio di poter aiutare le autorità sanitarie a decidere interventi più mirati, evitando così i lunghi lockdown, che hanno conseguenze drammatiche sulle economie nazionali.

Inoltre, stando alla ricerca, i test rapidi andrebbero preferiti al tampone per altri due motivi: costano di meno e danno risultati in pochi minuti.

Le differenze, le ha spiegate nel dettaglio coordinatore dello studio.

“A livello di sanità pubblica, è meglio avere test meno attendibili con risultati in giornata piuttosto che test più affidabili ma che danno l’esito il giorno dopo” – ha commentato Daniel Larremore aggiungendo – in questo modo, si potrebbero tenere a casa solo quelli effettivamente contagiati, lasciando tutti gli altri liberi di uscire”.

Lo scienziato boccia dunque la linea del lockdown indiscriminato. E’ più favorevole a restrizioni mirate, perché non tutti i soggetti veicolano il virus.

Lo studio delle due università si basa su modelli matematici e ha concluso che, facendo test rapidi ai 3/4 della popolazione di una città ogni tre giorni, si potrebbe ridurrebbe il numero degli infetti dell’88%. Si tratta di una percentuale che, per gli scienziati, sarebbe sufficiente a porre fine all’epidemia nel giro di sei settimane”.

Inoltre, come ha sottolineato Michael Mina, co-autore dello studio, “i test rapidi sono prove di contagiosità, molto efficaci nel rilevare il coronavirus quando le persone sono contagiose”.

Covid e lockdown, alcuni studi: “Guai per la psiche”

secondo alcuni studi il lockdown provocherebbe conseguenze sulla psiche
Covid e lockdown: conseguenze sulla psiche (Adobe Stock

Dopo quella del Covid-19 ci sarà un’epidemia di ricadute psicologiche. Su questo sembrano concordare diversi esperti del settore. In questi lunghi mesi di emergenza , tra aperturestop and go“, restrizioni sempre più severe e serrate totali, i livelli di stress e ansia sono cresciuti in gran parte delle popolazione. Il tutto è comprovato dall’aumento delle vendite di alcuni farmaci.

In particolare, ad impattare sulla salute mentale, è il distanziamento sociale, che annulla praticamente ogni tipo di relazione umana. Un disagio diffuso per il quale, secondo gli studiosi, le conseguenze saranno sul breve e lungo termine.

Nessuno sembra essere immune dalla sensazione di una sorta di stanchezza psico-fisica. Anche il sonno, in molti casi, non è più quello di prima, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Covid, cresce stress e ansia nelle persone
Il Covid genera stress e ansia (Adobe Stock)

Insomma sembra un male comune (ma chissà se, però, è un mezzo gaudio). Anche le persone non direttamente interessate dalla malattia stanno patendo gli effetti della solitudine, dell’interruzione di attività basilari (si pensi alla scuola) e della convivenza forzata in contesti familiari instabili e, spesso, molto violenti.