Covid, test rapido fai da te in Veneto. Ecco come funziona

Avviata in Veneto la sperimentazione dei test d’autodiagnosi per il Covid-19. Il risultato si ottiene in pochi minuti. Luca Zaia: “Si acquisteranno in farmacia per pochi euro”

Arriva dal veneto il primo test rapido fai da te per il covid
Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia (Getty Images)

Arrivano dal Veneto buone notizie sul fronte dell’emergenza sanitaria. E’ partita ufficialmente la sperimentazione di un test rapido fai da te per la diagnosi del Covid-19. Un risultato importante, che potrebbe contribuire ad allentare notevolmente la pressione sulle strutture ospedaliere.

Anche se la curva dei contagi inizia a decelerare, i nuovi positivi sono ancora tanti e c’è bisogno di diagnosticare più rapidamente le infezioni contratte. Così facendo, si gestirebbero meglio i ricoveri ospedalieri, con conseguente risparmio di tempo e denaro, per una migliore gestione dell’emergenza.

Efficacia e velocità: queste sono le caratteristiche principali del kit che arriva dal Veneto, molto simile ad un comune test di gravidanza. La sperimentazione è partita ieri e andrà avanti per tutto il tempo necessario a testare 5mila test, in 4-5 laboratori veneti di microbiologia. La parola passerà poi all’Istituto Superiore di Sanità per la validazione.

Soddisfatto Luca Zaia che ha fatto in diretta il test, per mostrarne il funzionamento. Il Governatore del Veneto ha annunciato che “i test si acquisteranno in farmacia per pochi euro”.

COME FUNZIONA IL TEST – Si procede un po’ come per il test di gravidanza. Il kit comprende un cotton fioc per il tampone, che va infilato nelle narici, ma senza andare troppo in profondità. Fatto questo, il cotton fioc dovrà essere immerso in un reagente contenuto in una provetta di plastica, anch’essa inclusa nel kit. Dopo qualche minuto, lo stesso liquido dovrà essere versato su una sorta di piccola scatola-tester. Nel giro di 15 minuti compariranno delle linee: con una si è negativi, con due, invece, positivi.

Questa, se validata dall’Iss, sarà una vera e propria rivoluzione – ha commentato Zaia aggiungendo – ancora una volta il Veneto dà un valido contributo”.

Covid, test rapido in Veneto. Quanto costerà?

Il test rapido per il Covid sperimentato in Veneto costerà poco
Luca Zaia (Getty Images)

Non è ancora possibile sapere di preciso quanto costerà il test rapido fai da te. In ogni caso il prezzo non sarà proibitivo, considerate le affermazioni di Luca Zaia, che ha parlato di soli “pochi euro”. C’è ragione di credere che sarà così visto che test simili, validati dalla Fda (Food and drug administration) hanno un costo di circa 5 dollari, poco più di 4 euro.

Per quanto riguarda l’affidabilità del test del Veneto la difficoltà principale (un po’ come per tutti i test rapidi) è rappresentata dai falsi negativi. Questo perché, in test simili, la ricerca non è diretta al materiale genetico (a differenza dei tamponi molecolari), ma riguarda le proteine superficiali tipiche del virus, che non sempre vengono rilevate in maniera attendibile. Per tutti questi motivi Zaia ha parlato di “qualche errore” nei risultati dei test rapidi.

Comunque, sono tante le aspettative riposte in questo tipo di test che, senza dubbio, rappresenta una rivoluzione. Si punta ad un nuovo approccio nella diagnosi del coronavirus. Qualora dovesse arrivare il via libera da parte dell’ISS, questi kit permetterebbero di effettuare uno screening più capillare e, quindi, di avere un quadro più preciso della diffusione del contagio sull’intero territorio nazionale. Si apporterebbe un contributo di qualità anche alla gestione dell’emergenza sanitaria, nel suo complesso.

In attesa della disponibilità di nuovi strumenti diagnostici, l’Italia è divisa in tre ed è scontro Stato-Regioni sui colori del territorio.

Covid, i kit rapidi del Veneto costeranno pochi euro
Tampone Cocid-19 (Getty Images)

Ogni governatore vorrebbe salvaguardare il più possibile la propria regione dalla crisi economica, soprattutto in vista del Natale che, a detta di moti esperti tra i quali il professor Massimo Galli, sarà molto diverso. Si punta comunque a dare una boccata d’ossigeno alle attività commerciali, entro i limiti delle restrizioni. Serve ancora tanta pazienza e, la speranza, è di trovare il tanto sospirato vaccino sotto l’albero.