Covid-19, per Lopalco: “Diventerà endemico, non andrà più via”

Covid-19? “Non andrà più via” secondo Pier Luigi Lopalco. L’epidemiologo sostiene che il virus, con il tempo, diventerà endemico, restando così tra noi

Per l'epidemiologo Lopalco di dovrà convivere col Covid
Pier Luigi Lopalco ([email protected] · Scienziato)

Covid-19, emergenza sanitaria: corre veloce la diffusione del virus in tutta Italia. Mesi difficili, di dura lotta contro un nemico invisibile, che non accenna neppure alla ritirata. Il territorio nazionale si è tinto dei colori dell’emergenza: tre aree di rischio per le quali è scontro Stato-Regioni.

Una battaglia durissima, che vede impegnati in prima linea medici, infermieri operatori. Si cerca di diagnosticare e curare il più possibile, ma persistono alcune difficoltà. Scarseggiano i posti letto per la degenza ordinaria e la situazione è critica anche per le terapie intensive, al limite della saturazione.

Quando andrà via il virus? Quando finirà la pandemia nel mondo e, con essa, l’emergenza sanitaria in Italia? Queste sono due delle domande più ricorrenti alle quali cercano di rispondere virologi ed epidemiologici.

Nel panorama delle opinioni, colpisce quella del professor Pier Luigi Lopalco, attuale assessore alla Sanità per la Regione Puglia. Per l’epidemiologo “il virus non andrà più via”.

Un’affermazione che, letta così, fa venire il magone. Un approfondimento è, quindi, d’obbligo. Per lo scienziato “il Covid-19 diventerà, proprio come l’influenza, una malattia stagionale e non andrà più via”. Il futuro potrebbe quindi riservarci una convivenza, accorta e serena il più possibile, con un virus endemico.

Al momento l’Italia, a detta di molti esperti, è nel pieno della seconda ondata. Si poteva fare di più e meglio per evitarla? Forse, chissà. Anche su questo argomento, il pensiero di Lopalco è netto. “Ci sarebbe comunque stata una seconda ondata anche se avessimo allungato un po’ il lockdown dello scorso marzo – ha detto in collegamento con Un Giorno da Pecora su Radio Rai 1 perché comunque questo virus continua a circolare in modo completamente nascosto”. L’epidemiologo ha poi sottolineato: “Ormai è un virus endemico e non andrà più via”.

Una visione, quella di Lopalco, che cozza con quella di altri scienziati che, invece, sostengono che il virus andrà via definitivamente. In ogni caso, però, tutti concordano sul fatto che ci vorranno ancora alcuni mesi per uscire dall’emergenza e che, nell’attesa, serve ancora molta cautela.

Covid, lieve calo della curva. Lopalco: “La strada è lunga”

Covid-19, calo della curva. per Lopalco la strada è ancora lunga
Pier Luigi Lopalco (Facebook @PLopalcoPublic · Scienziato)

Il professor Pier Luigi Lopalco ci va con i piedi di piombo nel commentare la notizia di una lieve decelerazione, su scala nazionale, della curva dei contagi. Per lui serve ancora tempo e frena i facili entusiasmi. Invita alla cautela e lancia un duro monito. “La strada è ancora lunga – ha scritto su Facebook l’epidemiologo aggiungendo – ascolto con sconcerto parole di rassicurazione ed ottimismo intorno al fatto che la velocità del contagio stia rallentando. Il problema è che, se tutti lo ripetono, la gente poi ci crede“.

L’epidemiologo si guarda bene di indorare la pillola. E’ un fiume in piena. “Siamo ben lontani dal cantare vittoria. La pressione sui servizi sanitari nelle prossime settimane continuerà ad aumentare. Si stabilizzerà – ha spiegato Lopalco – solo quando il numero di nuovi ricoveri sarà pari al numero di dimissioni. E si allenterà solo quando le dimissioni saranno superiori ai ricoveri”.

Per Lopalco la parola d’ordine è prudenza. Si potrà tirare un sospiro di sollievo solo quando la pressione sulle strutture ospedaliere diminuirà in modo significativo.

Emergenza Covid, Lopalco frena i facili entusiasmi
Reparto Covid (Getty Images)

Intanto, cresce l’attesa per la distribuzione dei vaccini anti-covid. Quattro sono in dirittura d’arrivo. In pole position ci sono Stati Uniti e Cina. Tra i più promettenti c’è quello prodotto dalla causa farmaceutica Moderna, con un efficacia del 94,5% e più facile da conservare In Italia, le prime dosi di vaccino per il coronavirus, potrebbero arrivare già a metà gennaio 2021. L’Unione Europea ha firmato con con Pfizer-BioNTech un accordo per 200 milioni di dosi iniziali: di queste, l’Italia ne riceverà 27 milioni.