Covid, corsa mondiale al vaccino. Quali Paesi lo avranno prima?

vaccino anti-covid-19 bambini
(Adobe Stock)

E’ una sfida globale quella per il vaccino anti-covid. Centinaia di milioni di dosi da distribuire, progressivamente, in tutto il mondo. Usa e Cina in pole position

Nel mondo si corre veloce per il vaccino covid
Sforzo globale per il vaccino Covid-19 (Adobe Stock)

Uno sforzo quasi sovraumano quello messo in campo dalla comunità scientifica internazionale per il vaccino anti-covid. Circa180 le sperimentazioni aperte nel mondo, ma sono in dirittura d’arrivo solo cinque vaccini dei gruppi farmaceutici AstraZeneca-Irbm, Johnson&Johnson, Novovax, Moderma e Pfizer BioNTech). A questi, s’aggiunga pure quello russo Sputnik 5, con molti detrattori in Europa, ma che può vantare il primo volontario (e ad oggi unico straniero) italiano.

Al momento, la sfida è tutta aperta fra Pfizer BioNTech (il cui vaccino è efficace al 90% e si conserva solo a temperature molto basse) e Moderna, che ha sviluppato un vaccino con un’efficacia del 94,5%, facile da conservare (e quindi da distribuire) perché si mantiene stabile anche temperature relativamente basse, tra i 2 °C e i -8 °C.

I Paesi lottano per ricevere le prime dosi del vaccino prima degli altri. Tra accordi fra Big Pharma e governi, promesse dell’Unione europea e annunci di finanziamenti miliardari a sostegno delle ultime ricerche, la posta in gioco è sempre più alta. In ballo c’è la credibilità della nazione che si rivelerà come “leader” agli occhi del mondo. La leadership nel contesto geo-politico permetterà, al Paese che l’avrà conquistata, di rilanciare subito la sua economia, uscendo così dalla crisi.

Ma quali saranno i paesi a ricevere per primi il vaccino? Sicuramente quelli ricchi sono in pole position. In particolare le potenze Stati Uniti e Cina, con 4 vaccini ciascuna, sono al vertice della classifica mondiale. Ma anche l’Europa si trova in una buona posizione.

Per quanto riguarda il vaccino Pfizer BioNTech, se incasserà l’ok della Food and Drug Administration (Fda) le prime dosi negli Usa verranno distribuite già per fine dicembre 2020, così come annunciato dal virologo di fama mondiale Anthony Fauci. A seguire, verranno poi Gran Bretagna e Stati Ue.

Con l’Ue la Pfizer ha firmato degli accordi per fornire 200 milioni di dosi iniziali (potrebbero poi arrivare, successivamente, altre 100 milioni di confezioni). Per la prima fase, l’Italia riceverà 27 milioni di dosi, ma non prima della metà di gennaio 2021.

Ogni nazione vuole uscire dalla pandemia e guarda al futuro nell’ottica del vaccino. Ma alcuni esperti della comunità scientifica internazionale premono affinché i vaccini anti-covid vengano considerati beni primari per tutti e siano, quindi, disponibili ad un costo molto contenuto.

Covid, corsa al vaccino. Ecco i Paesi più penalizzati

Vaccino anti-covid: si lavora affinchè venga considerato bene primario
Molti esperti chiedono che i vaccini per il Covid-19 abbiano un prezzo accessibile a tutti (Getty Images)

Nella corsa al vaccino ci sono alcuni Paesi che rischiano di essere più penalizzati. E’ questo il timore di molte agenzie sanitarie internazionali che pensano che, gli accordi chiusi dalle grandi multinazionali del farmaco, tendano ad assicurare un canale preferenziale ai propri cittadini. Se così fosse, i Paesi del Terzo Mondo rischierebbero di restare mille passi indietro.

Per evitare che tutto questo possa accadere l’OMS, in collaborazione con altre organizzazioni internazionali anche non governative, ha istituito COVAX (Covid-19 Vaccine Global Access). Si tratta di un meccanismo solidale di impegno sul mercato per i vaccini anti-coronavirus. L’obiettivo è quello di garantire a tutti (e in tutto il mondo) un accesso veloce e equo ai vaccini.

La Pfizer corre in pole position per il vaccino anti-covid
La Pfizer-BioNTech è in pole position per il vaccino anti-coronavirus (Getty Images)

Nessuna discriminazione sulla pelle dei più deboli. Questo è quindi l’orientamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tutti dovranno avere la stessa possibilità di accedere ai vaccini e, soprattutto, in tempi ragionevoli.