Violenza sulle donne: stalker uccide una ragazza dopo 5 anni e 13 denunce

Succede in Argentina, l’ennesimo caso di violenza sulle donne: stalker uccide la vittima dopo 13 denunce e 5 anni. La storia.

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la giovane donna vittima di femminicidio (fonte: Twitter)

Si chiamava Paola Estefanìa Tacacho, aveva 32 anni e faceva l’insegnante d’inglese.

Negli ultimi anni, gli ultimi cinque per la precisione, aveva vissuto in un incubo: quello di avere uno stalker, violento e spaventoso.

Innumerevoli le denunce che, purtroppo, non hanno portato a niente: l’assassino l’ha accoltellata a morte sotto casa.

Violenza sulle donne: stalker uccide a coltellate la vittima dopo cinque anni

A causa del femminicidio di Paola Estefania Tacacho, parenti, amici e organizzazioni sociali chiederanno che siano indagati i pubblici ministeri ei giudici che “non hanno ascoltato” le sue 13 denunce. Questo pomeriggio alle 18:00 marceranno in Plaza 9 de Julio a Tucumán Capitale.

Questo è solo uno dei tantissimi tweet che hanno invaso i social media, dove questo ennesimo caso di femminicidio, infatti, ha fatto molto scalpore.

Paola Estefanìa Tacacho, purtroppo, è morta assassinata.
A concorrere alla sua omicidio, infatti, non è solo lo stalker ed assassino Mauricio Parada Parejas ma tutto il sistema giuridico argentino.

La giovane, infatti, veniva sistematicamente perseguitata dal 2015: cioè da cinque, lunghissimi, anni.
Non solo: Paola aveva anche denunciato lo stalker per un totale di 13 volte.
Tutte denunce archiviate dal giudice, che adduceva come motivazione la mancanza di “spazio fisico” per tutte quelle pratiche nel suo ufficio.

Il caso, terribile, ha angosciato tutta l’Argentina: è stata indetta per oggi 2 Novembre 2020 una manifestazione di piazza.
A chiederla, a gran voce, sono i familiari e la compagna della ragazza decisi a denunciare quanto accaduto.
L’omicida, infatti, proverrebbe da una famiglia importante e, proprio per questo motivo, sarebbe stato lasciato libero di comportarsi come voleva.
Da parte dei familiari del killer, quindi, solo labili dichiarazioni riguardo una presunta infermità mentale.

Nel frattempo l’omicida, un ex studente della scuola “Mark Twain College” dove la giovane vittima insegnava inglese, ha molestato e minacciato indisturbato Paola per anni.
Secondo alcuni testimoni, infatti, tutto sarebbe iniziato a scuola dove Parejas avrebbe recepito male l’arrivo di alcuni brutti voti.
La reazione, spropositata, era diretta verso tre insegnanti.
Dopo poco, però, il ragazzo ha deciso di concentrare le sue attenzioni su Paola.
Aveva imparato le sue abitudini e la seguiva per strada fino alla scuola od alla palestra. Mandava messaggi osceni e violenti, creava falsi profili Facebook a nome di Paola con i quali scriveva ad amici e conoscenti.

Paola, nel frattempo, aveva cancellato tutti i profili social per proteggersi e lo aveva denunciato non meno di 13 volte.

Purtroppo è stato tutto inutile.

Alle 21.30 dello scorso sabato, l’assassino ha ucciso Paola, accoltellandola ripetutamente.
La ragazza si trovava in strada, era appena tornata dalla palestra; ha tentato di scappare ma non c’è stato nulla da fare.
Difendersi dalla furia dello stalker si è rivelato impossibile.

Justicia por Paola Estefanía Tacacho.
Basta de femicidios.
Basta de crímenes de odio
El Estado es responsable

Desde…

Pubblicato da Marcha del Orgullo Tucumán su Sabato 31 ottobre 2020

Paola ha compilato l’ultima denuncia solo il 29 Maggio scorso; nessuno, però, l’ha accolta.
In questa ultima querela Paola si rivolgeva all’ex studente, alla famiglia di lui e, in ultima battuta, anche allo Stato.

Uno Stato colpevole di aver ignorato una sua cittadina e di proteggere un uomo solo perché figlio delle “persone giuste”.

Uno Stato, in ultima istanza, responsabile della morte di questa giovane donna.
La compagna e la famiglia di Paola sono determinate a portare avanti la causa e a non lasciare che la sua morte rimanga impunita.

Grazie anche al supporto del collettivo Ni Una Menos e dei social media, stanno organizzando per oggi una manifestazione e non hanno intenzione di lasciar cadere le accuse.

Il nostro pensiero, quindi, oggi va a Paola ed alla sua giovane vita stroncata senza motivo.

Dopo la follia della notte di Halloween, torniamo a parlare, quindi, di un terribile caso di violenza sulle donne.
Per denunciare gli abusi esiste anche il metodo della mascherina: usatelo, se dovete.