Bambini: salvarli dall’ansia creando dentro di loro una base sicura

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Il concetto di base sicura è fondamentale nella psicologia dei bambini ed è uno strumento potentissimo per combattere l’ansia nell’età adulta.

ansia base sicura
(Pixabay)

Com’è facilmente intuibile, la base sicura è un tassello importantissimo della personalità di un individuo.

Si forma nel corso dell’infanzia e si sviluppa in base al rapporto che si instaura tra il bambino e il caregiver, cioè colei o colui che si occupa del suo accudimento, tipicamente quindi la madre il padre.

A seconda della funzionalità o della disfunzionalità del rapporto tra questi due soggetti, nella sua vita da adulto il bambino sarà più o meno portato a sviluppare ansia e sintomi legati all’ansia, per questo motivo è estremamente importante fornire al bambino tutti gli strumenti possibili per essere un adulto sicuro e libero da comportamenti ansiosi.

Cos’è e come si forma la base sicura

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Pixabay

Il concetto di base sicura è stato sviluppato per la prima volta nel 1969 dallo psicologo John Bowlby. Questo termine venne utilizzato per definire la funzione della madre durante il primo periodo della vita del bambino.

La madre (ma anche il padre o i nonni, comunque le figure affettive che si sono occupate del bambino durante i primi anni di vita) assicura al bambino appoggio, conforto e sicurezza mentre il bambino comincia a esplorare il mondo e a impegnarsi nelle relazioni con l’altro.

L’amore ricevuto dal caregiver fornirà al bambino la sicurezza necessaria ad affrontare serenamente tutti gli ostacoli che si potrebbero presentare nel corso della sua vita poiché gli trasmetterà la certezza che, nei momenti in cui ne avrà più bisogno, potrà tornare al nido degli affetti per farsi rassicurare e trovare le forze emotive necessarie a compiere un altro pezzo del proprio percorso di vita.

La base sicura, quindi, è formata sia dalla persona o dall’insieme di persone che effettivamente compongono la “base sicura”, sia dalla consapevolezza, da parte del bambino, di poter tornare sempre alla propria fonte di conforto.

Purtroppo però questa dinamica, molto semplice a livello teorico, diventa estremamente complessa a livello pratico, dal momento che il carattere e i comportamenti del caregiver possono influenzare pesantemente la vita emotiva del bambino e la base sicura che lo accompagnerà per tutta la vita.

Base sicura e insicura: le conseguenze sugli adulti

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(Pixabay)si p

Se il rapporto tra il bambino e l’adulto si configurerà come un attaccamento sicuro, il bambino svilupperà autostima, forza emotiva, sicurezza e sarà in grado di gestire con facilità le situazioni di difficoltà con le quali si dovrà confrontare nella vita.

Il bambino sarà amabile e disponibile con le persone amichevoli, sarà in grado di difendersi dalle persone che vengono percepite come ostili, sarà diffidente con le persone che non conosce e, nel caso in cui si trovasse in difficoltà, non avrà alcun problema a chiedere aiuto.

In questo scenario positivo l’adulto che svolge la funzione di accudire sarà sempre disponibile, coerente, empatico nei confronti del bambino e sarà in grado di trasmettergli calma e sicurezza.

In uno scenario negativo, il bambino svilupperà nei confronti dell’adulto un attaccamento insicuro, cioè sperimenterà un senso di incostanza nelle reazioni dell’adulto, che potrà essere in certi casi molto protettivo, in altri casi scostante o aggressivo. I bambini che sperimentano questo tipo di attaccamento si convincono della necessità di essere autosufficienti a tutti i costi, poiché percepiscono l’ambiente esterno come completamente ostile, privo di ogni punto di riferimento positivo e rassicurante. 

 

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Un post condiviso da Samuela Zennaro (@samuela_zennaro) in data:

Un bambino che ha sviluppato un attaccamento insicuro nei confronti della famiglia di origine può reagire in tre modi molto diversi:

  • sviluppando un comportamento evitante, cioè cercando di instaurare il minor numero possibile di relazioni con il mondo e con le altre persone
  • sviluppando un comportamento estremamente conservatore, cioè evitando tutte le possibili novità e ogni cambiamento e rimanendo esclusivamente all’interno di ciò che conoscono e che ha sperimentato fino a quel momento della vita
  • sviluppando un comportamento ostile e aggressivo nei confronti del mondo e dell’altro, che vengono percepiti esclusivamente come fonte di dolore e di minaccia

Bisogna tener presente che la figura del caregiver da un certo momento in poi viene introiettata dall’adulto. Significa che, nel momento in cui un bambino si ritrova cresciuto capace di badare a se stesso sente di essersi trasformato in qualche modo nel genitore di cui ha bisogno o, comunque, del miglior genitore che riesce ad essere.

Quando l’ansia si genera dall’attaccamento insicuro

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Adobe Stock

Come si può intuire un bambino che sviluppa con il proprio caregiver un attaccamento insicuro costruirà naturalmente a una base sicura “manchevole”.

Ne consegue che già nei primissimi anni della sua vita il bambino in questione svilupperà ansia, insicurezza e situazioni di stress emotivo che necessariamente influenzeranno la sua esistenza e il suo comportamento nell’età adulta.

Anche nel momento in cui il bambino si ritroverà cresciuto e in grado di badare a se stesso, purtroppo sarà in grado di essere nei propri confronti soltanto quel tipo di genitore che il suo caregiver è stato, non sarà in grado di trasmettere a se stesso gioia, sicurezza, fiducia e forza.

 

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Un post condiviso da Dott.ssa Chiara Varni (@dott.ssachiaravarni) in data:

Non riuscendo a individuare una base sicura dentro di sé, quell’adulto sarà più che chiunque altro esposto a manifestazioni di ansia generalizzata, disturbi della personalità eccetera.