Svizzera: quarantena obbligatoria per chi viene da 4 regioni italiane

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La Svizzera ha annunciato che metterà in quarantena obbligatoria tutti coloro che arriveranno in Svizzera da quattro regioni italiane: ecco quali.

quarantena svizzera
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A causa del sempre crescente numero di nuovi contagi in Italia la Svizzera ha annunciato delle misure di precauzione che saranno applicate a tutti coloro che entreranno in territorio svizzero partendo da alcune regioni italiane.

Si tratta delle regioni che hanno registrato negli ultimi giorni il più alto numero di nuovi casi in Italia.

La prima regione “segnalata” dalla Svizzera è stata la Liguria, ma successivamente si è aggiunta anche una regione molto più a Sud che in queste ore sta combattendo una durissima battaglia contro la seconda ondata.

La quarantena imposta dalla Svizzera è una misura giusta?

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Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto (Instagram)

L’ufficio Federale della Sanità Pubblica, cioè l’omologo svizzero del nostro Ministero della Sanità, ha emanato oggi la lista completa delle regioni italiane considerate pericolose per la salute dei cittadini Svizzeri.

Si tratta di Liguria, Campania, Saredegna e Veneto, attualmente le regioni italiane in cui si cominciano a vedere i primi segni della seconda ondata della Pandemia di Coronavirus. 

Chiunque provenga da una di queste quattro regioni italiane e dovesse passare il confine svizzero sarà costretto a rimanere in quarantena per quattro giorni prima di potersi muovere liberamente su suolo svizzero.

L’obiettivo è impedire che persone infette ma asintomatiche arrivino dall’Italia in Svizzera nel momento di maggiore contagiosità del virus.

La quarantena serve quindi a essere certi che i cittadini rientrati in Svizzera, o che stanno raggiungendo la svizzera da una delle quattro regioni italiane, non manifestino i sintomi del Coronavirus prima di cominciare a circolare liberamente su territorio nazionale svizzero.

Il primo a levare la propria voce politica contro questo provvedimento è il governatore della Regione Veneto Luca Zaia. Zaia ha affermato che la decisione svizzera penalizza quattro regioni italiane “senza alcun dato epidemiologico che vada in questa direzione”. Zaia ha poi sottolineato quanto il comportamento del Governo italiano debba essere finalizzato oggi a rispondere alla presa di posizione degli svizzeri: “Mi spiace che accada questo, ne prendo atto, ma è altrettanto vero che se il Governo c’è deve battere un colpo”.

Inoltre, sottolinea Zaia, l’Italia non ha mai applicato misure simili nei confronti di cittadini provenienti da altri paesi nel corso della prima, tragica ondata di contagi che ha colpito il nostro paese.

“Per noi la Svizzera è un punto di riferimento non solo economico ma generale. Abbiamo sempre tenuto un rapporto da cugini e vicini di casa. Sul fronte del turismo gli Svizzeri ci hanno sempre scelto come meta privilegiata. Ci spiace ora venire a conoscenza di questo provvedimento perché non si sa da dove nasca” ha continuato Zaia, che auspicherebbe una regia da parte dell’OMS in merito ai provvedimenti adottati da ogni singolo paese.

Secondo Zaia, infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità dovrebbe diffondere dati epidemiologici certi in base ai quali si possano stabilire e definire le misure politiche e sociali da adottare per limitare al massimo i contagi ed evitare che il virus si diffonda passando le frontiere.

“Sarebbe utile a questo punto entrare in possesso dei dati epidemiologici della Svizzera: quanti tamponi vengono eseguiti ogni giorni, su quale percentuale di cittadini e quanti sono risultati positivi. Magari veniamo a situazione di una situazione che oggi non si conosce” ha ipotizzato Zaia, lanciando una chiara frecciata al governo Svizzero che, in realtà, non ha “penalizzato” solo l’Italia, che in questi giorni ha ricevuto la “lista delle 7 armi” che secondo il Ministero ci salveranno durante la seconda ondata.

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Luca Zaia – Foto Facebook da https://www.facebook.com/zaiaufficiale/

Sono ben 61 i Paesi e 28 le Regioni comprese nella lista nera della Svizzera, che è stata stilata sui dati del Centro Europeo per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie. Piuttosto paradossale la situazione delle aree geografiche che confinano con la Svizzera (come la Lombardia) ma che non sono inserite nella lista.