Uveite e terapia, quali farmaci utilizzare per guarire

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La diagnosi di uveite deve essere fatta da uno specialista e sarà lui a prescrivere anche la terapia più adatta, comprese le iniezioni

Uveite pixabay

Come comportarsi se uno specialista come l’oculista stabilisce che i nostri occhi effettivamente soffrono di uveite, cioé un’infiammazione seria al tratto uveale? La cura dell’uveite è soprattutto concentrata sulla riduzione dell’infiammazione ma anche sul rallentamento dei sintomi.

In particolare per attenuare l’infiammazione i farmaci più comunemente utilizzati sono i corticosteroidi, assunti sotto forma di colliri oppure per via orale o ancora endovenosa. Acune forme aggressive di uveite però hanno bisogno di una iniezione topica di farmaci steroidei direttamente nell’occhio. E questa terapia può andare avanti fino ad un massimo di 30 mesi.
Invece l’uveite che appare in forme lievi o medie sono utilizzati i farmaci midriatici, cioé quelli che dilatano la pupilla. Ma anche quelli cicloplegici che sono in grado di bloccare il processo di rifrazione, interessando il muscolo ciliare.

Quando invece l’uveite è provocata da infezioni batteriche, la terapia più efficace è con gli antibiotici e gli antimalarici, anche in assenza di corticosteroidi. L’uveite virale può anche essere curata con appositi medicinali antivirali. Se invece l’infiammazione non risponde alla cura con i corticosteroidi, lo specialista potrà decidere di puntare su una terapia con farmaci immunosoppressori, soprattutto quando esiste il rischio di cecità.

La terapia nell’uveite anteriore, intermedia o posteriore

Quando la diagnosi è quella di uveite anteriore, la terapia è basata sull’utilizzo di colliri a base di cortisone. Le gocce entrano facilmente nella parte anteriore dell’occhio e quindi dovrebbero andare a curare l’infiammazione. Devono essere somministrate con una frequenza proporzionale alla gravità della malattia. Quindi in caso di uveite acuta, anche una volta all’ora riducendo progressivamente la dose quando la forma dell’infiammazione regredisce. Nei casi di uveite anteriore può essere prescritto anche un collirio che dilata la pupilla in modo da evitare la formazione di aderenze tra cristallino e iride.

Quando invece l’uveite compare nella zona intermedia o posteriore dell’occhio, i colliri non riescono ad essere efficaci. A quel punto serve il cortisone in pastiglie con dosi proporzionali al peso del paziente. Ma ci sono anche altre terapie utilizzate in caso di uveiti intermedie o posteriori, come le iniezioni di cortisone attraverso la palpebra inferiore in anestesia locale.

Ai pazienti con uveite possono essere prescritti anche immunosoppressori in associazione oppure al posto del cortisone. Riducono il rischio di effetti collaterali da steroide perché altrimenti possono creare ipertensione, diabete e osteoporosi.