Enrica Bonaccorti: “Fui molestata da persone vicine alla mia famiglia”

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Enrica Bonaccorti si è commossa alla storia di Giada Vitale e, per la prima volta, ha voluto parlare di un episodio di molestie che aveva sempre tenuto segreto.

Enrica Bonaccorti
Enrica Bonaccorti (Instagram)

Enrica Bonaccorti è stata invitata a Storie Italiane insieme a Giada Vitale, una donna che da adolescente subì le attenzioni di un ex sacerdote. Dopo aver ascoltato la storia raccontata da Giada, la presentatrice ha voluto condividere con gli spettatori una vicenda personale molto scomoda, che segnò profondamente la sua infanzia e, con ogni probabilità, anche il suo rapporto con la sessualità.

Quando Giada Vitale venne avvicinata per la prima volta dall’ex sacerdote con cui consumò per anni rapporti sessuali clandestini aveva solo 13 anni, mentre l’uomo ne aveva oltre 40 in più. 

All’epoca Giada venne convinta ad avere rapporti sessuali con il sacerdote senza che fosse mai utilizzata la forza. La relazione clandestina tra i due andò avanti per diversi anni, fino a che Giada non decise di rivelare tutto alle autorità.

Dopo una prima condanna a 6 anni di carcere l’ex sacerdote potette godere di uno sconto della pena, che venne abbassata a 4 anni e 10 mesi: l’attenuante è stata costituita proprio dal mancato utilizzo di violenza e dal fatto che, anche dopo i 14 anni, la ragazza ha continuato ad avere rapporti sessuali volontari con il sacerdote.

La storia di Enrica Bonaccorti fu profondamente differente, e anche l’età che la bambina aveva quando si consumarono i fatti per la prima volta era molto inferiore a quella di Giada.

Enrica Bonaccorti: “Abusata da un uomo di cui non si doveva parlare”

Enrica Bonaccorti malattia
Enrica Bonaccorti (Instagram)

“Sono stata abusata anch’io, avevo otto anni” ha confessato Enrica Bonaccorti a Eleonora Daniele, aggiungendo poi di non aver mai voluto parlarne per timore che la questione avesse una risonanza mediatica che sarebbe stata difficile da sopportare.

La presentatrice ha anche specificato che purtroppo nella cultura familiare e sociale all’interno della quale è cresciuta certe cose erano accettate come se fossero quasi “avvenimenti normali” nella vita di una ragazza.

Per questo motivo, paradossalmente, Enrica è riuscita a superare quel primo episodio considerandolo come qualcosa di poco conto: “Non sono rimasta traumatizzata per le mie brutte esperienze. Sono figlia di una cultura che all’epoca dava per scontato certe cose. Non basta dare un calcio per difendersi, specie se si hanno otto anni e chi abusa è un adulto” ha concluso amaramente.

Purtroppo Enrica può essere testimone del fatto che nel corso dei decenni le cose non si sono fatte più semplici per le donne vittime di molestie. Anche durante la sua lunghissima e prestigiosa carriera di attrice e di presentatrice televisiva, infatti, Enrica è tata oggetto di attenzioni non desiderate da parte di uomini che sfruttavano la propria posizione di potere per ottenere favori sessuali dalle ragazze che si avvicinavano al mestiere dello spettacolo. “Di esperienze negative ne ho avute molte dagli otto ai diciannove anni e da quando ho iniziato a lavorare avrei molti altri episodi da raccontare” ha spiegato, lasciando intendere quindi che le molestie di cui è stata oggetto quando era bambina non si sono limitate a un episodio isolato ma sono andate avanti per anni.

Tra le altre cose, l’atteggiamento della famiglia di Enrica ha fatto sì che all’epoca, da bambina, si trovasse completamente da sola ad affrontare la situazione: “Sono stata molestata da persone molto vicine alla mia famiglia, persone i cui nomi non potevano mai essere pronunciati”.

La scelta di rimanere in silenzio anche anni dopo gli abusi subiti, è comune a moltissime donne. Come nel caso della Bonaccorti, infatti, il terrore è che il proprio nome sia associato fatti di cronaca nera che potrebbero avere una risonanza negativa a livello professionale, soprattutto per un personaggio pubblico come lei.

La rottura dell’omertà rispetto a episodi di molestie e violenza sessuale è stata alla base del movimento MeToo che negli scorsi anni ha sconvolto l’opinione pubblica portando allo scoperto la condotta inaccettabile del produttore Harvey Weinstein, attualmente condannato.

Tra le italiane coinvolte direttamente nel processo a Epstein figura anche Asia Argento, che in più di un’occasione è tornata sull’argomento, affermando anche di sentirsi vendicata grazie al fatto che la giustizia avesse finalmente fatto il suo corso.