Fiorello sostiene Amadeus: “Il format di Sanremo è assembramento”

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Fiorello sostiene Amadeus in tutto e per tutto: le sue recenti dichiarazioni su un Sanremo a prova di Covid.

Fiorello Sanremo
Fiorello Sanremo (Instagram)

Gli organizzatori sono sempre stati irremovibili: il Festival di Sanremo si farà, qualsiasi cosa accada, anche se il 2021 dovesse vedere ancora alcuni strascichi della pandemia di Coronavirus che ha sconvolto il mondo intero.

Il problema, ovviamente, è che a parte le ottime intenzioni, sarà comunque necessario fare i conti con la realtà e soprattutto con il protocollo sicurezza RAI che l’azienda televisiva nazionale ha messo in atto per proteggere dal contagio i suoi lavoratori, il suo pubblico e tutti gli ospiti delle varie trasmissioni.

Tra le varie norme di sicurezza compare, ovviamente, la necessità di evitare assembramenti e di garantire la distanza interpersonale di almeno un metro.

Com’è facile immaginare risulta completamente impossibile rispettare queste norme di buona condotta facendo suonare l’orchestra di Sanremo dal vivo, come ogni anno. E il pubblico del Teatro Ariston? Anche il pubblico verrebbe necessariamente distanziato, lasciando molti posti liberi in platea e in galleria, tanto da lasciare il teatro Ariston letteralmente mezzo vuoto.

Per quanto la dirigenza RAI spinga verso la realizzazione del Festival, recentemente il conduttore e direttore artistico Amadeus ha fatto sapere recentemente che per lui un Festival senza pubblico è completamente impensabile. A fargli da spalla, come sempre, è arrivato Fiorello con le sue ultime dichiarazioni.

Fiorello: “Sanremo è per l’80% fatto di assembramento”

Amadeus fiorello festival di Sanremo
Amadeus e Fiorello (Fonte: Instagram)

Il successo di Sanremo è fondato in gran parte su tutto il carrozzone che un’enorme macchina organizzativa mette in campo da oltre 70 anni: ospiti, superospiti, giornalisti, folle di curiosi, bagni di folla, camere d’hotel esaurite, ristoranti sempre pieni fanno parte integrante di tutto quello che il Festival porta ogni anno nella città di Sanremo.

“Il format di Sanremo è assembramento” ha detto provocatoriamente Rosario Fiorello a Camogli, durante il Festival della Comunicazione  a cui ha recentemente partecipato. “Sono 1500 giornalisti in sala stampa, il format di Sanremo è 1000 persone davanti all’Ariston, è avere gente che aspetta i cantanti sotto agli hotel per poterli toccare e abbracciare. Se levi tutto questo hai levato l’80% di Sanremo”.

Inoltre, Fiorello ha voluto sottolineare quanto sarebbe difficile per gli artisti approcciare a un teatro vuoto per intrattenere un pubblico presente in sala solo parzialmente. Piuttosto che risollevare gli animi, un Sanremo realizzato con tutte le limitazioni del caso, forse getterebbe l’Italia nello sconforto.

“Qualcuno ha detto di non pensare alle persone in sala ma ai milioni di spettatori a casa. Però è difficile cantare e fare comicità davanti a una platea semivuota” ha sottolineato la spalla di Amadeus, a cui lo scorso anno è stato affidato in più di un’occasione l’arduo compito di rompere il ghiaccio e far ridere il compassato pubblico dell’Ariston.

Mentre però i due mattatori dell’anno continuano a sottolineare quanto difficile sarebbe costruire un Sanremo degno di questo nome senza l’assembramento che da sempre va insieme all’idea del Festiva, qualcuno dalle alte sfere Rai nei giorni scorsi ha dovuto fare chiarezza e rassicurare i telespettatori.

Stefano Coletta, Direttore di Rai Uno ha infatti espressamente dichiarato che il Festival si farà, a qualunque condizione. È chiaro in realtà che non è lo spirito patriottico a ispirare le dichiarazioni del nome più importante di Rai Uno: in un momento di enorme difficoltà economica per il comparto televisivo e quello musicale, rinunciare a Sanremo significherebbe condannare l’intero settore dello spettacolo a una crisi ancora più grave, lunga e profonda di quella che ha attraversato finora.

Quel che è certo è che tutti i ritardi causati dalle nuove norme anti Covid hanno influito in maniera pesantissima anche sulla lavorazione del Festival, le cui date sono già slittate in avanti.

Non si può non citare, a questo punto, gli appelli che moltissimi nomi noti della musica italiana hanno fatto negli scorsi mesi: l’obiettivo è stato porre all’attenzione del governo la necessità di assicurare sostegno economico a tutti coloro che con l’arte e attraverso l’arte sfamano letteralmente intere famiglie.