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Uso delle mascherine in classe: la verità secondo i pediatri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:10
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La Società Italiana di Pediatria fa chiarezza sull’uso delle mascherine dei bambini in classe rispondendo alle fake news.

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Far indossare le mascherine ai bambini in classe, o no? È uno degli argomenti più dibattuti in questi giorni in vista della riapertura delle scuole.

Tante sono le fake news che circolano in rete, e non solo lì, in merito a questo tema. Molti genitori si chiedono se sia giusto far indossare ai propri figli la mascherina senza arrecare loro dei danni.

A tal proposito la Società Italiana di Pediatria ha voluto fare chiarezza. Sia rispondendo alle tante false notizie, sia rassicurando anche i più scettici sul loro utilizzo.

Ecco la verità secondo i pediatri in merito all’uso delle mascherine in classe

In vista della riapertura della scuola ci si prepara a tornare in classe rispettando un serie di regole anti-contagio. E se la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie ha varato una serie di prescrizioni volte a limitare i contagi da Covid-19, la Società Italiana di Pediatria ha voluto fare chiarezza in merito all’uso delle mascherine nei bambini.

Secondo recenti dichiarazioni la mascherina chirurgica può causare al bambino senso di calore, irritazione e difficoltà respiratorie. Ma non solo, anche fastidio, difficoltà di concentrazione, distrazione fino a provocare il rifiuto della stessa. A tal proposito la Sip ha voluto fugare ogni dubbio.

“Sono comparse tante fake news sulle mascherine – ha spiegato Elena Bozzola, segretario e consigliere nazionale della Sip – infatti si pensa che sia pericolosa perché il bambino respira la propria anidride carbonica”. 

Un’affermazione errata secondo l’esperta. “La mascherina non è così aderente quindi l’aria passa e la quantità di anidride carbonica respirata dal bambino è minima e non dà alcun tipo di problema di ipossia o addirittura rischio di morte, come si è arrivato a dire sui social”.

In merito ad un’eventuale alterazione della flora intestinale nei bambini causata dall’utilizzo della mascherina i pediatri della Sip spiegano che si tratta di un’altra fake news. Non esistono infatti evidenze scientifiche in letteratura che documentino che un corretto utilizzo della mascherina possa comportare un’alterazione della flora batterica. Infine, la mascherina chirurgica non può indebolire il sistema immunitario nei bambini.

Al contrario invece la mascherina previene il diffondersi di infezioni e devono indossarla anche i bambini per evitare la trasmissione del Coronavirus tra soggetti asintomatici.

In Italia, il limite di età per indossarla è fissato a 6 anni. I bambini al di sotto infatti non devono metterla ma non in tutti i paesi è o stesso. Negli Stati Uniti ai bambini dai 2 anni in su si consiglia di portarla.

L’Oms e l’Unicef sostengono che ogni paese è libero di agire come meglio crede ma ai bambini di età pari o inferiore ai 5 anni non si dovrebbe richiedere di indossarla, anche per la loro non ancora acquisita capacità di indossarla correttamente.

Mentre le due organizzazioni mondiali consigliano di indossarla ai bambini di età pari o superiore a 12 anni nelle stesse condizioni degli adulti, specie quando la distanza di un metro non è garantita.

Quindi appurato che le mascherine non portano danni di tipo fisico ai bambini occorrerà insegnare ai bambini a indossarla correttamente.

“Se i bambini la toccano continuamente con le mani – ha proseguito Elena Bozzola – poi si sfregano gli occhi, la bocca o il naso può diventare addirittura dannosa. Bisogna educare il bambino dando noi adulti il primo esempio e poi tornando sull’argomento diverse volte, facendo con loro delle prove di utilizzo”.

A questo proposito avevamo già spiegato come far indossare ai bambini la mascherina.

“I genitori vanno rasserenati – ha concluso Elena Bozzola – perché i bambini hanno quella plasticità ed elasticità mentale più che sufficiente per capire e adeguarsi alle novità se gli viene spiegata la situazione e l’importanza di adattamento alle nuove situazioni e alle nuove esigenze”.

(fonte: Agi.it)