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Riapertura scuole in sicurezza: il decalogo della Simg contro Covid-19

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:33
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La riapertura delle scuole si avvicina. Ecco il decalogo della Società italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie contro il Covid-19.

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Bambini a scuola (Adobe Stock)

La riapertura delle scuole si avvicina per questo la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie ha varato una serie di prescrizioni per studenti, insegnanti e personale non docente volta a limitare i contagi da Covid-19.

Un decalogo utile, che contiene le misure essenziali a cui attenersi, per riaprire le scuole in sicurezza visto che quello dell’istruzione è un settore chiave della società che comprende 10 milioni di italiani, ossia un sesto della popolazione.

E se da un lato la Simg si è schierata a favore della riapertura delle scuole dall’altro avverte “la necessità di prendere una serie di misure cautelative visto che le numerose interazioni che si verificano dentro scuole e università possono moltiplicare i contagi e generare focolai”.

Ecco il decalogo della Simg per la riapertura delle scuole in sicurezza

Con la riapertura delle scuole si apre una nuova fase dell’epidemia dove occorrerà adottare un approccio diverso. A tal proposito è intervenuto Claudio Cricelli, presidente Simg. “Abbiamo controllato le modalità di diffusione e sappiamo quali contromisure prendere senza dover arrivare a un nuovo lockdown” – ha detto.

Ecco perché la Simg ha proposto un decalogo che contiene le misure essenziali a cui occorre attenersi così da tutelare bambini e ragazzi. Non solo, anche le persone più avanti con l’età, a partire dal personale docente e non docente e le famiglie.

1) Mascherine. Dove non è possibile mantenere le distanze la mascherina diventa uno strumento utile per limitare questi contatti. Ecco che ogni alunno deve portare con sé un dispositivo medico chirurgico e non le semplici mascherine di stoffa. Da utilizzare durante le lezioni laddove necessario e durante i momenti ricreativi e negli spostamenti per i bagni. Inoltre, la mascherina non deve essere toccata, tolta o abbassata. Ma bisogna accertarsi che sia sempre pulita e deve essere cambiata una volta al giorno. Si consiglia, ogni volta, di personalizzare il dispositivo così che possa essere facilmente riconoscibile e non confusa con altre similari.

2) Igiene delle mani. Lavare frequentemente le mani e a lungo, almeno 40 secondi, e con il sapone. Esse possono infatti essere veicolo di contagio. Inoltre bisogna evitare di toccarsi naso e bocca.

3) Gel igienizzante. Oltre a lavare le mani con acqua e sapone, quando ciò non è possibile, occorre igienizzarle con un gel igienizzante. Prima e dopo aver frequentato qualsiasi ambiente, in particolare i mezzi pubblici. Gli studenti dovranno portare sempre con sé il gel, specie in aula, da utilizzare quando ci sono contatti con oggetti in comune.

4) Distanziamento sociale. E’ indispensabile mantenere uno o due metri di distanza tra personale e studenti, nonché tra gli stessi alunni. Occorre inoltre limitare al minimo le occasioni in cui questi possano comprometterla.

5) Disinfezione degli ambienti. Durante la giornata occorre disinfettare le superfici con regolarità. Prevista anche la disinfezione degli oggetti comuni e di punti per l’igienizzazione delle scarpe. Indispensabili poi le colonnine con distributore di gel.

6) Educazione e attenzione genitoriale. I genitori e parenti avranno un ruolo cruciale nel far osservare le norme ai figli così da facilitarne l’osservanza anche a scuola. A casa è richiesta la massima attenzione sulla salute di bambini e ragazzi controllando quotidianamente la temperatura e monitorando eventuali sintomi. Non somministrare farmaci senza prescrizione medica.

7) Accessi scaglionati. Scadenzare l’accesso in scuole e uffici per evitare affollamenti e code. È opportuno realizzare dove possibile corsie di ingresso e uscita.

8) Comunicazione. Al fine di favorire la comunicazione tra personale scolastico e famiglie si può pensare a una mailing list o chat di gruppo per comunicazioni urgenti. Da utilizzare per denunciare casi di positività o per avvisare sull’insorgenza di alcuni sintomi.

9) Test sierologici. Sollecitare i docenti a fare i test sierologici: questa pratica, talvolta sopravvalutata come soluzione o come forma di immunità, è un elemento di conoscenza di come si muove il virus, che procede di nascosto. Su coloro che presentino test sierologico positivo o abbiano altri sintomi sospetti bisogna effettuare il tampone, al fine di proteggere coloro che si possono ammalare più facilmente, a partire dagli anziani.

10) I medici di medicina generale. Devono costituire un punto di riferimento costante per famiglie e individui. Devono essere vicini ai pazienti, contattarli personalmente e far presente loro quali siano i comportamenti corretti e se necessario convocarli presso i propri studi.

Anche una circolare degli istituti veneti ha fornito alcuni suggerimenti che possono essere estesi a tutta Italia.

Qui invece potete trovare i consigli dei pediatri dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. 

(fonte: Società italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie)