Arisa | Insicura solitaria e arrabbiata: il lato oscuro della cantante

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Arisa ha un lato oscuro: è quello che ha rivelato in una coinvolgente intervista in cui si è rivelata per la prima volta.

Arisa (Fonte: Instagram)

Era (ed è) una donna perfettamente normale, con luci e ombre che il successo è riuscito a rendere ancora più intense. Arisa ha rilasciato una lunga intervista a Il Corriere della Sera parlando principalmente della sua vita artistica e delle difficoltà incontrate lungo il difficile percorso umano verso il successo.

Vincitrice, conduttrice e concorrente veterana del Festival (nonostante qualche piccolo intoppo tecnico), famosa per la sua voce ma anche per il look anni ’50 on cui si presentò per la prima volta sul palco dell’Ariston (e che non le donava per niente), nel corso del tempo Arisa è diventata un’artista affermata ma la sua vita non è (ancora) tutta rose e fiori.

Riflessiva, grande osservatrice e piuttosto timida, Arisa non corrisponde allo stereotipo della pop star: forse proprio in questo sta tutta la sua unicità. Purtroppo però lo scotto da pagare nel corso degli anni è stato alto. Tra esclusioni e arrabbiature, la storia di Rosalba Pippa, in arte Arisa.

Arisa: “A volte mi sento vittima degli eventi”

Arisa
Arisa (Fonte: Instagram)

Il nuovo album, presto in uscita, si intitola Ricominciare Ancora e sembra che la cantante voglia rivolgere con questo lavoro un intenso invito a se stessa. Il brano che da il titolo al disco serve, come ha spiegato la cantante, prima di tutto a lei stessa: “A volte mi sento vittima degli eventi e giro in tondo aspettando risposte e gratificazioni dagli altri” ha spiegato.

Ricominciare Ancora veicola invece un messaggio importante: “puoi farcela, dipende solo da te” e proprio di questo Arisa sembra aver bisogno per uscire dal suo “circolo vizioso fatto di dubbi, insicurezze e tempo perso” come lei stesso lo ha definito.

Molti potrebbero pensare che i continui cambi di look  della cantante (come il più recente) derivino proprio dal tentativo di trovare una sua identità, ma Arisa ama semplicemente giocare con la propria immagine. Dietro alla scelta di portare i capelli molto corti, invece, c’è un piccolo disturbo di comportamento: la tricotillotomia.

Il momento di ripartire, per Arisa, è arrivato in concomitanza con la fine del lockdown e la sua canzone parla, tra le altre cose, proprio del bisogno di ricominciare a vivere dopo aver attraversato il difficilissimo momento storico della pandemia.

Per farlo nel modo giusto è necessario prima di tutto credere in se stessi, qualcosa che Arisa fa con molta moderazione. Un tempo faticava anche ad accettare i complimenti, mentre con il passar del tempo (oggi ha quasi 38 anni) Arisa ha imparato ad apprezzare se stessa e i propri pregi, nonostante il fatto che le critiche hanno su di lei un effetto molto più profondo e duraturo rispetto ai complimenti, che si limitano a dare una felicità momentanea: “Le critiche rimangono sempre più impresse rispetto agli elogi. […] La critica invece crea sempre un trauma, una cicatrice che rimane. Con il tempo ho imparato ad ascoltare quello che penso io e le persone che mi sono vicine”.

Nonostante tutto il lavoro fatto per riappropriarsi della sua autostima, Arisa rimane con i piedi per terra: “Credo in me stessa ma non credo di essere unica. Penso di essere una cantante brava ma so che ce ne sono tante altre”.

La capacità di continuare ad essere oggettiva sui propri pregi e difetti Arisa l’ha probabilmente sviluppata durante gli anni trascorsi a lavorare come cameriera ed estetista, cominciando a portare a casa la paga dalla tenerissima età dei 13 anni.

Questo essere nata e cresciuta in un ambiente così lontano dal mondo dello spettacolo forse le è costato caro: “A volte negli anni scorsi è capitato di sentirmi esclusa: e mi ha fatto inca**are più che soffrire. Sono stata l’unica a non aver mai fatto il concertone di Radio Italia pur avendo vinto due volte Sanremo”.

Rimanere “ai margini” del sistema dello spettacolo, nonostante gli obiettivi raggiunti e le partecipazioni a vari programmi televisivi come X Factor, comunque ad Arisa non pesa: “Sono sempre stata una solitaria, una che sta ad osservare gli altri e la natura. […] Mi definisco generosa, spaventata e tenace. Spaventata perché oggi pensiamo troppo prima di darci completamente: siamo esitanti nell’amore, nei rapporti e nelle amicizie”.