Home Attualità Silvia Romano | Papà Enzo: “ecco perchè mi sono inchinato”

Silvia Romano | Papà Enzo: “ecco perchè mi sono inchinato”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:11
CONDIVIDI

Il padre di Silvia Romano, il signo Enzo, svela il motivo che l’ha spinto ad inchinarsi davanti alla figlia prima di riabbracciarla dopo mesi di prigionia.

silvia-romano-padre-
Silvia ed Enzo Romano- Screenshot da video

Enzo Romano, il papà di Silvia, racconta ai microfoni del Quotidiano Nazionale l’emozione di riabbracciare la figlia dopo 18 mesi svelando anche il motivo che l’ha spinto ad inchinarsi prima di stringerla.

Il momento in cui Silvia ha riabbracciato prima la madre e la sorella e poi il padre ha fatto il giro del web e a tutti è rimasto impresso l’inchino fatto dal padre che oggi ha svelato come dietro quel gesto ci sia tutto l’orgoglio di un genitore nei confronti della propria figlia.

SULLO STESSO ARGOMENTO: Silvia Romano: nove mesi dal rapimento, fra oblio e mezze verità

Silvia Romano, padre il padre Enzo: “l’ho accolta come meritava, inchinandomi davanti a una figlia di cui sono orgoglioso”

silvia romano
La Romano – Foto Instagram da https://www.instagram.com/p/CACjuKKgsUT/

Enzo Romano racconta al Quotidiano Nazionale la gioia provata nel riabbracciare la figlia Silvia, liberata dopo 18 mesi di prigionia.

Ho voluto accogliere Silvia come meritava, inchinandomi davanti a una figlia di cui sono orgoglioso”, ha raccontato il signor Romano spiegando il significato dell’inchino.

SULLO STESSO ARGOMENTO: La Romano: sono vere le fonti che confermano sia viva e sposata con un islamico?

“Io ho riabbracciato mia figlia, e non vedevo l’ora di farlo, ma sentivo, e ho sentito anche nelle ore precedenti, che l’accoglienza era collettiva […]. Silvia in quel momento era la figlia e la sorella d’Italia. Tantissime persone si sono immedesimate in lei e nella nostra famiglia, condividendo la nostra gioia“, ha aggiunto il padre di Silvia.

Infine, il signor Romano spiega come la figlia Silvia non sia diversa dai tanti giovani che scelgono di mettersi a disposizione degli altri per aiutare i più bisognosi.

Mia figlia non è andata in Africa per diventare un’icona, è partita perché era quello che sentiva nel cuore. Era quello che voleva fare: lavorare per gli altri, mettersi al servizio di persone meno fortunate e aiutarle grazie alle sue capacità e al suo sorriso. Poi si è trovata a diventare un’icona, per ciò che le è capitato. Ma, ripeto, ci sono tanti giovani attivi per il cambiamento. Ora, l’importante è che sia tornata da noi sana e salva”, ha concluso il padre di Silvia che ha raccontato la conversione all’Islam.