Coronavirus | Pomeriggio 5: Barbara D’Urso e le domande all’esperto

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Barbara d’Urso intervista a Pomeriggio Cinque un esperto dello Spallanzani per porre a lui le domande più quotate dagli italiani sul Coronavirus

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Foto da Instagram @rosagrieco

Ospite di Barbara D’Urso in questo nuovo pomeriggio di Canale Cinque è il il Dottor Vincenzo Puri, medico dello Spallanzani di Roma ed espero in malattie rare e affini.

La conduttrice ha deciso di sfruttare l’occasione per porre a un vero esperto quelle domande che, in queste ore ma forse già da giorni, gli italiani si stanno ponendo, spesso senza ottenere risposte esaustive o chiare.

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Barbara D’Urso, le domande degli italiani sul Coronavirus

Pomeriggio 5 coronavirus

Ripercorriamo allora insieme le domande poste da Barbara D’Urso al suo illustre ospite e le molto esaustive risposte da lui fornite.

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“Com’è la situazione attualmente all’interno dello Spallanzani?”

“Lo Spallanzani è sicuramente molto impegnato nella gestione dei pazienti con questo tipo di infezione ma ha una capacità di risposta che deriva da una preparazione oramai decennale a queste situazioni. Per cui le nostre rianimazioni stanno facendo quello che devono fare.”

“Che cosa dobbiamo realmente aspettarci? E’ vero che i risultati di questa chiusura giustissima non si potranno avere domani?”

“Sì, questo è molto probabile. Due settimane almeno perché ovviamente, introducendo queste misure oggi, noi abbiamo un periodo nel quale precedentemente ci può esser stata circolazione del virus che dovremo aspettare per poter dire che lo abbiamo in qualche modo contenuto. E’ un virus che si è dimostrato molto contagioso, forse è stata sopravvalutata la gravità: la grande maggioranza dei casi non sono casi gravi, purtroppo tra i più gravi vengono coinvolte le persone più fragili ma non è un virus letale.[…] Ovviamente l’impatto diana grossa quantità di casi mette a dura prova ma non butta giù del tutto il sistema sanitario.”

“Chi deve usare le mascherine?”

“Le mascherine si chiamano mascherine chirurgiche perché sono nate per poter impedire che un chirurgo, nell’atto della sua operazione, attraverso le sue goccioline contaminasse il campo operatorio. Quindi proteggono da chi emette goccioline, in primo luogo. Quindi, teoricamente, dovrebbero essere indossate da chi accusa sintomatologia respiratoria. Nella situazione attuale, una persona con sintomatologia respiratoria tantomeno dovrebbe circolare […] Ovviamente c’è anche un ruolo di difesa perché, se queste goccioline cercano di venire in contatto con le mie mucose del viso e io ho indosso la mascherina posso in qualche modo proteggermi. Ma questo avviene essenzialmente nei contatti ravvicinati per cui, ad esempio, non è assolutamente necessario indossare una mascherina se cammino all’aperto, senza nessuno vicino. Come detto anche dal decreto di ieri, nell’impossibilità di mantenere le distanze sociali, ed è difficile pensare che sia impossibile mantenerla, bisogna impegnarsi a mantenere, allora può essere utile. Ma solo inquietante uesti casi”

“Per quanto tempo uno può indossare una mascherina con efficacia?”

“La mascherina non ha una scadenza predefinita, la scadenza deriva dall’utilizzo e dalle modalità con cui viene indossata. […] Una mascherina ben conservata, che non ha contaminazioni evidenti può durare anche un’intera giornata. Una mascherina che invece uso continuativamente, respirandoci dentro, perde un pochino la sua capacità di protezione […] Anche questo è un motivo per indossarla solo quando è necessario, perché è inutile tenere otto ore per strada una mascherina”

“Se uno non trova una mascherina come può proteggersi?”

“Si intende un contatto rischioso quello prolungato almeno un quarto d’ora. Se io passo di lato a una persona non rappresenta un rischio. […] La definizione è quella di almeno un quarto d’ora di contatto ravvicinato entro i due metri”

“Ci sono coloro che hanno contratto il Coronavirus e non lo sanno, sono asintomatici.  Che si fa in questo caso?”

“Tutti dobbiamo mantenere quelle distanze sociali. Nello specifico però il paziente asintomatico, in quanto asintomatico, emette poche goccioline, da non poter andare a contaminare altre persone. Per cui è ritenuta una modalità poco significativa di trasmissione.”

“C’è l’ipotesi di un vaccino?”

“Il vaccino, orami credo sia stato detto da più parti, ci vorrà almeno un anno tranne che qualcuno non torvi una modalità particolarmente efficace. […] Diversa è la terapia. Un farmaco del tutto dedicato a questa infezione ancora non c’è, si stanno contando numerosi farmaci […] Alcuni di questi stanno già dando buoni risultati. […] Anche lì ci vorranno tanti numeri”

“Se una persona contrae il coronavirus, guarisce, può riprendere di nuovo il Coronavirus?”

“Questa non ci sono assolutamente evidenze. Come altre malattie infettive si pensa che la cosa possa avvenire, non si è verificata con i “cugini ” di questo virus in maniera considerevole. Ma al momento non c’è evidenza” 

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Foto da Pixabay

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