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Sindrome del piatto vuoto a Natale | come sconfiggerla

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:50
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Scopri come combattere al meglio la sindrome del piatto vuoto a Natale. Le strategie vincenti per non prendere peso inutilmente.

Prima o poi capita a tutti. Si è tavola con altre persone e anche se si è sazi e si è già terminato il contenuto del proprio piatto non si riesce a distogliere lo sguardo da quell’ultima porzione sul vassoio e ancora in attesa di essere terminata. Questo fenomeno che per molti potrà sembrare quasi divertente ha un nome che è “sindrome del piatto vuoto” e anche se non sembra, rappresenta una delle maggiori cause di aumento di peso che si registrano soprattutto nel periodo delle feste. A Natale, infatti, le occasioni per riunirsi con i propri cari sono diverse, il cibo abbonda sempre sulle tavole e prima o poi c’è sempre quel pezzo di formaggio o di dolce che avanza e che rimane lì come una tentazione fin quando, più per placare il bisogno di farlo che per vera e propria fame, si sceglie di risolvere il “problema” mangiandolo.
Da recenti studi è emerso addirittura che un solo cibo avanzato è più invitante di una tavola imbandita. Chi si trova davanti a quell’ultimo tramezzino, quel biscotto avanzato o quella fettina di pandoro abbandonato nel piatto, finisce infatti con il convincersi che un ultimo morso non farà poi così male, scegliendo di mangiarlo anche se non ha più fame e andando così incontro ad un incremento delle calorie del quale si sarebbe potuto fare benissimo a meno.
Si tratta di una forma di abbuffata alla quale quasi nessuno riesce a resistere ma che a lungo andare può fare davvero male. Motivo per cui andrebbero messe in pratica delle strategie per evitare che la tentazione abbia la meglio.

Sindrome del piatto vuoto, gli studi in merito

ultima porzione cibo Fonte: iStock photo

Ad analizzare la questione della sindrome del piatto vuoto ci ha pensato la ricercatrice Veronika Illyuk che ha deciso di effettuare alcuni test dai quali è risultato, appunto, che una singola porzione di cibo lasciata su un piatto in attesa di essere consumata è più invitante di tanti alimenti messi insieme. A ciò si è unita la scoperta che a risultare così invitanti sono solitamente i cibi ricchi di grassi o zuccheri e mai (o quasi) quelli così detti sani come potrebbe esserlo, per esempio, una porzione di verdure. Ma come fare ad evitare che il problema si ripeta più e più volte, portando così i chili di troppo ad accumularsi? Le strategie, in tal senso, sono diverse, alcune consigliate dagli studiosi, altre semplici da desumere da soli. Scopriamole insieme.

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Sindrome del piatto vuoto: come evitarla

donna affamataCome già detto, i modi per evitare la sindrome da piatto vuoto sono tanti e bastano conoscenza di se ed un pizzico di buona volontà per riuscire a tener testa alla voglia di mangiare l’ultimo pezzo di alimenti che normalmente hanno abbastanza calorie da fare la differenza anche in piccolissime quantità.

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Servirsi una sola volta. Una delle strategie vincenti, specie quando ci sono dei buffet, è quella di servirsi una volta sola. Una volta riempito il piatto, non si deve in alcun modo fare il bis. Imparando questa strategia, si riuscirà ad evitare l’ultimo assaggio di qualcosa in quanto rappresenterebbe un surplus di calorie in più decisamente inutile.

Mangiare piano. Un altro modo per evitare di arrivare all’ultimo assaggio di qualcosa è quello di mangiare lentamente. Non solo così facendo ci si trova a gustarsi di più il cibo ma si ha modo di far si che a scegliere l’ultima porzione siano gli altri, ovvero quelli che hanno terminato di mangiare prima e che si trovano davanti allo stesso dilemma.

Scegliere cibi più sani a quelli grassi. Come già detto, la sindrome del piatto vuoto avviene solitamente sugli alimenti più calorici e non su quelli più sani. Scegliere questi ultimi alimenti aiuta quindi a non sentire il bisogno di aggiungere ulteriori assaggi, prendendo per buono il naturale senso di sazietà.

Riflettere sulla propria fame. Spesso ci si trova a dire di si a qualcosa per pura voglia di qualcosa di buono e può capitare addirittura di pentirsene subito dopo perché quell’ultimo boccone è anche quello che causa mal di pancia o un senso di sazietà davvero pressante. Imparare a riflettere sulla propria fame e sugli effettivi bisogni del proprio organismo può essere un buon modo per evitare inutili “abbuffate” che in questo caso porterebbero solo dei sensi di colpa che è molto meglio evitarsi a priori.

Non arrivare mai affamati. Infine, una regola che vale praticamente sempre è quella di non arrivare mai affamati ai pasti. In questo modo ci si sazierà più in fretta e si sarà più responsabili nei confronti di tentazioni che, altrimenti, in preda alla fame (spesso anche di tipo emotivo) sarebbe difficile contrastare, rischiando di dover poi ricorrere ai ripari con diete post abbuffate spesso difficili da seguire.

Seguendo queste semplici regole, resistere alla sindrome del piatto vuoto sarà sicuramente più facile, così come lo sarà mangiare in modo equilibrato, scegliendo i giusti alimenti da mettere nel piatto e garantendosi delle festività nelle quali pur mangiando con piacere si potrà evitare di mettere su dei chili che sarebbe poi difficile smaltire e che rischierebbero di andarsi a sommare con quelli delle feste successive.

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