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I draghi di Komodo: l’Indonesia chiuderà le porte dell’isola ai turisti per salvaguardare la specie

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I draghi dell’isola indonesiana Komodo sono a rischio di estinzione. Da gennaio 2020 l’isola chiuderà ai turisti per salvaguardare gli ultimi esemplari rimasti.

I draghi di Komodo I draghi di Komodo – Fonte: dire.it

I draghi di Komodo – in latino Varanus komodoensis – sono i più grandi sauri viventi. Possono raggiungere i tre metri di lunghezza ed hanno un olfatto che gli permette di percepire l’odore delle prede fino a 5 chilometri di distanza.

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I draghi di Komodo rischiano l’estinzione

I draghi di Komodo I draghi di Komodo nel loro habitat naturale

Ogni anno milioni di turisti si recano all’isola Komodo solo per osservare i draghi nel loro habitat naturale e scattare loro delle foto.
Tuttavia, come in tutto il mondo, c’è sempre qualcuno che prova a trarre profitto dalle bellezze naturali offerte dal nostro pianeta.
Attualmente l’isola è abitata da 2.300 draghi, ma in passato furono molti di più. Uno dei motivi per cui la quantità di draghi si è nettamente abbassata, è che tra i milioni di turisti che visitano l’isola ogni anno, ci sono anche i cosiddetti trafficanti di draghi.
Il traffico illegale dei draghi di Komodo è diventato un grande problema per l’Indonesia, e per proteggere la specie la nazione asiatica ha deciso di chiudere le porte dell’isola ai turisti a partire da gennaio 2020.

Chiudere l’isola è l’unica soluzione possibile

I draghi di Komodo sono una specie classificata come vulnerabile dalla lista rossa della Iucn (International Union For Conservation of Nature).
Altri problemi che affliggono l’isola di Komodo sono, ad esempio, il declino delle prede (come bufali, cervi e cinghiali) minacciati dal bracconaggio. Se le prede scarseggiano, di conseguenze i draghi non avranno abbastanza cibo per nutrirsi e, di conseguenza, moriranno di fame.
Per tutti questi motivi, Giacarta ha acconsentito a chiudere temporaneamente il Parco Nazionale di Komodo in modo da riabilitare la flora e la fauna e costruire infrastrutture che aiuteranno a proteggere l’ecosistema terrestre e marino dell’isola.

Gli abitanti dell’isola protestano contro il Governo: i draghi di Komodo sono l’unica fonte di guadagno

Nonostante il fatto che la riabilitazione dell’intera isola sia di vitale importanza per l’ecosistema, gli abitanti dell’isola di Komodo non sono d’accordo con la decisione presa dal Governo di Giacarta.
Nei piani del governo è infatti previsto anche il trasferimento dei duemila abitanti del villaggio, per cui, in questo caso, la frase “chiusura dell’isola” va proprio presa alla lettera.
Per decenni ormai il turismo generato dai draghi è uno dei principali mezzi di sostentamento per gli abitanti dell’isola, e chiudere le porte ai turisti significherà che per molti non ci sarà più alcun tipo di ingresso.
D’altra parte, il turismo di massa rischia di distruggere completamente l’ecosistema dell’isola, e si rischierebbe l’estinzione definitiva dei rettili che la abitano.
Lo scopo del governo indonesiano è quello di trasformare l’isola di Komodo in un paradiso della biosfera proprio come le Galapagos. Per far si che ciò accada c’è bisogno che un gruppo di ambientalisti faccia il suo lavoro senza l’intralcio dei turisti almeno per un anno.

La decisione di chiudere l’isola di Komodo è stata presa lo scorso marzo, quando la polizia ha arrestato cinque persone accusate di contrabbando di oltre 40 draghi.
Questa non è una fiaba, nella vita reale i draghi non sono i cattivi. Nella realtà è  l’essere umano, spinto dalla sete di denaro e potere, ad essere pronto a tutto pur di guadagnarci, senza pensare al fatto che la natura, una volta distrutta, non torna più indietro.

Di: LUCIA SCHETTINO

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